Ma quale crisi energetica: azionisti premiati da dividendi record

Violetta Silvestri

16 Novembre 2022 - 15:39

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L’altra faccia della crisi energetica è la distribuzione di dividendi record dalle società petrolifere e del settore energia: sono loro a trainare i pagamenti agli azionisti, grazie a super utili.

Ma quale crisi energetica: azionisti premiati da dividendi record

Dalla crisi energetica - per consumatori e industrie - ai super profitti di produttori di petrolio e gas: non per tutti l’impennata dei prezzi dell’energia ha coinciso con uno svantaggio.

A confermarlo è stato il report del terzo trimestre di Global Dividend Index di Janus Henderson: a livello mondiale sono stati distribuiti dividendi record agli azionisti grazie alla spinta dei petroliferi.

Il settore petrolifero festeggia la crisi energetica con dividendi super

Il report sui dividendi ha sottolineato un trend interessante: con la crisi energetica si è verificato a un forte aumento dividendi nel terzo trimestre 2022, con le aziende petrolifere che hanno distribuito i loro profitti record agli azionisti.

A livello globale, i dividendi pagati sono aumentati del 7,0% su base complessiva arrivando a un valore di 415,9 miliardi di dollari e segnando un record per il terzo trimestre.

Il report ha sottolineato che i produttori di petrolio e gas sono stati i motori di questo balzo in avanti e hanno aumentato di tre quarti i loro dividendi nel trimestre su base annua. La specificazione dello studio è che, senza il loro impatto positivo, il totale dei pagamenti agli azionisti sarebbe stato piatto.

Le compagnie petrolifere di tutto il mondo hanno incrementato i loro pagamenti, con i maggiori salti che si sono registrati in Brasile, Hong Kong, il Stati Uniti e Canada. L’impennata del petrolio è stata parallela al crollo del settore minerario, dove le aziende ora stanno tagliando i dividendi dopo i recenti massimi, in risposta al calo dei prezzi delle materie prime.

Anche altri settori, in particolare trasporti (compresa la spedizione), banche, semiconduttori e prodotti chimici hanno visto crescere i pagamenti agli azionisti.

Da sottolineare che i prezzi del petrolio sono scesi dai livelli eccezionali raggiunti in precedenza, ma rimangono molto alti e stanno generando dividendi eccezionalmente forti e in crescita. I maggiori aumenti sono arrivati nei mercati emergenti e in Asia, dove lo Stato è spesso un azionista significativo. Anche i produttori nordamericani dato un importante contributo.

Un focus lo ha meritato il Brasile. I dividendi brasiliani sono aumentati di oltre un quinto
su base sottostante a un record 13,1 miliardi di dollari. Petrobras ha eguagliato le sue enormi distribuzioni di dividendi del secondo trimestre con un totale dei pagamenti del terzo trimestre a $9,7 miliardi sulle sue azioni ordinarie.

Un livello più che sufficiente per compensare un calo del 56% del dividendo sborsato dal gruppo minerario Vale, che è diminuito drasticamente. Petrobras, con circa 19,4 miliardi di dollari pagati nel 2022, potrebbe farcela a diventare il secondo maggior erogatore di dividendi al mondo quest’anno, dopo il colosso BHP.

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