In arrivo una colata d’aria artica: crollo termico per San Silvestro e na sorpresa per il Centro-Sud. Ecco dove sarà possibile avere la neve, anche a quote basse.
Dopo un periodo di temperature insolitamente miti, il quadro meteorologico europeo sta per subire un drastico scossone. Tra il 30 e il 31 dicembre, l’Italia sarà colpita da un’irruzione di aria fredda di origine artico-continentale che porterà un assaggio di vero inverno proprio in coincidenza con i festeggiamenti di San Silvestro e di Capodanno.
Il ritorno del «Ponte di Woeikoff»
La chiave di questa svolta è il consolidamento del Ponte di Woeikoff. Si tratta di una particolare configurazione in cui l’alta pressione delle Azzorre si spinge verso nord-est fino a congiungersi con l’anticiclone russo-siberiano.
Tutto questo crea una barriera contro le correnti atlantiche, aprendo un «corridoio» diretto per il gelo dei Balcani verso il Mediterraneo.
Cosa aspettarsi regione per regione
L’ondata di freddo non colpirà l’Italia in modo uniforme, ma porterà dinamismo su tutto lo Stivale:
Centro-Sud e Adriatiche: Saranno le zone più esposte. Attesi venti forti di Tramontana e Grecale con un brusco calo termico. Possibili nevicate fino a quote collinari (e localmente più basse) tra Abruzzo, Molise e aree interne del Sud.
Nord Italia: Il freddo sarà intenso ma secco. Si prevedono giornate soleggiate in Val Padana con gelate diffuse e cieli tersi, mentre la neve resterà confinata ai settori alpini di confine.
Versante Tirrenico: Dopo un inizio gelido, dal 1° gennaio le correnti gireranno dai quadranti meridionali, portando nubi e piogge su Liguria, Toscana e Lazio.
Prospettive per l’inizio del 2026: neve in pianura?
Le previsioni suggeriscono che questa «toccata e fuga» gelida di Capodanno potrebbe essere solo l’antipasto. Gli esperti monitorano una possibile fase di maltempo più duratura fino all’Epifania.
Mentre gran parte d’Italia godrà di sole, il versante adriatico e le zone interne del Sud saranno le uniche a vedere fiocchi bianchi a quote basse (200-600 metri): Abruzzo, Molise e Puglia interna in primis, seguite da Basilicata, Calabria e Sicilia orientale.
Il merito è dell’Adriatic Sea Effect Snow. L’aria gelida e secca proveniente dai Balcani (grazie al Ponte di Woeikoff) attraversa il Mar Adriatico, che è ancora relativamente caldo. L’aria fredda «pesca» umidità dal mare, caricandosi di vapore. Una volta raggiunta la costa italiana, queste nubi impattano contro la barriera dell’Appennino. L’aria è costretta a salire, si raffredda ulteriormente e scarica la neve sul versante orientale (sbarramento orografico).
Al Nord le nevicate a Capodanno saranno scarse, limitate ai confini alpini, ma si sta preparando il terreno per l’Epifania.
Perché NON nevica subito: L’aria russa è estremamente secca. Porta un freddo pungente e cieli limpidi, ma senza umidità non c’è precipitazione. Questo gelo «pesante» ristagnerà nei bassi strati della Pianura Padana, creando un cuscinetto freddo. Quando arriveranno le prime perturbazioni atlantiche (umide e più miti) intorno all’Epifania, queste scorreranno sopra il gelo preesistente. La pioggia, attraversando lo strato gelato vicino al suolo, si trasformerà in neve, portando i fiocchi in pianura per «scorrimento».
Il vero colpo di scena potrebbe arrivare dopo il 6 gennaio: se le correnti atlantiche umide dovessero scontrarsi con il «cuscinetto freddo» lasciato dall’aria russa, la neve potrebbe fare la sua comparsa anche sulle pianure del Nord e del medio-alto Tirreno.
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