Zona gialla, per Lopalco le chiusure graduali sono più efficaci del coprifuoco

Mario D’Angelo

31/07/2021

Per 5 Regioni la zona gialla potrebbe cominciare a scattare già dalla seconda metà di agosto. Secondo Lopalco è questo il modo di evitare di tornare in emergenza sanitaria.

Zona gialla, per Lopalco le chiusure graduali sono più efficaci del coprifuoco

Le chiusure graduali in base all’andamento dei trend dei ricoveri più utili del coprifuoco o il lockdown. Lo ha detto Pier Luigi Lopalco, professore di Igiene generale e applicata all’Università di Pisa e assessore alla Sanità della Regione Puglia.

Covid, Lopalco: chiusure graduali sono le misure più efficaci

Intervistato dal Messaggero, il professore ha approvato le novità sul sistema che determina il passaggio delle Regioni da una fascia di rischio all’altra, e che per il momento ha scongiurato l’ingresso di buona parte dell’Italia in zona gialla.

Le nuove regole che fanno scattare le chiusure graduali (zona gialla, arancione e rossa) e che adesso dipendono dal tasso di ricoveri in area medica e in terapia intensiva secondo Lopalco “servono ad evitare di finire in emergenza sanitaria”.

Ed eccezione di ragioni locali particolari, il professore ha detto che questo tipo di chiusura graduale in base all’andamento dei ricoveri è molto più efficace di “altri provvedimenti estemporanei come il coprifuoco”.

Maggioranza morti e ricoverati non è vaccinata

Lopalco ha ricordato come la stragrande maggioranza dei ricoverati in area medica o in terapia intensiva o dei deceduti sia non vaccinata. E questo non vale solo per gli over 60, ma anche per quarantenni e cinquantenni.

Pertanto bisogna convincere queste persone a vaccinarsi, perché “anche se saranno raggiunte dal virus non avranno conseguenze serie per la loro salute”.

Non ha senso, per Lopalco, pensare di eradicare questo virus. “Se con i vaccini riusciremo a tenerlo sotto controllo e a limitare i ricoveri in ospedale, allora potremo conviverci”, ha aggiunto.

Covid, Lopalco: nuovo sistema classificazione è sul lungo periodo

Proprio il sistema basato sul tasso di occupazione di posti letto in area medica e terapia intensiva sarà, secondo Lopalco, quello che ci accompagnerà sul lungo periodo. Con quasi il 60% della popolazione italiana immunizzata, ad avere più rilevanza nella definizione della fascia di rischio non è più la circolazione del virus ma il carico sugli ospedali.

Se la novità introdotta dal Ministero della Salute ha permesso di trascorrere la maggior parte dell’estate in libertà, già entro la fine di agosto il numero di ricoverati in alcune Regioni potrebbe far scattare la zona gialla.

Si tratta di Sicilia, Sardegna Calabria, Campania e Lazio. Quelli in bilico sono quasi tutti territori del Sud e non a caso, perché sono quelli in cui i flussi turistici, che contribuiscono alla diffusione della variante delta, sono stati più forti nei mesi estivi.

Aumento restrizioni con basse vaccinazioni?

Ma c’è anche un altro motivo. I nuovi parametri che determinano il passaggio alla fascia di rischio più alta (15% ricoveri in area medica e 10% in terapia intensiva) quasi certamente andranno a svantaggio dei territori meridionali, dove i posti letto sono di meno e, quindi, si riempiono più rapidamente.

Un’altra ragione per cui alcune Regioni si trovano più a rischio di altre potrebbe risiedere nella percentuale di popolazione che ha concluso il ciclo vaccinale (due dosi Vaxzevria, Pfizer e Moderna o una dose Janssen). Sicilia e Calabria sono, ad esempio, le due Regioni d’Italia dove sono state somministrate meno dosi in rapporto alla popolazione.

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