Mercato auto Europa: l’Italia in ritardo nell’elettrico

Marco Lasala

15 Luglio 2022 - 20:20

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Per il mercato auto europeo continua la fase di discesa con un -16,8%: si tratta del dato più basso di sempre da quando vengono rilevati i dati sulle immatricolazioni in Europa.

Mercato auto Europa, continua la fase di discesa. Nei trenta paesi, oltre il Regno Unito e EFTA, aderenti all’Unione Europea, nei primi sei mesi dell’anno, sono andate “perse” circa 900.000 vetture.

Con 1.066.137 unità immatricolate nel mese di giugno, il mercato auto Europa perde il 16,7% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, a giugno 2021 erano state immatricolate 1.281.892 unità, si tratta del volume più basso di sempre.

Nel primo semestre, sempre a livello Europeo, sono state immatricolate 5.597.656 auto contro le 6.485.862 vetture del periodo gennaio - giugno 2021, il crollo delle immatricolazioni è del -13,7%.

A soffrire di più nel mese di giugno è il Regno Unito con un -24,3%, seguono la Germania (-18,1%), la Francia (-14,2%), l’Italia (-15%) e la Spagna (-7,8%).

Mercato auto Europa Mercato auto Europa Dati UNRAE

Mercato auto: in Italia crescono le ibride plug-in, male per le elettriche

In Italia, nel primo semestre 2022, la quota dei veicoli elettrici (BEV) è ferma al 3,6%, mentre le ibride plug-in (PHEV) crescono del 5,4%.

Andrea Cardinali, Direttore Generale dell’UNRAE: “Per avere una capillarità della rete di infrastrutture di ricarica paragonabile all’Olanda, l’Italia necessiterebbe di 320 mila punti di ricarica pubblica, dotando, in particolare, autostrade e superstrade delle indispensabili colonnine fast charge, ma siamo ancora lontanissimi da questi livelli. Una situazione che frena pesantemente lo sviluppo del mercato dei veicoli alla spina. È assolutamente evidente la necessità di accelerare in modo massiccio l’infrastrutturazione del Paese. A 14 mesi dal varo del PNRR, che prevede 750 milioni per le infrastrutture di ricarica pubbliche nel 2022-2026, manca ancora un puntuale cronoprogramma, come UNRAE chiede con forza da tempo, che indichi tempi, luoghi e tipologie di colonnine da installare, nonché i soggetti incaricati di effettuare gli investimenti. Per le infrastrutture di ricarica private, invece a distanza di quasi un anno dal Decreto 25 Agosto 2021 che stanziava 90 milioni allo scopo di incentivarne la diffusione, non sono stati ancora varati i necessari provvedimenti attuativi previsti all’articolo 12. Dobbiamo infine sottolineare con estremo stupore che il recente ‘Allegato infrastrutture’ al DEF elaborato dal MIMS, pur prevedendo uno stanziamento decennale di 300 miliardi di euro per l’ammodernamento e la realizzazione di infrastrutture stradali e non, indirizzate a migliorare la mobilità e la circolazione delle persone e delle merci, non contiene neppure una riga riguardo alle colonnine di ricarica per i veicoli elettrici”.

Mercato auto Europa: Francia, Spagna e Germania in calo

Il mercato auto spagnolo nel mese di giugno crolla del 7,8% con 89.252 unità immatricolate contro le 96.784 dell’anno precedente, mentre osservando il semestre 2022, il calo è del 10,7%, con le motorizzazioni ECV che crescono del 31,9% grazie al contributo del 24,3% delle PHEV.

Mercato auto Europa Mercato auto Europa Dati UNRAE

Decisamente diversa è la situazione nel Regno Unito, dove le immatricolazioni totali sono state 140.958 unità contro le 186.128 unità dell’anno precedente, nel primo semestre il calo rispetto al semestre 2021 è dell’11,9%, il secondo peggior primo semestre degli ultimi trent’anni. Se il calo rispetto all’anno precedente è considerevole, va analizzato anche un altro dato, la chiusura dei concessionari nel 2021, fino al mese di aprile, per il lockdown, dunque i continui problemi di approvvigionamento dei semiconduttori, complice anche la pandemia, stanno penalizzando un settore già fortemente in crisi.

In Germania, il principale imputato del crollo delle immatricolazioni è la limitata produzione automobili, nel primo semestre 2022, si segna il minimo storico, con un -11% rispetto allo stesso periodo del 2021, a tirare sono le BEV a quota 13,5%.

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