Modello 730/2016: guida ai redditi da lavoro autonomo occasionale

Ecco una panoramica sul lavoro autonomo occasionale e su come deve essere dichiarato nel modello 730/2016.

Modello 730/2016: guida ai redditi da lavoro autonomo occasionale

Tra le diverse tipologie di redditi da dichiarare presenti all’interno del modello 730/2016, figurano anche quelli derivanti da lavoro autonomo occasionale.
Le prestazioni di lavoro autonomo occasionale riguardano tutti coloro che si trovano ad effettuare un’attività di lavoro autonomo, del tutto saltuaria, non abituale o periodica.
Molti sono i profili di interesse connessi alle prestazioni di lavoro autonomo occasionale, sia con riferimento alla sfera giuridica del committente, sia a quella del prestatore. Con la seguente guida verranno trattati i principali temi di interesse nonché le modalità di come il lavoro autonomo occasionale deve essere dichiarato nel modello 730/2016.

Lavoro autonomo occasionale: oggetto e disciplina della prestazione

Il lavoro autonomo occasionale rientra nella fattispecie del “contratto d’opera”, disciplinata dall’art. 2222 del Codice civile.
Sotto tale profilo, il lavoratore autonomo occasionale è quel soggetto che svolge a favore di un committente un’opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio, senza vincolo di subordinazione, fuori dal coordinamento del committente e senza inserimento funzionale nella sua organizzazione.
La prestazione di lavoro autonomo occasionale si distingue per la natura occasionale della stessa, vi è infatti assenza di prevalenza e abitualità della prestazione, a differenza dalle attività di lavoro autonomo svolte abitualmente che si inquadrano nell’esercizio di una professione.
L’attività lavorativa si caratterizza come abituale infatti, quando si articola in una pluralità di atti coordinati e finalizzati a uno scopo e viene esercitata con regolarità, stabilità e sistematicità.
Si parla quindi di prestazione di lavoro autonomo occasionale quando il lavoratore agisce in modo:

  • non professionale (non iscritto ad un’ordine specifico);
  • episodico, saltuario;
  • minimo, nel senso che i compensi devono essere limitati;
  • non programmato e organizzato.

Il contratto di lavoro autonomo occasionale non richiede per legge particolari formalità. Non è infatti previsto alcun vincolo di forma contrattuale, potendo il contratto essere concluso anche solo verbalmente e senza alcun obbligo di comunicazione preventiva al centro per l’impiego.

Lavoro autonomo occasionale: riflessi fiscali e contributivi

Le attività di lavoro autonomo occasionale non sono rilevanti ai fini della normativa fiscale Iva. A differenza dei professionisti infatti, il lavoratore autonomo occasionale non è tenuto all’apertura di una partita Iva poiché i corrispettivi non sono soggetti, per mancanza dei requisiti soggettivi (art. 5 del D.P.R. n. 633/1972) alla disciplina dell’Iva.
Va peraltro osservato come la legge non individui alcun limite di reddito, o di durata della prestazione, oltre il quale il reddito di lavoro autonomo percepito smetta di essere ritenuto «occasionale» e diventi «abituale», entrando così nel campo di applicazione dell’IVA.
Dal punto di vista Irpef invece le prestazioni per lavoro autonomo occasionale fanno parte ai sensi dell’art. 71 ,comma 2, del Tuir dei redditi diversi.
L’imponibile è costituito quindi dalla differenza tra l’ammontare dei compensi percepiti nel periodo d’imposta (principio di cassa) e le spese inerenti la produzione del reddito stesso.
Dal punto di vista previdenziale, il prestatore di lavoro autonomo occasionale non è soggetto a nessuna iscrizione assicurativa e contributiva INPS ed INAIL.
Vi è però l’obbligo d’iscrizione alla Gestione separata Inps nel caso in cui vengano superati i 5.000 € di reddito annuo derivanti dall’attività autonoma occasionale.
In tale circostanza, gli eventuali contributi sono da versare solo sulla quota di
reddito eccedente la soglia dei 5.000 €.

Lavoro autonomo occasionale: come dichiararlo

I redditi di lavoro autonomo occasionale sono soggetti a dichiarazione tramite modello 730/2016 o modello unico persone fisiche.
Ricordiamo che il committente, all’atto del pagamento, dovrà, in qualità di sostituto d’imposta, operare una ritenuta del 20% a titolo d’acconto da versare all’erario entro il 16 del mese successivo, mediante il Modello F24.
Inoltre sempre il committente dovrà, rilasciare (ed inviare al fisco) la certificazione unica riepilogativa degli importi erogati, delle ritenute operate e versate che il lavoratore utilizzerà per la compilazione della dichiarazione dei redditi. Nel 730/2016 precompilato questo sarà uno dei dati che il contribuente troverà riportato in automatico.
Il quadro di riferimento del modello 730/2016 dove verranno indicati i redditi da lavoro autonomo occasionale è il quadro D - redditi diversi, il rigo nello specifico è il D5 - Redditi derivanti da attività occasionale (commerciale o di lavoro autonomo) o da obblighi di fare, non fare e permettere.
Le ritenute d’acconto del 20% sulla prestazione di lavoro autonomo occasionale, versate dal committente in qualità di sostituto d’imposta troveranno spazio nel quadro D rigo D5 colonna 4 - ritenute subite del modello 730/2016.

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