A marzo l’Italia fuori dall’emergenza Covid: “Tra un mese sarà finita”

Stefano Rizzuti

29 Gennaio 2022 - 11:47

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Secondo l’epidemiologo Carlo La Vecchia l’Italia potrebbe superare questa ondata di contagi e l’emergenza legata a Omicron tra circa un mese, con una situazione più tranquilla a marzo, entro Pasqua.

A marzo l'Italia fuori dall'emergenza Covid: “Tra un mese sarà finita”

La discesa della curva, il possibile allentamento di alcune misure anti-Covid e l’impatto della variante Omicron (più trasmissibile ma meno letale) potrebbero presto portare l’Italia fuori dall’emergenza Covid. Nelle ultime ore aumentano le previsioni degli esperti secondo cui la fase critica potrà essere sorpassata tra marzo e aprile.

Tra di loro c’è anche Carlo La Vecchia, ordinario di Epidemiologia all’università Statale di Milano. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera spiega che è presto per eliminare tutte le misure restrittive ma si dice fiducioso e pronostica che nel giro di un mese l’Italia possa essere fuori dall’emergenza e da questa ondata. “Dobbiamo tenere duro ancora un po’, ma non manca molto”, afferma.

Omicron, La Vecchia: a Pasqua ne saremo fuori

La Vecchia parte dai dati sulla diffusione di Omicron che è elevatissima, tanto che secondo alcuni studi “avrebbe infettato il 60% della popolazione mondiale. Se aggiungiamo la quota di vaccinati, in Italia dovremmo superare il 95% di persone almeno parzialmente immuni”.

L’epidemiologo parte quindi dal presupposto che in Italia ci sono stati 5 milioni di contagiati da Omicron ufficialmente, ma quelli reali potrebbero essere il doppio. Nonostante questo serve, a suo giudizio, mantenere in campo qualche misura restrittiva: “Si tratta di resistere un mese: a fine febbraio dovremmo avere circa 10mila casi al giorno, ovvero 10 volte meno di quanto avviene ora, con un’ulteriore discesa a marzo”.

In quelle settimane caleranno anche la pressione sugli ospedali e i decessi. “A Pasqua, se tutto va bene, dovremmo essere fuori da questo ciclo pandemico che ci accompagna da più di due anni”, aggiunge l’epidemiologo. Secondo il quale il virus poi non scomparirà, ma il suo impatto a partire da marzoresterà marginale a lungo”.

Iniziata decrescita della curva dei contagi

Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità, fornisce un commento ai dati settimanali sul Covid. In questi giorni è iniziata una lieve decrescita della curva come attestano sia l’incidenza che l’indice Rt (vicino a scendere sotto la soglia epidemica).

In Italia - spiega Brusaferro - si comincia a vedere “un’inversione di tendenza e questo è un altro segnale coerente con i dati che osserviamo”. Resta però elevata la circolazione del virus in quasi tutte le Regioni. La decrescita dei casi riguarda tutte le fasce d’età con una sola eccezione: per quella 0-9 anni i casi sono in crescita negli ultimi sette giorni.

In primavera livello molto basso di ricoveri Covid

Un altro elemento viene aggiunto dal sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri. In un’intervista al Fatto Quotidiano parla dell’ipotesi di rivalutare i richiami dei vaccini per alcune fasce d’età, ma non prima che venga raggiunto un livello molto basso di ricoveri in terapia intensiva per i pazienti Covid: “Spero in primavera”, è la sua previsione.

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