Moody’s alza le previsioni sul Pil indiano per il 2024: Delhi continua a crescere

Federico Giuliani

17 Marzo 2024 - 07:05

L’agenzia di rating Moody’s ha rivisto al rialzo le previsioni di crescita dell’India per l’anno solare 2024, portandole dal +6,1% al +6,8%

Moody’s alza le previsioni sul Pil indiano per il 2024: Delhi continua a crescere

Arrivano buone notizie per l’India. L’agenzia di rating Moody’s ha rivisto al rialzo le previsioni di crescita del Paese per l’anno solare 2024, portandole al +6,8% dal +6,1% stimato in precedenza sulla base di dati economici forti. La modifica è avvenuta dopo che il gigante asiatico ha registrato una crescita del pil reale pari all’+8,4% su base annua nel trimestre di dicembre, con un conseguente +7,6% per il 2023-24.

“L’economia indiana ha registrato buoni risultati e i dati più forti del previsto nel 2023 ci hanno portato ad aumentare la nostra stima di crescita per il 2024 dal 6,1% al 6,8%”, ha affermato Moody’s nel suo Global Macroeconomic Outlook per il 2024, spiegando che “l’India probabilmente rimarrà l’economia in più rapida crescita tra le economie del G-20”.

Negli ultimi tre mesi dello scorso anno, l’economia indiana è cresciuta a ritmi elevati, guidata da una forte attività manifatturiera ed edilizia, registrando un +8,4% rispetto al +6,6% stimato dagli analisti. Gli indicatori ad alta frequenza di Delhi mostrano come il forte slancio della sua economia nel terzo e quarto trimestre si sia protratto anche nel primo trimestre dell’anno solare in corso.

“La solida riscossione delle imposte su beni e servizi, l’aumento delle vendite di automobili, l’ottimismo dei consumatori e la crescita del credito a due cifre suggeriscono che la domanda di consumi urbani rimane resiliente”, ha aggiunto la suddetta agenzia di rating, aggiungendo che, dal lato dell’offerta, “l’espansione dei PMI manifatturieri e dei servizi contribuisce a dimostrare un solido slancio economico”.

Cosa succede in India

Moody’s ha affermato di aspettarsi continuità politica dopo le elezioni generali previste per maggio (con Narendra Modi grande favorito per un inedito terzo mandato) e una continua attenzione allo sviluppo delle infrastrutture. Anche se la spesa in conto capitale industriale privata è stata lenta a riprendersi, ha evidenziato Reuters, si prevede che questa crescerà grazie ai continui benefici della diversificazione della catena di fornitura e per via della risposta degli investitori al piano del governo per rilanciare le principali industrie manifatturiere.

L’aumento dell’utilizzo della capacità, la robusta crescita del credito e l’ottimismo del sentiment delle imprese sono tutti fattori che indicano un miglioramento delle prospettive per gli investimenti privati, ha chiarito ancora la suddetta agenzia di rating. L’inflazione complessiva a gennaio, intanto, è scesa al 5,1% rispetto al 5,7% del mese precedente, anche se rimane ben al di sopra dell’obiettivo del 4% della banca centrale.

“Considerate le solide dinamiche di crescita e l’inflazione superiore al target del 4,0%, non prevediamo un allentamento della politica monetaria in tempi brevi”, ha concluso Moody’s, che si aspetta una crescita complessiva della nazione asiatica per il 2025 pari al +6,5%. Ricordiamo che per l’anno in corso la crescita del pil indiano è stimata intorno al +7,6%.

Tra pochi mesi, dicevamo, in India andranno in scena le elezioni nazionali, e un’economia forte potrebbe sostenere la conferma di Modi. Sebbene controverse su alcuni fronti, le politiche dell’attuale primo ministro, favorevoli al mercato e orientate alle riforme, sono state applaudite dagli investitori globali e viste come una delle ragioni principali della forza mostrata dalle azioni indiane negli ultimi anni. Con l’aumento della riscossione delle tasse e la crescita dell’economia, Modi potrebbe dunque essere pronto a vincere un altro mandato, smorzando così potenzialmente la volatilità dell’anno elettorale sui mercati finanziari del Paese.

L’agenda di Modi e il futuro di Delhi

A proposito di Modi, iniziano ad emergere indiscrezioni in merito alla sua agenda qualora l’attuale leader di Delhi dovesse essere riconfermato nei panni di primo ministro. Il sito The Economic Times ha scritto che un nuovo, eventuale governo Modi si impegnerà a rilanciare la produzione interna, nel tentativo di aumentare il controllo del Paese sulle catene di approvvigionamento mondiale ed incrementare i posti di lavoro. Una terza amministrazione Modi si concentrerebbe inoltre anche sulla riduzione delle barriere commerciali e sul miglioramento dei piani di incentivi legati alla produzione.

All’inizio di quest’anno, l’India ha ridotto le tariffe su diversi componenti di dispositivi mobili per aumentare la produzione e rendere competitive le esportazioni. Settori come quello tessile, della pelletteria e dei prodotti di ingegneria hanno tutti sostenuto la necessità di ridurre i dazi all’importazione.

Modi sta intanto attirando i produttori in patria con forti incentivi, come tagli fiscali, sconti e sostegno al capitale.La strategia sta mostrando i primi successi con aziende del calibro di Apple e Samsung che stanno aumentando la produzione sul territorio indiano. Tuttavia, la Banca Mondiale ha stimato che la quota del settore manifatturiero nel prodotto interno lordo del Paese sarà pari a circa il 13% nel 2022, mentre la nazione asiatica sperava di aumentare tale cifra al 25% entro il 2025.