Il lockdown ha ridotto la fertilità: nuovo studio italiano

Durante il periodo del lockdown la fertilità avrebbe subito una battuta di arresto, ed anche nel prossimo periodo ci si aspetta una riduzione delle nascite, secondo quanto riportato da alcuni ricercatori italiani.

Il lockdown ha ridotto la fertilità: nuovo studio italiano

Il lockdown, o meglio la situazione pandemica degli ultimi mesi, causerà una riduzione della fertilità e una riduzione delle nascite, complice anche l’interruzione delle gravidanze assistite, secondo quanto riportato da un gruppo di ricercatori della Bocconi che hanno pubblicato uno studio sulla celebre rivista scientifica Scienze. Il team di ricerca, composto da Arnstein Aassve, Nicolò Cavalli, Letizia Mencarini, Samuel Plach e Massimo Livi Bacci, avrebbe infatti analizzato le differenze nell’accrescimento delle popolazioni e nella loro fase di mutamento demografica per trarre conclusioni approfondite dalle analisi esistenti.

È cosa nota che nel corso della storia, in seguito ad eventi shockanti come guerre o carestie si fossero registrati dapprima dei picchi di mortalità, seguiti poi da un boom delle nascite. Anche nel corso della pandemia dovuta all’influenza spagnola si è registrato un calo della fertilità prima e poi ad uno scoppio delle nascite. Anche per quanto riguarda il coronavirus quindi ci si aspetta una drastica riduzione delle fertilità, senza però avere poi quei fattori che hanno favorito ad un incremento delle nascite.

L’influenza del lockdown sulla fertilità

Si prospetterà dunque nel prossimo periodo un drastico calo della fertilità. Durante il lockdown tuttavia sono stati registrati anche dei dati positivi ed incoraggianti. Durante il periodo d’isolamento, che ha costretto quasi tutto il mondo a rimanere confinato in casa, infatti in molti Paesi europei il tasso delle nascite premature si è abbassato notevolmente.

Secondo i ricercatori quindi, soprattutto nei Paesi con un reddito elevato, gli squilibri nell’organizzazione della vita familiare causati dal lockdown, dovuti alla chiusura delle scuole e al peggioramento della situazione economica potrebbero portare ad un ritardo nella crescita dei figli, così come alla riduzione della fertilità.

Per quanto riguarda invece i Paesi a basso reddito, il calo della fertilità il calo della fertilità che è stato registrato negli ultimi anni è stato, causato dall’urbanizzazione e dallo sviluppo economico, non verrà alterato dalla frenata che sta subendo l’economia. Al massimo ci si aspetta un picco a breve termine di gravidanze indesiderate, dovute alle difficoltà di accesso ai servizi.

Ridotto il numero dei bambini sottopeso

Durante la pandemia tuttavia è stato notato che il numero delle nascite dei bambini sottopeso è crollata vertiginosamente. Secondo uno studio condotto in Irlanda, il numero dei bambini nati con un peso molto o estremamente basso, ossia inferiore a 1,5 chilogrammi, si è ridotto del 73%.

Secondo i ricercatori anche il numero delle nascite dei bambini prematuri si è ridotto drasticamente. Prendendo in considerazione gli ultimi 20 anni, la media dei bambini nati prima del termine era di 8,18 bambini ogni 1.000, durante il periodo del lockdown invece si è assistito ad una media di appena 2,17 ogni 1.000 nascite, per i bambini nati con un peso inferiore a 1,5 kg, mentre non è nato alcun bambino al di sotto di un 1 kg.

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