Nuove ricerche mostrano come gli incentivi del moderno ecosistema mediatico aiutino a spiegare l’aumento della polarizzazione e della negatività.
Uno dei più interessanti enigmi della scienza politica moderna è spiegare perché la società statunitense si sia rapidamente polarizzata trasformandosi, negli ultimi quarant’anni, in un focolaio di animosità tribale, mentre nessun altro paese occidentale ha subito un’analoga frattura. Una versione aggiornata del problema deve inoltre spiegare un ulteriore colpo di scena: perché le divisioni e le culture wars in stile americano sembrano ora crescere altrove in Occidente con tre decenni di ritardo?
Una serie di nuovi studi offre possibili risposte, aiutando anche a spiegare altre tendenze sociali e politiche che hanno investito gran parte del mondo negli ultimi anni.
Nel loro articolo pionieristico The Business of the Culture War, pubblicato all’inizio di questo mese, gli economisti del MIT e di Harvard Shakked Noy e Aakaash Rao utilizzano dati sulle visualizzazioni televisive al secondo per mostrare come gli incentivi commerciali delle reti via cavo abbiano contribuito a seminare discordia non solo tra i loro spettatori, ma nell’America più in generale. [...]
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