Svolta nella lotta all’obesità: arrivano i generici dell’Ozempic, le cure possono diventare alla portata di tutti.
La lotta all’obesità è fondamentale per la tutela della salute collettiva e necessita dell’attenzione della stragrande maggioranza dei Paesi mondiali. Le statistiche ci dicono che in varie zone i tassi di obesità sono più che triplicati negli ultimi cinquant’anni e raddoppiati negli ultimi quindici anni, con almeno 1 miliardo di soggetti clinicamente obesi. Come problema di salute tanto diffuso deve essere affrontato prendendo in considerazione tutti i fattori che influiscono sulla prevenzione e la cura. Di fatto, non è facile fornire risposte e misure di precauzione multifattoriali, ma almeno dal punto di vista farmacologico qualcosa sta per cambiare. I farmaci anti-obesità come l’Ozempic saranno disponibili a un prezzo 10 volte inferiore con l’arrivo delle versioni generiche. Una novità fondamentale nella lotta all’obesità (e non solo), che quest’anno potrebbe diventare meno proibitiva.
Arriva la versione generica dell’Ozempic
Non pensiamo che le novità in arrivo dipendano dalla volontà di contrastare l’obesità e tutelare la salute pubblica, non del tutto almeno. Il vero cambiamento risiede piuttosto nella scadenza del brevetto dell’azienda farmaceutica danese Novo Nordisk sull’Ozempic e sul Wegovy. Entrambi sono farmaci a base di semaglutide, impiegati rispettivamente per il trattamento dell’obesità e del diabete. Di conseguenza, le altre aziende farmaceutiche del mondo potranno cominciare a produrre altri farmaci a base dello stesso principio attivo, proponendo dei generici a prezzi nettamente inferiori. La concorrenza sarà elevata ed è già più che pronta ad avviare la produzione, motivo per cui i farmaci potranno essere disponibili a prezzi molto più accessibili anche nei Paesi a basso e medio reddito, gli stessi in cui l’obesità è un problema crescente. Proprio da oggi il brevetto è scaduto in tante aree del mondo, comprese Cina, India, Brasile, Turchia, Sudafrica e Canada. Non è un caso se proprio in questi Paesi alcune aziende farmaceutiche hanno cominciato a prepararsi per vendere nuove medicine a base di semaglutide, talvolta venendo coinvolte in controversie legali con Novo Nordisk.
Questo step iniziale potrà già spostare la bilancia nella lotta all’obesità, cominciando a eliminare le barriere economiche. Soltanto Cina e India, infatti, ospitano più di 1 miliardo di persone che beneficerebbero dei farmaci per trattare il diabete e/o l’obesità, senza contare le ulteriori potenzialità suggerite dai nuovi studi scientifici. Sarà un’autentica conquista considerando che si tratta degli stessi Stati in cui l’accesso a queste cure farmacologiche è particolarmente proibitivo per la popolazione. D’altra parte, l’aumento della platea di pazienti curabili con la semaglutide impone anche maggiore attenzione al trattamento, nonché controlli sulla diffusione illegale.
Un prezzo 10 volte inferiore
L’Europa, come anche gli Stati Uniti, dovrà invece attendere ancora qualche anno prima che il brevetto sia scaduto. Le regole sui brevetti farmaceutici sono complesse e prevedono spesso proroghe, motivo per cui l’esclusiva commerciale resterà di Novo Nordisk fino al 2030 in Europa e Stati Uniti (mentre scade ora in Canada, nonostante la precedente scadenza formale). La diffusione dei medicinali nelle aree più popolose e la prontezza delle aziende farmaceutiche, soprattutto cinesi e indiane, può comunque fare la differenza già a partire da quest’anno.
Secondo le stime di MedRxiv, ancora non definitive ovviamente, alla fine del 2026 i farmaci generici e le alternative biosimilari potranno soddisfare fino all’84% del fabbisogno mondiale, venendo venduti in ben 160 Paesi. L’aspetto più interessante è che per i prezzi si immaginano costi intorno ai 20 euro, 10 volte in meno rispetto all’Ozempic originale, venduto a 200 euro in gran parte dei mercati. Per un’autentica svolta, tuttavia, è necessario che gli Stati facciano la propria parte seguendo le indicazioni dell’Oms. Serve che la distribuzione e i trasporti siano efficaci e sostenibili, aspetto in cui potrebbe aiutare la formulazione in pillole, che potrebbe arrivare negli Stati Uniti già entro la fine dell’anno.
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