Mediaset-Vivendi: si riaccende la rivalità con pronuncia UE?

Mediaset-Vivendi: arriva la pronuncia dell’Avvocatura UE sull’acquisto di azioni da parte dei francesi. I dettagli

Mediaset-Vivendi: si riaccende la rivalità con pronuncia UE?

Mediaset-Vivendi di nuovo sotto i riflettori. La rivalità tra i due colossi delle telecomunicazioni sembra non trovare pace. Mentre si attende la decisione del giudice per la delicata controversia su MediaforEurope - la pronuncia sull’ammissibilità del ricorso francese contro l’operazione dovrebbe arrivare a gennaio 2020 - si riaccende un altro fronte di battaglia.

L’Avvocato generale UE Campos Sánchez-Bordona ha appena rilasciato una dichiarazione che, sebbene non vincolante, potrebbe anticipare la successiva decisione della Corte Europea. E,soprattutto, alzare la tensione tra i due gruppi, in cerca di un accordo sulla questione della fusione delle attività di Berlusconi in una holding olandese.

Il caso tornato in osservazione oggi riguarda l’acquisizione da parte dei francesi di capitale sociale dell’azienda milanese, pianificata nel 2016 e poi bloccata. La rivalità Mediaset-Vivendi è esplosa anche per questa lontana vicenda.

Mediaset-Vivendi: il giudice boccia le norme contro i francesi. I dettagli

La questione tornata alla ribalta oggi risale al 2016, quando la società francese ha acquisito il 28,8% di capitale sociale dell’azienda della famiglia Berlusconi. La scalata nei confronti di Mediaset, però, è stata contrastata dal gruppo milanese, che è riuscito a bloccare l’operazione invocando la normativa italiana.

Nello specifico, rivolgendosi all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, la società italiana ha denunciato l’acquisto dei francesi perché contrario alla legge in vigore sulla salvaguardia del pluralismo dell’informazione. Il gruppo di Bolloré, controllando già una quota superiore del 40% nel settore comunicazioni (in Telecom Italia), non poteva detenere più del 10% di Mediaset.

Il gruppo transalpino, quindi, ha dovuto cedere a una società società indipendente la proprietà del 19,19% delle azioni Mediaset. La delibera dell’Agcom, però, è stata impugnata con ricorso al TAR del Lazio, per ottenerne l’annullamento.

A questo punto è entrata in scena la Corte di giustizia UE, interpellata dal giudice in questa vicenda Mediaset-Vivendi per valutare la violazione o meno del diritto comunitario da parte della normativa italiana.

La pronuncia dell’Avvocato generale UE appena diffusa è stata a favore di Vivendi. Secondo il giudice Campos Sánchez-Bordona, infatti, la legge italiana è contraria alle norme europee. La società francese, dunque, poteva acquistare il 28,8% delle azioni.

Il rilievo di oggi riguarda soprattutto la proporzionalità della norma italiana. I limiti imposti alle imprese straniere nella partecipazione al capitale sociale di aziende del settore comunicazione sarebbero troppo elevate e non equilibrate. La decisione, adesso, spetta alla Corte e il pronunciamento odierno è soltanto indicativo.

Nel delicato rapporto Mediaset-Vivendi, però, potrebbe avere effetti non proprio concilianti.

A gennaio è attesa la decisione sulla vicenda MediaforEurope. Intanto, continuano le trattative per arrivare ad un accordo tra le società in merito all’acquisto da parte del gruppo milanese del 20% dei propri titoli in possesso dei francesi.

Il 2020 potrebbe portare novità interessanti sui diversi fronti nelle battaglie legali Mediaset-Vivendi.

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