Il patrimonio netto di Mojtaba Khamenei, dalle proprietà a Londra agli asset offshore, fino al suo impero economico nascosto dell’Iran.
Mojtaba Khamenei, figlio dell’ayatollah Ali Khamenei, è ora la nuova Guida Suprema dell’Iran. La notizia è arrivata pochi giorni dopo l’uccisione di Ali Khamenei in un attacco congiunto di Stati Uniti e Israele a Teheran. Negli anni, il nuovo leader ha scalato i ranghi del potere non solo grazie alla sua influenza politica «dietro le quinte», ma anche attraverso una crescente rete di interessi economici e finanziari. Un impero che, secondo diverse indagini, si estende ben oltre i confini iraniani.
Succedendo al padre come Guida Suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei non vede cambiare radicalmente il proprio patrimonio personale. Ciò che eredita politicamente dall’Ayatollah Ali Khamenei, tuttavia, moltiplica l’influenza sul potere economico che già possedeva.
Il patrimonio netto di Mojtaba Khamenei
L’esatto patrimonio netto personale di Mojtaba Khamenei non è noto al pubblico, perché la maggior parte dei beni a lui collegati sarebbe nascosta tramite intermediari, società fittizie o reti politiche.
Tuttavia, diverse stime non confermate indicano che la sua ricchezza ammonterebbe a oltre 3 miliardi di dollari (2,6 miliardi di euro), con beni distribuiti tra conti bancari e investimenti al di fuori dell’Iran.
Alcune indagini lo collegano a una vasta rete offshore con proprietà e investimenti in Europa e Medio Oriente, spesso registrati tramite intermediari anziché direttamente a suo nome. Secondo Bloomberg, ad esempio, Mojtaba detiene indirettamente oltre 100 milioni di sterline (115,5 milioni di euro) in proprietà nell’esclusivo quartiere londinese di «Billionaire’s Row», a nord della città.
I beni collegati alla sua rete includono immobili residenziali di lusso a Londra, tra cui grandi ville detenute tramite società offshore; ville di lusso a Dubai, situate in quartieri residenziali d’élite; immobili commerciali e hotel in Europa, tra cui proprietà in Germania e Spagna; oltre ad asset finanziari detenuti tramite conti esteri e veicoli di investimento spesso distribuiti tra più giurisdizioni. Nessuno di questi beni, tuttavia, risulta registrato pubblicamente a nome di Mojtaba Khamenei.
Mojtaba Khamenei è soggetto a sanzioni statunitensi dal 2019, a causa del suo ruolo all’interno dell’ufficio della Guida Suprema e dei presunti legami con l’apparato di sicurezza iraniano. Le agenzie preposte all’applicazione delle sanzioni negli Stati Uniti e nel Regno Unito si sono concentrate nel tempo sul tracciamento dei beni e sulla loro titolarità effettiva, arrivando in alcuni casi anche al congelamento di asset collegati alla sua rete.
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A quanto ammonta l’eredità dall’ayatollah Ali Khamenei?
Il patrimonio personale di Mojtaba Khamenei va considerato separatamente rispetto all’enorme impero economico controllato dalla Guida Suprema dell’Iran.
Suo padre, Ali Khamenei, controllava una rete di beni per un valore stimato di circa 95 miliardi di dollari (82,2 miliardi di euro) attraverso enti come la Setad (acronimo in lingua farsi di Sede Esecutiva dell’Ordine dell’Imam).
Questa cifra non entra direttamente nel patrimonio personale di Mojtaba. Tuttavia, in qualità di Guida Suprema, egli acquisisce un’enorme influenza sulla gestione di questa liquidità e sulle strutture che la amministrano.
Il vero cambiamento per Mojtaba Khamenei, dunque, non riguarda tanto l’entità del suo patrimonio personale, quanto il controllo e la supervisione degli imperi economici legati allo Stato e all’establishment religioso.
I poteri della Guida Suprema dell’Iran
In qualità di Guida Suprema dell’Iran, Mojtaba ha ora influenza su alcuni dei principali centri di potere economico del Paese.
Setad
Al centro del sistema si trova la Sede Esecutiva dell’Ordine dell’Imam Khomeini, comunemente nota come Setad. Creata alla fine degli anni ’80 per gestire le proprietà abbandonate dopo la Rivoluzione iraniana, la Setad si è evoluta nel tempo in una vasta holding sotto la guida di Ali Khamenei.
Si stima che il patrimonio della Setad valga decine di miliardi di dollari. A livello operativo si avvale di centinaia di filiali attive in settori come quello bancario e finanziario, delle telecomunicazioni, farmaceutico, immobiliare, energetico e petrolchimico.
Tra i suoi principali rami aziendali figurano grandi società di investimento che detengono partecipazioni nelle industrie iraniane, spesso in modo non trasparente. Controllare la Setad significa avere influenza su uno dei motori finanziari più potenti dell’Iran.
Bonyad
Un altro pilastro del sistema è rappresentato dalla rete delle bonyad, fondazioni religiose caritatevoli create dopo la rivoluzione islamica. Queste organizzazioni operano al di fuori del controllo diretto del governo e sono generalmente esenti da tassazione.
Una delle più grandi è la Fondazione Mostazafan. Secondo fonti non confermate, la fondazione controlla centinaia di aziende, possiede fabbriche, miniere, hotel e aziende agricole e opera in settori che spaziano dalla produzione alimentare all’edilizia.
Si stima che il valore patrimoniale della fondazione superi i 10 miliardi di dollari (8,6 miliardi di euro).
Accanto ad essa esistono numerose altre fondazioni legate all’establishment religioso, dotate di ampie risorse economiche e di una significativa influenza politica. In qualità di Leader Supremo, Mojtaba ha ora il potere di supervisione e di nomina sulla leadership di queste istituzioni.
L’impero commerciale delle Guardie Rivoluzionarie
Una parte consistente dell’economia iraniana è legata al Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC), che nel corso degli anni ha costruito vaste reti economiche attraverso imprese edili, compagnie energetiche e grandi progetti infrastrutturali.
Una delle sue aziende più potenti è la Khatam al-Anbiya Construction Headquarters, un conglomerato coinvolto nello sviluppo di petrolio e gas, nella costruzione di dighe e autostrade e nelle infrastrutture per le telecomunicazioni, con contratti del valore di miliardi di dollari.
L’IRGC non è formalmente di proprietà della Guida Suprema, ma la sua leadership risponde direttamente a lui, conferendo al Leader Supremo un’influenza decisiva anche su questa parte dell’economia.
Network religiosi
La Guida Suprema controlla infine una vasta rete clientelare che canalizza liquidità verso seminari, istituzioni religiose, organizzazioni mediatiche, enti di beneficenza e lealisti politici.
Si tratta di flussi economici che provengono da molteplici fonti, tra cui fondazioni religiose, donazioni, investimenti statali e attività economiche indirette, e che contribuiscono a consolidare il sistema di potere che ruota attorno alla leadership religiosa della Repubblica Islamica.
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