Micron, margine record all’84,9%. Sui margini vale più di Nvidia

Claudia Cervi

25/06/2026

La trimestrale di Micron batte il consensus e ridisegna il ciclo delle memorie e dell’AI. Susquehanna parla di «svolta storica». Nvidia osserva da lontano.

Micron, margine record all’84,9%. Sui margini vale più di Nvidia

Micron vola a +15% nell’after hours dopo i conti. Mercoledì sera ha pubblicato un margine lordo dell’84,9% nel terzo trimestre. Un anno fa era al 39%. Il trimestre precedente al 74,9%. Altro che bolla AI.

Micron resta sotto Nvidia per capitalizzazione, ma segna +700% in dodici mesi (ora è sopra i 1.000 miliardi di dollari). A Wall Street non si vedevano numeri del genere dai tempi migliori di Nvidia. Micron strappa a Nvidia il benchmark di riferimento: il colosso dei GPU si ferma al 75% di margine lordo, Meta all’81,9%. Broadcom 69,5%, Microsoft 67,6%, Alphabet 62,4%. Micron li ha superati tutti.

Fatturato a 41,46 miliardi, in crescita di oltre 20 miliardi sul trimestre precedente. Utile netto a 28,24 miliardi, più che doppio rispetto al record di soli tre mesi prima. Il CFO Mark Murphy ha parlato di un “margine più che raddoppiato” anno su anno.

Micron ha giocato in anticipo

Le HBM sono diventate il collo di bottiglia dell’infrastruttura AI. Nvidia, AMD e Google le richiedono per i loro processori, Apple e i produttori consumer le pagano più care per gli stessi componenti che finiscono negli smartphone. Tim Cook, al Wall Street Journal, ha già usato la parola “insostenibile” per descrivere l’impennata dei prezzi dei chip di memoria ad alta larghezza di banda. Per Apple diventa sempre più difficile assorbire l’aumento dei costi senza poterlo scaricare integralmente sul prodotto finito.

Micron ha approfittato della scarsità firmando Strategic Customer Agreements, contratti a lungo termine con prezzi minimi garantiti. È stata una mossa strategica che ha capovolto la logica storica del settore, sempre orientato alla fornitura spot. Il CEO Sanjay Mehrotra l’ha definita una garanzia di margini “ben al di sopra dei massimi trimestrali di qualsiasi ciclo precedente”.

Gli Strategic Customer Agreements hanno bloccato prezzi alti, prima che la nuova capacità produttiva, quella che tutto il settore sta annunciando, torni a inondare il mercato. Un timing perfetto, nel momento in cui la memoria ha smesso di essere trattata come una commodity intercambiabile ed è ora prezzata come un bene scarso. Lo stesso repricing si è visto anche su STMicroelectronics. Anche qui i multipli si sono mossi più in fretta dei fondamentali.

Sandisk, SK Hynix e Qualcomm bussano alla porta

Sandisk, il rivale più vicino per margini nel tech a grande capitalizzazione USA, è passata dal 51,1% al 78,4% in un solo trimestre. SK Hynix ha temporaneamente superato Samsung come azienda di maggior valore a Seul e ora punta al Nasdaq con una quotazione ADR fino a 29,4 miliardi di dollari (seconda IPO di sempre dopo SpaceX). Le sue azioni sono salite dell’11% solo giovedì. Chi controlla la memoria oggi controlla un pezzo non negoziabile della catena AI.

Qualcomm intanto prova a inserirsi sul lato opposto della filiera, con il nuovo processore per data center Dragonfly C1000. Non vende chip di memoria ma CPU per data center. Meta lo userà dal 2028. Chi costruisce data center per l’AI non può permettersi di dipendere solo da Nvidia per il calcolo, né solo da Micron per la memoria. Il margine si sta spalmando su entrambi i lati della filiera. Il vantaggio competitivo di Micron potrebbe non durare, così come il suo margine.

Il rischio che nessuno vede ancora

Micron prevede un margine lordo dell’86% per il quarto trimestre fiscale. Murphy si aspetta che “il mercato rimanga teso anche dopo il 2027”. Mehdi Hosseini di Susquehanna parla di svolta storica per un settore rimasto “in disgrazia per 30 anni”.

Sono tutte voci interne al sistema (aziende che vendono memoria e banche che fanno copertura). Nessuna di queste fonti ha interesse a dire che la scarsità potrebbe essere temporanea o che i 1.000 miliardi di capitalizzazione di Micron scontano già una normalizzazione che non arriverà.

Micron probabilmente continuerà a macinare record anche nei prossimi due trimestri, proprio grazie ai contratti SCA. Ma cosa succede quando la capacità produttiva aggiuntiva, quella che gli altri produttori di memoria hanno annunciato in questi mesi, comincia a uscire dagli stabilimenti? Il muro della memoria, per usare l’espressione di Hosseini, regge finché l’offerta non lo scavalca.

DISCLAIMER
Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio.

Argomenti

# Micron
# NVIDIA