Rendimenti più alti non sempre significano scelte migliori. Attenzione a questo rischio valutario nascosto.
Quanti stanno tornando a guardare le obbligazioni dopo anni di disinteresse e restano quasi ipnotizzati dai rendimenti nominali dei Treasury americani, oggi nettamente più alti di quelli europei? La risposta è semplice: tanti. Il ragionamento è sempre lo stesso: “gli Stati Uniti sembrano una certezza, il mercato più profondo al mondo, il dollaro la valuta di riserva globale”.
Ma se il vero rischio non fosse l’obbligazione in sé, bensì la valuta in cui è denominata? E se a distruggere il rendimento non fosse il Treasury ma il dollaro stesso? Domanda tutt’altro che teorica, considerando cosa è successo agli investitori europei nel 2025, penalizzati duramente dal deprezzamento del biglietto verde. A questo punto la domanda diventa inevitabile: cosa significa davvero avere Treasury nel 2026?
Obbligazioni e valuta: il fattore che molti sottovalutano
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