Mes, l’Italia lo deve ratificare? Il sondaggio

Alessandro Cipolla

27/04/2023

Il sondaggio di Money.it: l’Italia deve ratificare la riforma del Mes come richiesto dall’Eurogruppo o il governo Meloni deve stoppare la revisione del meccanismo?

Mes, l’Italia lo deve ratificare? Il sondaggio

Mes, l’Italia lo deve ratificare? Questo è stato il sondaggio che Money.it ha voluto proporre ai suoi lettori ora che, dopo una lunga attesa, l’Eurogruppo ora starebbe incalzando il nostro governo - l’ultimo rimasto tra i venti dell’Eurozona a dover calendarizzare la votazione - affinché prenda una decisione visto che l’immobilismo di Roma sul tema di fatto sta bloccando l’entrata in vigore della revisione del meccanismo.

SONDAGGIO CHIUSO QUI I RISULTATI

Per prima cosa è subito bene chiarire un aspetto che spesso crea molta confusione: l’Italia non deve decidere se richiedere o meno il Mes, ma soltanto ratificare la sua riforma partorita già diversi anni fa dall’Eurozona.

Dopo che anche la Germania ha dato il suo disco verde, è rimasta soltanto l’Italia a dover approvare la riforma del Mes con Roma che, di fatto, sta bloccando tutto il procedimento. Adesso però in occasione dell’Eurogruppo è trapelata la notizia che Bruxelles sia pronta a chiedere ufficialmente al nostro Paese di accelerare nel prendere una decisione.

Per Giorgia Meloni però, ma anche per Matteo Salvini, ratificare la riforma del Mes significherebbe fare una sorta di abiura rispetto ai toni molto duri usati quando l’allora governo guidato da Giuseppe Conte decise di sottoscrivere il testo.

Con questo sondaggio, che ricordiamo non ha un valore scientifico ma soltanto indicativo non essendo realizzato a campione, Money.it ha voluto capire quale sia il parere dei lettori in merito alla ratifica da parte dell’Italia della riforma del Mes.

Riforma del Mes: il sondaggio sulla ratifica

Il Meccanismo europeo di stabilità è uno strumento destinato alla sola Eurozona, nato con l’obiettivo di aiutare i Paesi in difficoltà economica che non riescono a finanziarsi sul mercato. Secondo le regole attuali i soldi possono essere prestati con due linee di credito: quella condizionale precauzionale (Pccl) e quella soggetta a condizioni rafforzate (Eccl).

La prima aiuta i paesi che l’organizzazione ritiene solidi, con condizioni “soft” (quali: deficit e debito sotto controllo, facilità a finanziarsi sui mercati negli anni precedenti e l’assenza di problemi di solvenza del sistema bancario). La seconda va in soccorso di chi è più in difficoltà e prevede condizioni “strong”, cioè “misure correttive tali da evitare problemi futuri per l’accesso al finanziamento sul mercato”.

La riforma del Mes va a modificare le clausole più restrittive, ma al tempo stesso il board direttivo del Mes qualora non ritenesse sostenibili i debiti degli Stati, potrebbe richiedere una ristrutturazione come condizione obbligatoria per accedere al prestito, valutando l’opzione con la Commissione europea.

Altro punto molto importante del Mes è il backstop per le banche, una sorta di paracadute per prevenire il crollo degli istituti in difficoltà la cui portata con la riforma verrebbe raddoppiata. In un momento come questo che stiamo vivendo, si tratta di uno strumento ritenuto particolarmente utile.

Fino a quando il nostro Parlamento non prenderà una decisione, la riforma del Mes resterà bloccata e questo starebbe facendo innervosire molto Bruxelles soprattutto perché così facendo resterebbe i naftalina anche il raddoppio della capacità del backstop.

Una tematica questa che sta mettendo in seria difficoltà Giorgia Meloni. Nel 2019 ai tempi del Conte bis, quando è stato l’allora governo giallorosso a dover affrontare lo spinoso argomento, la presidente del Consiglio con un tweet ha annunciato barricate parlando di “eurofollia” e di una “super Troika onnipotente”.

Toni simili sono stati espressi anche da Matteo Salvini e da buona parte della Lega e dei Fratelli d’Italia: il sondaggio di Money.it così è arrivato proprio nel momento in cui la maggioranza di centrodestra è pressata affinché prenda una decisione, con il governo che non può più scappare e a breve sarà chiamato ad affrontare una volta per tutte il tema della ratifica della riforma del Mes.

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