Migranti, il patto tra Merkel e Macron mette il governo italiano all’angolo

La Merkel sposa la linea dura dei respingimenti e convince anche Macron: l’Italia ora rischia di rimanere ancora da sola nella gestione dei migranti.

Migranti, il patto tra Merkel e Macron mette il governo italiano all'angolo

L’intesa do ut des raggiunta tra Angela Merkel ed Emmanuel Macron rischierebbe di far rimanere l’Italia, ancora una volta, sola assieme alla Grecia per quanto riguarda la gestione degli arrivi dei migranti.

Con il suo ministro Horst Seehofer che minaccia una crisi politica senza una affermazione della politica dei respingimenti alle frontiere tedesche, la Merkel è riuscita a convincere Macron ad appoggiare la linea dura, acconsentendo però al bilancio unico europeo come da tempo proposto dall’inquilino dell’Eliseo.

Il patto tra la Merkel e Macron

Tutte le attenzioni al momento sono rivolte a cercare di capire cosa potrà succedere a Bruxelles il 28 e 29 giugno in occasione del Consiglio Europeo. I principali argomenti sul tavolo infatti saranno l’immigrazione e la definizione del bilancio dell’Unione per quanto riguarda il prossimo settennio.

Due partite queste a prima vista distinte, ma che invece potrebbero incrociare le proprie strade nell’ottica delle varie strategie politiche che ogni Stato membro sta cercando di imbastire. In quest’ottica il rinnovato asse Francia-Germania sembrerebbe poter essere di nuovo decisivo.

Emmanuel Macron da tempo ha proposto una serie di riforme riguardante l’Eurozona, tra cui l’istituzione di un budget comune con maggiori investimenti e la trasformazione del Meccanismo di solidarietà europeo Esm in un fondo monetario europeo.

Finora la Germania è stata sempre molto fredda riguardo le proposte formulate da Macron, ma adesso la Merkel si è detta pronta ad appoggiare Parigi che, ricambiando il favore, sosterrà al Consiglio Europeo la linea tedesca sull’immigrazione.

Pressata dagli alleati del Csu, vitali per la tenuta numerica del suo governo, alla fine Angela Merkel ha ceduto alle richieste del ministro dell’Interno Horst Seehofer, che chiedeva sostanzialmente di non toccare il trattato di Dublino applicando una politica di respingimenti alle frontiere tedesche.

Italia messa all’angolo

Per quanto riguarda il tema dell’immigrazione, Francia e Germania al Consiglio Europeo porteranno avanti la proposta comune di un respingimento alle frontiere di quei migranti che già hanno fatto richiesta di asilo in un altro paese.

In poche parole, nulla cambierà rispetto a quello che succede adesso con Italia e Grecia, paesi di primo approdo dei migranti, che dovranno continuare a farsi carico della gestione di tutte quelle persone arrivate via mare.

In cambio, Francia e Germania hanno parlato di un rafforzamento della missione Frontex e della creazione di hotspot direttamente nei paesi africani che, nelle intenzioni, dovrebbero essere gestiti da organizzazioni internazionali.

Non sarà facile però stringere accordi in Africa visto che spesso i governi locali non sono molto affidabili oppure, come nel caso della Libia, mancano degli addirittura degli interlocutori ufficiali.

Quando si è voluto chiudere la rotta balcanica inondando di soldi la Turchia, un premier forte come Erdogan ha saputo mantenere la parola data bloccando gli accessi dal suo paese verso l’Europa.

Fare una cosa del genere in Africa è molto più complesso, quindi il rischio concreto è che queste misure pensate non possano essere del tutto efficaci ma soltanto uno sperpero di soldi che andrebbe a ingrassare i ras locali.

Le mosse del governo Conte

In tutto questo il nuovo governo italiano cosa fa? Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha annunciato che a giorni verrà illustrata la proposta nostrana in merito alla modifica del trattato di Dublino, intenzione questa confermata anche da Luigi Di Maio.

Nel frattempo Salvini incontrerà il collega austriaco Herbert Kickl mentre domenica il premier Conte parteciperà a un delicato vertice dove saranno presenti Italia, Spagna, Francia e Germania.

Difficile però che Matteo Salvini possa portare dalla parte dell’Italia paesi come l’Austria, che ha sempre proposto una linea simile a quella ora portata avanti dalla Germania, con lo stesso discorso che potrà valere anche per le nazioni dell’Est con in testa l’Ungheria di Orban.

Nessuno quindi sembrerebbe essere disposto ad ascoltare le richieste di Italia e Grecia, con i due paesi che quindi rischiano di essere lasciati ancora una volti soli in cambio di un po’ di flessibilità nei conti e di qualche soldo in più per la gestione dei migranti.

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