Migliori ETF: quali sono e come sceglierli

Claudia Cervi

5 Luglio 2022 - 12:21

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Quali sono e come scegliere i migliori ETF per creare un portafoglio diversificato resistente all’inflazione e all’instabilità dei mercati.

Migliori ETF: quali sono e come sceglierli

Investire in un mercato volatile e incerto non è facile e rischia di compromettere i rendimenti. Indispensabile dunque selezionare i migliori ETF per costruire un portafoglio diversificato, adatto agli obiettivi di investimento, capace di resistere all’inflazione e che mantenga al contempo un basso rischio attivo.

Cosa sono gli ETF?

Gli ETF sono dei fondi a gestione passiva che replicano l’andamento di titoli o panieri di titoli azionari o obbligazionari appartenenti ad uno specifico settore. Gli ETF devono la loro popolarità e diffusione a una serie di vantaggi:

  • Basse commissioni
  • Rendimenti superiori alla media
  • Investimento passivo
  • Flessibilità
  • Liquidità del mercato

Ma è soprattutto grazie alla possibilità di diversificare facilmente il portafoglio che gli investitori amano questo strumento tanto che nel 2021 la raccolta fondi (solo in Europa) ha segnato una crescita del 56% rispetto al 2020 (dati Morningstar).

Per ottenere un portafoglio diversificato sarà sufficiente selezionare i 4 o 5 migliori ETF e controllarne periodicamente l’andamento.
Ecco perché la fase di selezione degli ETF è cruciale, ma tutt’altro che facile: infatti sul mercato ETFPlus di Borsa Italiana sono quotati 1080 ETF e 208 ETC/ETN.

Come scegliere i migliori ETF?

La selezione dei migliori ETF passa da un’analisi delle esigenze individuali di investimento e dal profilo di rischio.
Le prime valutazioni che l’investitore deve affrontare riguardano:

  • la scelta delle asset class da includere nel portafoglio: azioni, obbligazioni, materie prime, valute...)
  • la scelta dei settori di investimento
  • la ponderazione degli strumenti scelti nel portafoglio, ossia la percentuale del capitale allocata su ogni classe di attività e sui diversi settori.

Una volta individuati gli indici che meglio rappresentano le esigenze di investimento e che coprono il mercato o i settori di mercato che si intendono seguire, si confrontano sulla base di diversi parametri:

  • Dimensione del fondo e data di quotazione
  • Rendimento del fondo
  • Costi
  • Fiscalità
  • Metodo di replica
  • Trattamento dei profitti
  • Gestore dell’ETF

Vediamo nel dettaglio quali sono le caratteristiche che definiscono i migliori ETF.

Le caratteristiche dei migliori ETF

Dimensione - Gli ETF diventano più efficienti e luù liquidi al raggiungimento di una determinata dimensione, garantendo un miglior accesso al mercato. Generalmente quando il fondo ha un volume superiore ai 100 milioni di euro l’efficienza è assicurata. Oltre alla dimensione dell’ETF è importante verificare anche la data di quotazione: per una scelta ponderata occorre analizzare uno storico sulla performance di almeno un anno.

Rendimento - In base alla definizione di ETF, il rendimento segue quello del benchmark di riferimento. Tuttavia sul rendimento di un ETF incidono una serie di costi di gestione del fondo, quali, le commissioni delle operazioni e di regolamentazione, le tasse, i salari e gli stipendi, ecc. Questa differenza tra i rendimenti di mercato e i rendimenti reali degli ETF viene chiamata differenziale di tracking. Occorre dunque scegliere un ETF capace di minimizzare questo differenziale.

Costi - L’acquisto di un ETF avviene tramite un broker che applica una commissione per l’esecuzione degli ordini. Oltre a questo costo, variabile da broker a broker, va però considerato anche lo spread denaro-lettera (ask-bid) del prezzo al momento dell’acquisto. Lo spread è tanto più basso quanto l’ETF è più liquido, ossia scambiato sulla Borsa, e rappresenta la remunerazione dei market maker per lo svolgimento del loro compito di garantire liquidità di mercato.

Fiscalità - Prima di scegliere un ETF è buona norma verificare che siano soggetti all’obbligo di informazione previsto dal regolamento di Borsa. Gli ETF UCITS lo sono. Il trattamento fiscale degli ETF diverge da quello di altri strumenti finanziari. In particolare occorre conoscere i riflessi fiscali delle plusvalenze e delle minusvalenze generate con questi asset. Nel caso di domiciliazione estera dell’ETF andrà verificata la presenza di vantaggi fiscali e legali.

Metodo di replica - L’ETF può replicare l’andamento di un indice in tre modalità differenti.

  • Replica fisica totale: l’ETF è composto dagli stessi titoli dell’indice e nelle stesse quantità;
  • Replica fisica a campionamento: l’ETF è composto da un campione rappresentativo dei titoli dell’indice;
  • Replica sintetica: l’indice benchmark viene replicato utilizzando uno swap sul rendimento totale (uno strumento finanziario che paga all’ETF il rendimento dell’indice che copre).

Il metodo di replica sintetica espone l’investitore al rischio di controparte dato che il fornitore dello swap potrebbe non essere in grado di onorare i propri impegni.
Esiste un rischio analogo nel caso in cui il fornitore dell’ETF partecipi a operazioni di prestito titoli, effettuando vendite allo scoperto. Questo tipo di informazione deve essere indicata nel KIID e nella scheda informativa dell’ETF.

Trattamento dei profitti - In base a questa caratteristica si possono individuare due tipologie di ETF:
ETF a distribuzione, che distribuiscono interessi o dividendi all’investitore
ETF ad accumulazione, che non accreditano gli introiti ma li reinvestono automaticamente sfruttando l’effetto della capitalizzazione composta degli interessi.

Gestore dell’ETF - Gli ETF sono gestiti da banche e società di fondi che devono offrire ai propri clienti informazioni e politiche chiare dei prodotti offerti e un facile accesso alla documentazione e ai dati dei prodotti.

Quali ETF comprare per il 2022?

Per individuare quali sono i migliori ETF su cui investire nel 2022 abbiamo ripercorso l’analisi vista nei paragrafi precedenti, partendo dall’identificazione delle asset class.
Dato che le scelte degli investitori ricadono generalmente su asset esposti all’economia statunitense, a quella mondiale, dei mercati emergenti, europea e asiatica, abbiamo individuato gli indici che rappresentano questa esposizione: l’S&P 500, il Nasdaq100, MSCI World, MSCI USA, FTSE All-World, MSCI Asia, MSCI Europe, STOXX Europe 600, MSCI Emerging markets e MSCI Emerging Markets IMI.

Il passo successivo è quello di individuare gli ETF che replicano questi indici, filtrando l’elenco per dimensione del fondo, costi, dati storici, rendimento e un basso differenziale di tracking. Per evitare il rischio di controparte, abbiamo escluso dall’elenco gli ETF a replica sintetica. Per una maggior ottimizzazione fiscale abbiamo optato per ETF ad accumulazione.

ETF Benchmark Ribilanciamento Valuta Anno quotazione TER (costo) Volume gestito
iShares Core S&P 500 UCITS ETF (Acc) S&P500 trimestrale USD 2010 0,07% 57 miliardi dollari
iShares Core MSCI Emerging Markets IMI UCITS ETF (Acc) indice MSCI Emerging Markets Investable Market trimestrale USD 2014 0,18% 18 miliardi dollari
Xtrackers MSCI World UCITS ETF 1C indice MSCI World trimestrale USD 2014 0,19% 10 miliardi dollari
Xtrackers MSCI USA UCITS ETF 1C MSCI USA Index trimestrale USD 2014 0,07% 8 miliardi dollari
iShares Nasdaq 100 UCITS ETF (Acc) Nasdaq100 trimestrale USD 2010 0,33% 8 miliardi dollari
Xtrackers MSCI Emerging Markets UCITS ETF 1C indice MSCI Emerging Market trimestrale USD 2017 0,18% 6 miliardi dollari
iShares Core MSCI Europe UCITS ETF EUR (Acc) indice MSCI Europe EUR 2009 0,12% 5 miliardi dollari
Vanguard FTSE All-World UCITS ETF (USD) Accumulating indice FTSE All-World trimestrale USD 2019 0,22% 4 miliardi dollari
Lyxor Core STOXX Europe 600 (DR) UCITS ETF Acc STOXX Europe 600 (Net Return) EUR Index EUR 2013 0,07% 3 miliardi euro
iShares MSCI EM Asia UCITS ETF (Acc) indice MSCI Emerging Markets Asia trimestrale USD 2010 0,20% 1 miliardo dollari