Limite pagamento in contanti: com’è cambiato negli ultimi 20 anni?

Com’è cambiato il limite per il pagamento in contanti durante gli ultimi 20 anni? Dal Governo Berlusconi del 2002 fino a oggi, ecco com’è cambiata la soglia massima, fino al nuovo limite in vigore di 2.000 euro.

Limite pagamento in contanti: com'è cambiato negli ultimi 20 anni?

Limite pagamento in contanti: com’è cambiato durante gli 20 anni di storia della nostra Repubblica?

Le novità fiscali entrate in vigore il 1° luglio sono molte, dai nuovi bonus previsti dal decreto Rilancio alle misure previste da precenti provvedimenti, come quella prevista dal decreto n. 124/2019 collegato alla Legge di Bilancio: una diminuzione del tetto massimo consentito per i pagamenti cash.

Dai 3.000 euro attuali si passa a una soglia massima di 2.000 euro per i pagamenti in contante.

Le variazioni nella soglia massima di pagamento cash hanno subìto grandi variazioni nel corso degli anni, passando dai 12.500 euro di un paio di Governi Berlusconi (per la precisione il terzo e il quarto) ai rigidi 1.000 euro del Governo Monti: ecco com’è cambiato il limite contante in Italia negli ultimi 20 anni.

Limite pagamento in contanti: com’è cambiato negli ultimi 20 anni?

Dal 1° luglio 2020 è cambiata nuovamente il limite per il pagamento in contanti, passando così dagli attuali 3.000 euro alla nuova soglia massima di 2.000 euro.

Il nuovo limite per il pagamento cash è stato introdotto dal decreto Fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2020, con il duplice obiettivo di ridurre le transazioni in contanti e incentivare l’uso di mezzi tracciabili, come carta e bancomat.

Il tutto naturalmente si inserisce nel piano contro l’evasione fiscale, pallino del secondo Governo Conte: d’altronde, l’economia sommersa in Italia ammonta a 110 miliardi di euro.

Quindi, fino al 30 giugno 2020 si è potuto pagare in contanti fino a 3.000 euro. Dal 1° luglio è scattata la nuova soglia, fissata a 2.000 euro, e un’ulteriore stretta è prevista dal 2022, quando il limite sarà dimezzato e passerà a 1.000 euro.

Il piano di questo Esecutivo prevede di ritornare gradualmente al limite di 1.000 euro stabilito dal Governo Monti nel 2011.

Ma facciamo un salto indietro nel tempo, per capire meglio com’è cambiata la soglia massima per l’uso contante nel corso degli anni.

Nel 1991, durante il Governo Andreotti, il limite massimo per l’uso contante era 20 milioni di lire. Quando è entrata in vigore la moneta unica europea, nel 2002, la cifra in lire è stata convertita in 10.329 euro. Tale cifra è stata “riaggiustata” e leggermente alzata.

Da questo momento in poi si sono susseguiti aggiustamenti, rialzi e ribassi della soglia massima.

Limite pagamento in contanti dal 1° luglio 2020

Tra le tante novità fiscali in vigore dal 1° luglio c’è quindi il limite all’uso dei contanti, pari a 2.000 euro, salvo per il money transfer, per i quali la soglia massima resta fissata a 1.000 euro.

Tale limite comporta che:

  • fino a 1.999 euro è possibile dare soldi in contanti ad un’altra persona/azienda;
  • da 2.000 euro in su è necessario l’utilizzo di strumenti tracciabili (bonifico bancario, carta di credito, ecc.) per poter trasferire risorse da un soggetto ad un altro.

Lo scopo degli incentivi all’uso dei pagamenti tracciabili è di far emergere l’economia sommersa in ottica di lotta all’evasione, anche in funzione di stimolo alla modernizzazione della società.

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1 commento

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Cristina Ciccarelli • 1 settimana fa

Quelli della dc italiana andavano in giro con milioni di vecchie lire in contanti, avevano paura di essere intercettati, iniziò una tangentopoli.

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