Ecco perché la terza dose è fondamentale contro Omicron

Emiliana Costa

8 Gennaio 2022 - 14:47

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Da oggi, 8 gennaio, entra in vigore il nuovo decreto anti Covid per arginare la corsa di Omicron. Ecco perché la terza dose diventa fondamentale contro la variante.

Ecco perché la terza dose è fondamentale contro Omicron

Da oggi, 8 gennaio, entra in vigore il nuovo decreto anti Covid che prevede l’obbligo vaccinale per tutti gli over 50 e l’estensione di green pass e certificato verde rafforzato per una serie di servizi e attività. L’obiettivo del governo è frenare la corsa dei contagi spinta da Omicron.

In un’intervista al Corriere della Sera, Agostino Miozzo - medico della Protezione civile ed ex membro del Cts - spiega perché la terza dose è fondamentale nella battaglia contro Omicron e commenta il nuovo provvedimento varato dal governo. Compresa la multa da 100 euro per gli over 50 no vax. Entriamo nel dettaglio.

Terza dose efficace contro Omicron

La curva dei contagi continua a correre, spinta da Omicron. E secondo Agostino Miozzo la terza dose di vaccino anti Covid rappresenta un’arma fondamentale contro la variante sudafricana. «Molti si infettano - spiega l’ex membro del Cts - ma non si ammalano. Voglio far notare che certamente è vero che i contagi sono in aumento, perché questa è una variante molto più infettiva, ma è altrettanto vero che i vaccinati sono in gran parte protetti dalla malattia grave e molti di loro accusano solamente sintomi lievi».

Secondo Miozzo, però, si poteva fare di più per arginare la diffusione di Omicron: «I tavoli del prefetti avevano fatto un lavoro straordinario nel segnalare le criticità. È sparito. Possibile che si debba buttare sempre tutto nel cestino e ripartire daccapo».

E sul tema «scuole aperte o chiuse», Miozzo non ha dubbi: «Auspicavo un sistema di tutela sanitaria scolastica. Serve qualcosa dedicato alla scuola. Il sistema sanitario territoriale non ce la fa. Ma se bisogna controllare vaccini, quarantene chi lo fa? Il protocollo è un caos. Faccio fatica a raccapezzarmi io. I direttori degli istituti non si prenderanno la responsabilità di chi è vaccinato, chi no, chi è a casa 7 giorni chi 10. Chiuderanno le scuole».

L’esperto, però, non condivide il braccio di ferro tra il governatore della Campania Vincenzo De Luca (che vuole tenere le scuole chiuse) e il governo: «È difficile accettare che ogni governatore o sindaco, decida senza il parere dell’autorità centrale. È un film già visto. Sappiamo il finale. Un disastro. Bisogna rispettare indicazioni basate su pareri scientifici. Non si possono chiudere le scuole basandosi su criteri soggettivi, o addirittura seguendo il parere dei genitori».

Ma il rischio esiste davvero. «Quando muovi 8 milioni di persone sui mezzi pubblici, che non hai fatto nulla per rendere più sicuri, il rischio c’è. Ma le ore a scuola sono quelle più sicure. Se slitti di una o due settimane non è un dramma. Ma devi promettere che in quei giorni farai qualcosa. Io farei uno screening di massa. Tornino tutti con il tampone».

Obbligo vaccinale e multa di 100 euro, la posizione di Miozzo

Il medico non condivide la multa da 100 euro una tantum prevista per gli over 50 no vax che non aderiscono alla campagna vaccinale. «Io metterei l’obbligo assoluto totale. Nell’emergenza in cui siamo non ci è permesso essere democratici. Tutti abbiamo parlato di guerra. E in guerra decide il comandante. E si prende le responsabilità. Anche l’arresto. Perché grazie a chi vuole correre pericoli e li fa correre agli altri, ci sono morti. Molti finiscono nelle terapie intensiva, dove un giorno di ricovero costa 1.500 euro. C’è chi ci rimane 20 giorni. Si può partire da lì».

Miozzo ipotizza dunque una sanzione per i no vax. «Come medico curerò sempre tutti, a ogni costo. Ma come protettore civile devo evidenziare che oggi il rischio di morire di infarto è più alto perché le terapie intensive sono bloccate da persone non vaccinate. Quindi una sanzione equivalente a un giorno di terapia intensiva non sarebbe sbagliato».

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