Mediaset-Vivendi: è ancora scontro dopo l’assemblea. Le novità

Mediaset-Vivendi: è ancora scontro tra le due società dopo il voto in assemblea di oggi. Le novità sulla disputa

Mediaset-Vivendi: è ancora scontro dopo l'assemblea. Le novità

Mediaset-Vivendi: non c’è tregua fra le società nemmeno in questo inizio 2020. Dopo l’assemblea degli azionisti che si è tenuta oggi, venerdì 10 gennaio, le due aziende rivali hanno continuato a usare toni poco concilianti, rendendo più difficile la strada verso un accordo.

La riunione odierna ha segnato una tappa cruciale per la concretizzazione del progetto MediaforEurope ambito dal gruppo di Berlusconi e osteggiato dai francesi.

L’esclusione dal voto di Simon Fiduciaria, che gestisce il 19,19% delle azioni dei transalpini, ha di fatto riacceso un infuocato dibattito che stenta spegnersi. La società di Cologno Monzese, infatti, si è appellata alla decisione di ieri del Tar del Lazio sulla questione della scalata del gruppo Bolloré nella società del Biscione, considerata illegale secondo la normativa italiana.

Anche oggi, quindi, tra Mediaset e Vivendi non sono mancate le scintille. Mentre i milanesi sono fiduciosi sull’avanzamento del loro progetto paneuropeo, i francesi sperano ancora nella giustizia per bloccarlo.

Mediaset-Vivendi: nuovo botta e risposta tra le società. Cosa è successo?

L’assemblea dei soci Mediaset ha confermato il clima ostile tra il gruppo Berlusconi e la società di Bolloré. L’assise di oggi degli azionisti ha approvato alcune modifiche importanti allo Statuto di MediaforEurope. Il progetto prevede la nascita di una holding olandese nella quale far confluire le attività italiane e spagnole Mediaset e la quota di ProSiebenSat.1.

Nel dettaglio, la votazione odierna ha dato il via libera a nuove disposizioni sull’iniziativa paneuropea per le telecomunicazioni più favorevoli agli azionisti di minoranza, come richiesto dal Tribunale di Milano.

Ad approvare le novità sullo Statuto è stato il 79,8% del capitale presente, corrispondente al 48,2% di quello totale. I voti contrari, invece, hanno rappresentato il 19,7% del capitale presente e l’11,9% di quello complessivo.

A scatenare il botta e risposta polemico tra le due società è stata la decisione del gruppo di Berlusconi di escludere dal voto Simon Fiduciaria, che detiene il 19,19% delle quote Mediaset di Vivendi.

L’azienda di Cologno Monzese si è appellata alla decisione di ieri del Tar del Lazio, che ha respinto il ricorso d’urgenza dei francesi contro la pronuncia dell’Agcom del 2017. In quell’anno, l’Autorità garante delle comunicazioni aveva deciso di bloccare al 9,9% le quote Vivendi nel gruppo milanese per conflitto di interessi e contrarietà alla normativa italiana. Di fatto, quindi, la scalata di Bolloré è stata fermata e a Simon Fiduciaria sono state date in gestione quote francesi pari al 19,19%.

Sulla vicenda era intervenuta anche l’Avvocatura UE, sostenendo le richieste transalpine, ma pronunciandosi in modo non vincolante.

L’esclusione dal voto in assemblea di Simon Fiduciaria ha provocato la reazione indignata della società francese, che ha parlato di un vero e proprio abuso da parte dell’azienda della famiglia Berlusconi.

L’ufficio legale Vivendi, inoltre, ha usato parole decise contro la politica del Biscione:

“Da oltre un mese abbiamo presentato una proposta che eviterebbe di proseguire con il piano abusivo di Fininvest e Mediaset di fusione con la controllata spagnola e di creazione di MfE.”

La risposta piccata di Confalonieri ha confermato il clima ostile:

“Vivendi invece di plaudire e favorire questo processo vorrebbe impedirci di ottenere i benefici industriali derivanti dall’operazione paneuropea e lo fa in evidente conflitto di interessi, cercando di mettere in stallo la nostra società, di cui è azionista.”

Cosa aspettarsi sul progetto MediaforEurope?

L’ambizioso progetto paneuropeo per le telecomunicazioni, voluto fortemente da Mediaset per competere in modo più efficace a livello internazionale, non è ancora definitivo.

Le pronunce dei Tribunali di Madrid e di Milano saranno decisive per stabilire il futuro di MediaforEurope. E, soprattutto, per far partire l’iniziativa entro la scadenza di marzo 2020. Piersilvio Berlusconi ha dichiarato, infatti, che se a livello giudiziario non ci saranno intoppi, il progetto sarà certo.

Vivendi si è mosso legalmente poiché contrario alla definizione del progetto, che favorirebbe una posizione dominante della famiglia Berlusconi a danno degli azionisti di minoranza. Per questo si è appellato ai giudici, sia in Spagna che in Italia, per sospendere MfE.

Il prossimo 21 gennaio ci sarà l’udienza milanese, che darà un chiarimento importante sul futuro di MediaforEurope. E anche sulla disputa Mediaset-Vivendi.

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