Obbligazionario: è giusto investire ora? I rendimenti sono buoni ma attenzione ai rischi

David Pascucci

03/03/2023

Gli ultimi dati sull’inflazione non sono stati eccezionali e il mercato obbligazionario va a fare nuovi massimi di rendimento.

Obbligazionario: è giusto investire ora? I rendimenti sono buoni ma attenzione ai rischi

Il mercato obbligazionario è uno dei mercati più sotto tensione negli ultimi mesi, complici i tassi di interesse e l’inflazione che è in discesa ma che rimane comunque alta rispetto ai target previsti dalle banche centrali. All’apparenza abbiamo quindi una situazione in cui sembra che le banche centrali non riescano a controllare appieno la situazione finanziaria attuale. Da non sottovalutare nel lungo periodo l’aumento dei tassi di interesse che ancora non hanno avuto il loro impatto diretto sul mercato per via del lag temporale che c’è tra aumento dei tassi e trasmissione degli stessi sul mercato finanziario, pertanto dobbiamo sempre pensare a un’ottica di lungo periodo quando vediamo le variazioni di questi dati macroeconomici. Al momento sul mercato obbligazionario ci sono dei rendimenti molto alti rispetto a qualche mese fa, una situazione da tenere sotto controllo ma che di fatto offre delle buone opportunità nel lungo periodo.

La situazione del mercato obbligazionario

Sul mercato secondario si vedono dei rendimenti molto importanti rispetto al lungo periodo, per non parlare della curva dei rendimenti invertita degli Usa, con le scadenze brevi che offrono più delle scadenze lunghe. In Europa abbiamo visto delle accelerazioni al rialzo per quanto riguarda i rendimenti dei titoli di Stato a 10 anni, come ad esempio quelli della Francia che sono passati al 3,2% valore che non viene toccato dal 2011, stessa cosa dicasi per i Bund tedeschi, anche qui abbiamo rendimenti che non vedevamo dal 2011.

Per quanto riguarda l’Italia siamo a ridosso del 4,5%, un rendimento molto interessante nel lungo periodo e che ci mette in cima per quanto riguarda i rendimenti offerti sul mercato, anche al di sopra della Grecia che al momento quota un 4,4%. In sostanza, sembra che la situazione per l’Italia non sia delle migliori e il mercato sta prezzando un rischio relativamente alto sul nostro paese. Questo è dato dall’affidabilità del paese che, a quanto pare dal rendimento, sembrerebbe non molto affidabile agli occhi degli investitori istituzionali, pertanto dobbiamo considerare un elemento essenziale per quanto riguarda il mercato dei titoli di Stato, ossia il rischio sistemico di cui abbiamo avuto un esempio chiaro durante la crisi greca.

Durante la crisi greca di oramai un decennio fa, abbiamo visto un esempio del rischio sistemico, ossia la condivisione di un rischio all’interno di un’area economica come quella europea. In sostanza, abbiamo visto come un’economia piccola come quella greca e un suo ipotetico fallimento avrebbero messo sotto scacco i mercati globali, portando a una situazione di pericolo generalizzata in tutta Europa, coinvolgendo anche molte banche in Uk come RBS che aveva un enorme quantità di titoli greci in portafoglio, per non parlare del fiorente mercato dei CDS su titoli di Stato che ha visto anche il caso delle enormi perdite subite da Jp Morgan nel 2012 pari a circa 6 miliardi di dollari. In sostanza, il rischio sistemico gioca un ruolo cruciale in questo momento di mercato.

In questo senso dobbiamo immaginare cosa potrebbe succedere se un paese europeo non dovesse ripagare i suoi titoli di Stato. Succederebbe una vera e propria tragedia finanziaria, con un evento del genere ci sarebbe un reset di sistema che vedrebbe la disgregazione totale dell’Europa con ripercussioni enormi per le economie occidentali nel loro complesso. In pratica dobbiamo fare molta attenzione in quanto abbiamo una situazione macro molto delicata che sembra non promettere benissimo nel lungo periodo, pertanto dobbiamo assolutamente mettere in relazione la situazione attuale del mercato obbligazionario con i mercati azionari che sembrano invece poter recuperare dai minimi visti nel 2022 ma che potrebbero crollare nel corso dell’anno.

La situazione tecnica attuale

L’azionario, come scritto ieri, si è preso un momento di pausa dai ribassi e al momento vede un’impostazione di breve fortemente rialzista ma che allo stesso tempo potrebbe riservarci qualche sorpresa. Una chiusura di settimana molto difficile che al momento non ci sta offrendo degli spunti interessanti in quanto ulteriori accelerazioni rialziste sarebbero in controtendenza con le dinamiche della scorsa settimana, pertanto per oggi la prudenza sembra essere la parola d’ordine. Nasdaq torna sui 12100, Dax torna sui 15000, livelli da tenere sott’occhio sia nel breve che nel lungo visto che entro il mese proprio sull’indice tedesco potremmo ritornare verso i 15250-15300, livelli che sarebbero ideali per vedere ulteriori vendite nel lungo periodo. Nel frattempo, sul fronte obbligazionario, il Mef ha comunicato la cedola minima fissa garantita dal nuovo Btp Italia, fissata in mattinata al 2%.