Perché il mercato energetico è in caduta libera

Tommaso Scarpellini

13 Dicembre 2023 - 13:04

Il prezzo delle materie prime energetiche sta rapidamente scivolando verso i minimi degli ultimi anni mentre i mercati azionari proseguono la corsa verso l’alto.

Perché il mercato energetico è in caduta libera

Il mercato energetico sta vivendo un periodo di turbolenza da record, con i prezzi delle materie prime energetiche in caduta libera, suscitando preoccupazioni e riflessioni sulle dinamiche economiche globali. In particolare, il prezzo del petrolio e del gas naturale sta subendo un deprezzamento significativo, sollevando interrogativi sulle cause e sulle possibili conseguenze.

Petrolio e Natural Gas: uno sguardo ai dati

Un dato che non può passare inosservato è il prezzo del gas naturale, che ha raggiunto livelli minimi non visti dal 2020, mantenendo al contempo una volatilità delle opzioni relativamente elevata.

UK Natural Gas, 1D UK Natural Gas, 1D Grafico a candele giornaliere del UK Natural Gas. Fonte: teletrader.com

Il prezzo del petrolio ha registrato una diminuzione del 27% rispetto ai massimi toccati a settembre, mentre il gas naturale ha subito un crollo ancora più marcato, con una flessione del 40%. Tale deprezzamento ha contribuito ad aumentare la volatilità, misurata dall’indice OVX, che mostra una costante crescita, evidenziando un clima di incertezza e nervosismo tra gli operatori di mercato. Rappresentano dei movimenti abbastanza inaspettati, specie per chi segue le dinamiche borsistiche in maniera esterna, come un investitore retail: le recenti complicazioni geopolitiche, come ad esempio il conflitto in Medio Oriente, avevano spostato le aspettative in direzione di possibili rialzi, mentre, anche in questo caso, il mercato ha scelto la via opposta, registrando ribassi da record.

WTI.OIL, 1W WTI.OIL, 1W Grafico a candele settimanali del WTI.OIL. Fonte: teletrader.com

Questi ribassi non solo impattano direttamente sulle aziende del settore energetico, ma sono anche indicatori importanti per quanto riguarda l’inflazione a livello globale. La componente energetica è stata accusata di essere una delle responsabili dell’incremento dell’Indice dei Prezzi al Consumo (IPC) nel 2022, suggerendo che un mercato energetico depresso potrebbe mitigare le pressioni inflazionistiche nei prossimi mesi.

Che impatto ha il crollo delle materie prime sulle borse?

Analizzando gli indici di borsa specifici per il settore energetico, emergono segnali di allarme. In Europa, l’indice STOXX Europe 600 Oil & Gas è uno dei pochi in territorio negativo su base mensile, con una decrescita del 2,56%. Negli Stati Uniti, il DJ Oil & Gas registra una diminuzione del 5% mese dopo mese, nonostante sia stato un periodo positivo per i mercati azionari dei paesi sviluppati.

Ulteriori complicazioni provengono dalla Cina, una delle maggiori consumatrici di energia a livello mondiale. Le esportazioni cinesi hanno sorprendentemente registrato un aumento dello 0,5%, mentre le importazioni sono diminuite dello 0,6%, mancando le stime di una crescita del 3,3%. Questa inattesa disparità tra esportazioni e importazioni in Cina contribuisce a un ulteriore abbassamento dei prezzi delle materie prime energetiche a livello globale.

Inoltre, la debolezza del mercato delle materie prime potrebbe essere correlata al lieve apprezzamento del dollaro. Questa dinamica rafforza ulteriormente il ribasso dei prezzi nel settore energetico, amplificando le preoccupazioni degli investitori e degli analisti di mercato. Non a caso, fra dollaro e materie prime, vi è una correlazione inversa, che spesso tende ad accentuarsi in situazioni di tensione.