Maltempo: quanto rischia l’agricoltura italiana

Maltempo: sono ingenti i danni alle coltivazioni. Quanto rischia l’agricoltura italiana?

Maltempo: quanto rischia l'agricoltura italiana

Il maltempo ha preso di mira l’Italia nelle ultime settimane. Con l’emergenza metereologica l’agricoltura italiana rischia il tracollo.

Il settore primario, fondamentale per l’economia del Paese, soprattutto in alcune aree nazionali, ha già subito danni irreversibili.

Confagricoltura ha diffuso l’allarme sulle perdite per le attività degli agricoltori italiani. Le piogge, la neve, le inondazioni di questi giorni, infatti, hanno segnato in modo drammatico colture e piantagioni in varie parti d’Italia.

Le stime dell’ente parlano di danneggiamenti di grande valore. Con il maltempo, quindi, l’agricoltura italiana rischia di perdere introiti importanti.

Maltempo: quanto e dove rischia di più l’agricoltura italiana

Il comunicato diffuso oggi da Confagricoltura è chiaro: i danni subiti dal settore agricolo in seguito all’ultima ondata di maltempo sono di enorme entità.

La stima parla di 500 milioni di euro. Il territorio nazionale dedito all’attività di coltivazione è stato colpito in varie regioni d’Italia. I fenomeni meteorologici di forte intensità hanno lasciato i segni in uno dei settori trainanti per la nostra economia. La produzione agricola, infatti, vale circa 55 milioni di euro l’anno.

Le colture che rischiano di essere bloccate sono diverse. Innanzitutto, al Nord la neve caduta su alberi con fogliame ancora verde ha gelato e piegato alberi di nocciolo, castagno, pioppo e diversi vivai.

In Piemonte e in Lombardia sono state compromesse le coltivazioni di mais, riso e soia, che devono ancora essere raccolte. In più, c’è preoccupazione per i ritardi nella semina dei cereali autunno-vernini, cover per il sovescio e erba medica.

L’allagamento dei campi e l’impossibilità di utilizzare macchinari agricoli come i trattori - che resterebbero impantanati nei terreni - stanno rallentando la raccolta di mele tardive in Trentino Alto Adige.

In Liguria, a cause di frane e smottamenti, sono andati persi raccolti in pieno campo, serre e impianti di alcune aziende agricole, distrutti dal maltempo.

Gli oliveti pugliesi sono stati colpiti gravemente dalle raffiche di vento. Ingenti i danni anche nelle campagne di Toscana e Basilicata. Le due regioni hanno già chiesto lo stato di calamità.

La Campania è stata danneggiata soprattutto nelle coltivazioni a pieno campo e nel settore del fieno. Da Nord a Sud, quindi, il settore agricolo rischia di perdere completamente i guadagni di un’intera annata.

Perché è necessaria la prevenzione nel settore agricolo

Anche se il maltempo di questi giorni ha avuto un’intensità eccezionale e fuori dal comune, i tecnici di Confagricoltura e del settore agricolo si appellano a piani di prevenzione.

Coldiretti, infatti, ha sottolineato che i danni causati dalle condizioni meteo sono costati all’agricoltura 14 miliardi di euro in 10 anni. Una somma di grande entità, che dimostra quanto ormai il maltempo sia frequente.

Secondo un’analisi Eswd, per esempio, dall’anno scorso fenomeni intensi come trombe d’aria, tempeste di pioggia, di neve e grandine hanno registrato un impressionante +121%.

Con il maltempo così diffuso e senza adeguate misure di protezione, l’agricoltura italiana rischia sempre di più.

Intanto, il ministro delle Politiche Agricole Teresa Bellanova ha dichiarato di voler sospendere i pagamenti dei mutui degli agricoltori e di essere pronta con sovvenzionamenti.

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