Lo Yen è un’occasione di investimento irripetibile. Ecco perché e come approfittarne

R. F.

9 Febbraio 2024 - 16:07

La banca centrale del Giappone potrebbe iniziare ad alzare i tassi di interesse già in primavera. Come approfittarne?

Lo Yen è un’occasione di investimento irripetibile. Ecco perché e come approfittarne

È opinione di alcuni analisti che la Banca del Giappone potrebbe abbandonare la sua politica di tassi d’interesse negativi già a marzo e procedere con più rialzi nel corso dell’anno, aumentando le prospettive ribassiste per i titoli di Stato del Paese. E le prospettive rialziste dello yen sul dollaro e l’euro.

L’ultimo istituto centrale al mondo ancora sostenitore dei tassi di finanziamento alle banche a zero, o leggermente sotto zero, dovrebbe quindi aumentare il suo benchmark allo 0,10% a marzo o aprile, prima di passare allo 0,25% entro la fine dell’anno, ha dichiarato Pimco in un rapporto sulle prospettive di mercato. L’accelerazione della crescita salariale creerà probabilmente un’inflazione persistente nell’economia, garantendo condizioni «favorevoli» per l’uscita dai tassi negativi, secondo il money manager da 1.900 miliardi di dollari.

Ma non è solo Pimco ad avere questa sensazione. In un report di due settimane fa anche Blue Bay Asset Management (il gestore del reddito fisso interamente controllato dalla Royal Bank of Canada) sosteneva che l’era dei tassi a zero della BoJ stava per arrivare ad una conclusione, grazie a nuove prospettive di crescita dell’economia giapponese.

Ma quella sulla politica monetaria della BoJ dovrebbe essere un’inversione molto graduale.

Vi ricordo che attualmente la curva dei tassi in yen giapponesi va da -0,01% del tasso Overnight allo 0,70% del Bond governativo a 10 anni. E che il debito pubblico giapponese è per il 90% in mano alle istituzioni finanziarie giapponesi, prima fra tutte la BoJ medesima.

Per arrivare allo 0,25% sarà quindi una mossa in due fasi. L’aumento potrebbe essere di 10 punti base e poi di 15 punti base. E se questo accade, ogni gestore che sia investito in bond del Sol Levante attuerà certamente una ricalibrazione del suo portafoglio fixed income denominato in yen, con un’esposizione ai bond giapponesi inferiore al suo benchmark relativo.

È meglio quindi prepararsi sin da ora nel vostro portafoglio bilanciato per quando la BoJ riporterà i tassi sopra lo zero, ponendo fine a un periodo di otto anni di tassi negativi che aveva convinto - fino alla fine del 2023 - gli investitori giapponesi a inviare trilioni di dollari all’estero in cerca di valute più remunerative, vendendo così yen contro dollari oppure vendendo lo yen contro euro. E contribuendo in questo modo alla debolezza della valuta giapponese. Il rimpatrio di tali investimenti potrebbe essere già iniziato, con i fondi comuni di investimento dalla nazione asiatica che vendono una quantità record di debito europeo accumulato nei loro portafogli degli ultimi anni, e che potrebbero ancor più vendere altri US Treasury o altri Bund tedeschi nel 2024. Rafforzando lo yen.

La BoJ alla fine dello scorso anno ha di fatto posto fine al controllo della curva dei rendimenti annunciando che il suo tetto dell’1% sui rendimenti a 10 anni sarebbe stato un tasso di riferimento piuttosto che un limite rigido, sottolineando i suoi progressi verso gli aumenti dei tassi.

La politica monetaria ultra-espansiva che il Giappone ha perseguito negli ultimi 20 e più anni sembra quindi destinata a essere finalmente, ma gradualmente, eliminata. E quindi, di conseguenza, la BoJ potrebbe eliminare il suo programma di controllo della curva dei rendimenti prima della fine del presente anno, date le prospettive di inflazione/crescita economica del Giappone sensibilmente migliori nel biennio 2024-2025.

Ovviamente non vi dirò di vendere i titoli di stato giapponesi a 10 anni.
Semplicemente perché sono sicuro che non ne avete in portafoglio: il debito pubblico giapponese (con un rapporto debito/PIL del 220%, addirittura superiore al debito/PIL dell’Italia che è 140%) circola solo in Giappone ed è praticamente impossibile acquistare questi bond per un investitore europeo.

Vi dirò però che si può speculare sul rafforzamento dello yen sull’euro, dato che contemporaneamente al rialzo dei tassi della BoJ assisteremo ad un ribasso dei tassi della BCE a partire dalla tarda primavera 2024, o al massimo a partire dall’inizio dell’estate 2024.

CAMBIO YEN/EURO DA FEB 2020 AD OGGI: LA DEBOLEZZA PROLUNGATA DELLO YEN POTREBBE ESSERE ARRIVATA ALLA FINE CAMBIO YEN/EURO DA FEB 2020 AD OGGI: LA DEBOLEZZA PROLUNGATA DELLO YEN POTREBBE ESSERE ARRIVATA ALLA FINE FONTE: BLOOMBERG

Essendo il differenziale tra i tassi overnight euro-overnight yen destinato a ridursi, è probabile che l’euro si indebolisca contro yen, aggiungendosi come ulteriore fattore di rafforzamento della divisa giapponese, oltre al predetto rimpatrio dei fondi da parte degli investitori istituzionali giapponesi.

Esiste un ETF che, attraverso l’uso dei derivati, sia futures che forward, è costantemente compratore di yen contro euro, e che quindi ha un NAV (net asset value) che è destinato a rivalutarsi per ogni rivalutazione dello yen sull’euro, assumendo cioè delle posizioni “lunghe” sullo yen e corte sull’euro nel mondo dei derivati su cambi.

Si tratta del WISDOM TREE LONG JPY SHORT EUR ISIN JE00B3MWC642 ,TICKER: EUJP.

È un ETF “Long JPY Short EUR” ed è progettato per fornire agli investitori un’esposizione allo yen giapponese rispetto all’euro replicando l’MSFX Long Japanese Yen/Euro Index, che mira a riflettere la performance di una posizione in contratti forward rinnovati su base giornaliera

L’ETC, che ora vale circa 31 euro sul mercato MTA, ottiene esposizione all’Indice stipulando currency swap con controparti bancarie: infatti vengono effettuati pagamenti giornalieri in contanti tra l’Emittente e la controparte per riflettere i movimenti giornalieri del valore dell’Indice.

Nato nel 2010, non ha una dimensione molto grande (circa 85M euro) ma comunque è un buon tracker del cambio yen/euro che vi permette di speculare sul rafforzamento dello yen senza entrare nel mondo dei futures valutari (un mercato specializzato, fatto per gli addetti ai lavori, e al quale la vostra banca vi negherebbe l’accesso se siete clientela classificata come “retail”).

Questo ETF può invece essere acquistato sulla borsa italiana e devo dire che fa onestamente il suo lavoro: guardate infatti nella tabella in basso dove, grazie all’ausilio di BLOOMBERG, ho elaborato la correlazione tra l’ETF e il cross YEN /EURO da 2020 ad oggi.

Grafico comparato “ETF long yen short eur” (linea bianca) contro il cambio yen/eur (linea gialla): i due grafici sono praticamente sovrapponibili Grafico comparato “ETF long yen short eur” (linea bianca) contro il cambio yen/eur (linea gialla): i due grafici sono praticamente sovrapponibili PERIODO: 2021-2024. FONTE: BLOOMBERG

Ho fatto anche – sempre grazie a BLOOMBERG - un’analisi della correlazione tra l’ETF e il cross yen/euro e devo dire che il test dimostra che il legame tra le due variabili non scende mai al di sotto dell’86%: ciò significa che la variazione di prezzo dell’ETF è spiegata all’86% (almeno) dalla variazione del cambio yen/eur. Ma in passato - vedi linea azzurra nella tabella sottostante - si è arrivati anche al 90%. Molto buona.

COEFFICIENTE DI CORRELAZIONE (LINEA AZZURRA) TRA ETF E CAMBIO YEN/EUR DA 2021 AD OGGI COEFFICIENTE DI CORRELAZIONE (LINEA AZZURRA) TRA ETF E CAMBIO YEN/EUR DA 2021 AD OGGI FONTE: BLOOMBERG

In conclusione: scommettere sui cambi non è cosa facile. Spesso si vince, spesso si perde. Si investe stando sempre alla mercé delle banche centrali con le loro decisioni sui tassi, che sono fra i fattori dominanti dei tassi di cambio nel lungo periodo.

Stavolta però si può scommettere con una buona dose di fiducia sul rafforzamento dello yen contando sul fatto che il 2024 potrebbe essere un anno in controtendenza per la politica monetaria della Bank of Japan, rispetto alle banche centrali di tutto il mondo: lei alzerà i tassi mentre le altre faranno l’opposto.

E poiché il differenziale dei tassi overnight è - lo ribadisco - uno dei fattori determinanti dei tassi di cambio è ragionevole attendersi, stavolta, che il rafforzamento dello yen possa davvero avverarsi dopo anni di sottovalutazione.
Come sempre, però potete comprare questo ETF ma investite rispettando sempre il principio della diversificazione e coerentemente con il vostro profilo di rischio e il vostro orizzonte temporale.

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