Manifestazione No Tav a Torino: perché protestano

Oggi si tiene la manifestazione No Tav a Torino con l’appoggio di Grillo. Ecco il motivo della loro opposizione.

Manifestazione No Tav a Torino: perché protestano

Nel giorno dell’Immacolata Concezione, sabato 8 dicembre, si tiene la manifestazione No Tav a Torino proprio a poca distanza da quella svolta dagli aderenti.

Scendono in piazza forti dei loro ideali e decisi a non far passare questa proposta che per molti rappresenta uno step fondamentale verso il progresso per un futuro migliore per le nuove generazioni.

E allora perché protestano? Ecco i motivi per cui oggi, dalle ore 14,00, si tiene il corteo di opposizione alla Tav.

Manifestazione No Tav a Torino: le ragioni

Oggi i sostenitori della No Tav scendono i piazza per manifestare contro la possibile scelta da parte del governo di aderire a questa iniziativa. Sarà a Torino, dalle ore 14,00, con partenza da Piazza Statuto per arrivare a Piazza Castello.

Un twitt dell’ultimo minuto conferma anche la presenza di Grillo:

Ci guadagnerà soltanto chi la costruirà [...] La parola progresso implica una nozione sociale di miglioramento della qualità della vita. Qualcosa che nulla c’entra con la Tav

Pochi caratteri postati sul noto social network riassumono il pensiero anti Tav. In particolare gli oppositori sono vicini alla salvaguardia del proprio paese e rivendicano un modello di sviluppo sostenibile per tutti.

C’è chi cerca di nascondere le proprie responsabilità sul saccheggio e la devastazione dei nostri territori, su una politica dei governi che non ha investito sulla messa in sicurezza e sulla tutela dell’ambiente, sullo sperpero di risorse pubbliche a favore di grandi opere inutili [...] c’è ancora chi nega quale siano le vere priorità della collettività, provando a mettere avanti a tutto gli interessi delle grandi aziende e dei profitti di pochi

È quanto si apprende dal comunicato diffuso dal movimento No Tav in occasione della manifestazione di oggi.

Da quasi 30 anni portano avanti questa lotta, promulgando una presa decisionale più saggia rispetto al consumismo e allo sperpero dei fondi italiani.

Infatti per il comitato la realizzazione dell’ambizioso progetto produrrebbe degli effetti tutt’altro che positivi, danneggiando l’ambiente in modo irreversibile, producendo dei costi insostenibili, esasperando la manodopera e infine incentivando la crescita dell’intreccio tra partiti, imprenditori e mafie.

La loro proposta è quella di:

Poter praticare uno stile di vita più sobrio e pacifico [...] con meno consumi e meno rifiuti e, in quanto tale, sostenibile da un pianeta in cui vi sia assoluta parità di diritti nell’accesso alle risorse e siano responsabilmente tutelati l’ambiente e le generazioni presenti e future delle diverse specie viventi

Ma per fare questo è necessario investire nell’ammodernamento delle reti capillari già esistenti in un’ottica di sostenibilità con il conseguente adattamento al sistema di trasporto merci.

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