Lusso e turismo d’élite: così Cina e Russia fanno brillare il sud-est asiatico

Federico Giuliani

19 Marzo 2024 - 07:16

I turisti russi e cinesi si stanno riversando nel sud-est asiatico. Così si alimenta il business locale del lusso.

Lusso e turismo d’élite: così Cina e Russia fanno brillare il sud-est asiatico

La pandemia di Covid-19 prima e più recentemente la guerra in Ucraina hanno trasformato l’industria mondiale del turismo. Uno degli effetti più interessanti di questo cambiamento ha riguardato il sud-est asiatico, regione di per sé economicamente dinamica, e ora ulteriormente agevolata dall’enorme flusso di viaggiatori provenienti da Russia e Cina.

Già, perché in seguito alle tensioni internazionali tra il blocco occidentale e Mosca, i turisti russi hanno cessato di viaggiare nel cuore dell’Europa, preferendo altre mete: le ricche petromonarchie del Medio Oriente, certo, ma ancor più le paradisiache spiagge della Thailandia. E Pechino cosa c’entra in tutto ciò? L’emergenza sanitaria ha relegato fino allo scorso anno l’intera popolazione cinese all’interno dei propri confini a causa delle rigidissime norme imposte dal governo. In seguito al via libero, avvenuto nelle prime settimane del 2023, il ricco flusso turistico cinese ha progressivamente rialzato la testa. Optanto, al momento, per destinazioni asiatiche.

Nei prossimi mesi è prevista una decisa ripartenza degli affari, ma anche in questo caso è lecito supporre che le mete preferite degli abitanti dell’ex Impero di Mezzo possano differire dalle tradizionali mete europee. Molto dipenderà dalla geopolitica, dai rapporti tra Pechino e Bruxelles e, ancor più nello specifico, tra la Cina e i singoli Paesi del Vecchio Continente.

Nel frattempo, le aree turistiche nel sud-est asiatico sono emerse come punti caldi dell’edilizia residenziale di lusso. A queste latitudini importanti costruttori stanno lavorando a grandi progetti – in particolare sull’isola thailandese di Phuket - rivolti a benestanti provenienti da Cina e Russia. Gli stessi che stanno pianificando soggiorni a lungo termine lontani dall’Occidente.

Il sud-est asiatico ringrazia il turismo russo e cinese

Dicevamo della Thailandia. Sulla spiaggia di Bang Tao, nella parte occidentale di Phuket, stanno spuntando come funghi condomini di lusso. Come ha spiegato Nikkei Asian, il ramo immobiliare del conglomerato thailandese Central Group è all’opera per costruire 190 unità abitative al costo di 5 miliardi di baht (al cambio circa 139 milioni di dollari), in quello che si candida a diventare il primo progetto residenziale di lusso del gruppo. I prezzi per i condomini, che saranno completati alla fine del 2026, partiranno da quasi 334.300 dollari.

Progetti simili comprendono le residenze di Le Meridien nella località vietnamita di Danang, in corso di completamento grazie alla partnership stretta tra lo sviluppatore locale IFF Holdings e Marriott International, e quelle di Minor International nella regione indonesiana di Bali.

Numeri alla mano, l’Asia detiene oltre il 20% del mercato globale delle residenze di marca, ovvero residenze di lusso controllate dai più esclusivi marchi dell’ospitalità alberghiera internazionale. La località più importante del continente si trova a Phuket, dove sono presenti 22 progetti, compresi quelli già terminati. L’offerta condominiale in loco ha raggiunto il record di circa 8.700 unità nel 2023, più del doppio di quanto registrato nel 2019, secondo quanto riferito dalla società canadese di servizi immobiliari Colliers. Nel sud di Phuket, inoltre, nel primo trimestre del 2023 il 60% degli acquirenti immobiliari proveniva dalla Cina, seguiti dai russi con una fetta pari al 25% della torta.

Domanda e offerta

Pare che a queste latitudini gli acquisti da parte di acquirenti cinesi e russi siano aumentati del 70% rispetto ai livelli pre pandemia. Ma perché i cittadini della Federazione Russia sono attratti da mete del genere? Semplice: il clima caldo del sud-est asiatico, unito al fatto che pochi Paesi nella regione abbiano imposto sanzioni al loro Paese, spinge i russi ad acquistare proprietà.

La solita Thailandia, ad esempio, è ansiosa di attirare le persone benestanti, tanto da aver rilasciato nel 2022 circa 5.600 visti residenziali a lungo termine per richiedenti facoltosi, un aumento del 160% rispetto al 2019. Bangkok ha anche introdotto un nuovo visto per residenti a lungo termine nel settembre 2022 per professionisti altamente qualificati e altre persone, ricevendo circa 4.800 domande in 12 mesi. Negli ultimi 12-18 mesi si stima che vi siano stabiliti a Phuket 27mila russi. Da inizio 2023, invece, gli arrivi aeroportuali nazionali e internazionali della Thailandia hanno superato la soglia dei 6,24 milioni a novembre, con un aumento dell’88% rispetto al 2022. All’interno di questo, gli arrivi internazionali sono aumentati di quasi il 140%.

La strategia di Bangkok è così passata dalla dipendenza da un unico mercato di origine, la Cina, alla volontà di corteggiare gruppi di turisti provenienti dall’India, dalle nazioni mediorientali con un patrimonio netto elevato, dall’Europa e dalla Russia. Il rischio di tutto questo? Che il «giochino» possa presto sfuggire di mano alle autorità locali. I prezzi di vendita degli immobili continuano ad aumentare mostrando I primi timidi segnali di una bolla del mercato immobiliare.

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