Limite contanti a 2.000 euro dal 2020 e 1.000 euro dal 2022

Limite uso contanti 2020: il testo ufficiale e definitivo del decreto fiscale riduce di nuovo i limiti. Si passa a 2000 euro dal 1° luglio 2020 e poi di nuovo a 1000 euro dal 1° gennaio 2022.

Limite contanti a 2.000 euro dal 2020 e 1.000 euro dal 2022

Il decreto fiscale 2020 pubblicato in Gazzetta Ufficiale riduce di nuovo i limiti previsti per il pagamento in contanti: si passa a 2000 euro dal prossimo 1° luglio 2020 ed a 1000 euro dal prossimo 1° gennaio 2022.

Le nuove regole per i pagamenti cash saranno quindi applicate in modo graduale e si inizierà da luglio 2020 ad abbassare il tetto dell’uso del contante.

Torna quindi il limite ai pagamenti con denaro contante introdotto dal Governo Monti, anche se in base al testo definitivo ed ufficiale del Decreto Fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2020 il passaggio sarà graduale.

La progressività della stretta all’uso del contante da parte del Governo Conte è il frutto di compromessi e trattazioni tra il Movimento 5 Stelle e Italia viva, i quali non si trovano d’accordo col limite del denaro liquido.

La nuova norma si inserisce in un ampio quadro di misure antievasione che il Governo Conte ha messo tra le priorità del proprio operato basandosi su due grandi pilastri: da un lato la lotta al contante e dall’altro l’incentivo per i pagamenti tracciabili.

Lo scopo è di far emergere l’economia sommersa in ottica di lotta all’evasione, ma anche di stimolo alla modernizzazione della società e dell’economia.

Si colloca all’interno di questa strategia anche la lotteria degli scontrini, che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2020.

Limiti ai contanti 2020: il decreto fiscale modifica ancora le soglie previste
Testo ufficiale e definitivo del decreto fiscale 2020 pubblicato in Gazzetta Ufficiale: ancora modifiche ai limiti ai contanti. Si passa a 2000 euro dal prossimo 1° luglio 2020 per poi tornare al limite già previsto dal Governo Monti di 1000 euro a partire dal 1° gennaio 2022

Limite contanti a 2.000 euro dal 2020: le novità del Decreto Fiscale

In arrivo l’ennesima stretta sul contante: dal 2020 i limiti cambieranno un’altra volta e saranno abbassati a 2.000 euro a partire da luglio.

Il testo ufficiale del Decreto Fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2020 prevede nuovi limiti all’uso del contante:

  • 3.000 euro: fino al 30 giugno 2020;
  • 2.000 euro: dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021;
  • 1.000 euro: dal 1° gennaio 2022.

Con questa nuova norma, prevista nel testo ufficiale del decreto fiscale 2020 pubblicato in Gazzetta Ufficiale, vengono ripristinati i limiti sul contante a 1.000 euro introdotti dal Governo Monti, anche se ci si arriverà in modo soft, graduale.

La novità è contenuta all’articolo 18 del testo definitivo del Decreto Fiscale, che prevede:

“Al decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all’articolo 49, dopo il comma 3, è aggiunto il seguente: “3 -bis . A decorrere dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021, il divieto di cui al comma 1 e la soglia
di cui al comma 3 sono riferiti alla cifra di 2.000 euro. A decorrere dal 1° gennaio 2022, il predetto divieto e la predetta soglia sono riferiti alla cifra di 1.000 euro.”

b) all’articolo 63, dopo il comma 1 -bis , è aggiunto il seguente: “1 -ter . Per le violazioni commesse e contestate dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 il minimo edittale, applicabile ai sensi del comma 1, è fissato a 2.000 euro.

Per le violazioni commesse e contestate a decorrere dal 1° gennaio 2022, il minimo edittale, applicabile ai sensi del comma 1, è fissato a 1.000 euro.”.;””

La soglia massima di pagamenti in contante viene abbassata dai 3.000 euro attualmente in vigore a 1.000 euro, ma la riduzione dell’uso di denaro liquido viene spalmata nell’arco di un anno e mezzo.

Attualmente il limite è 2.999,00 euro, salvo per il money transfer che è fermo al limite dei 1.000 euro.

Ad oggi dunque, e fino a luglio 2020 salvo ulteriori modifiche:

  • fino a 2.999 euro è possibile dare soldi in contanti ad un’altra persona/azienda;
  • da 3.000 euro in su è necessario l’utilizzo di strumenti tracciabili (bonifico bancario, carta di credito, ecc.) per poter trasferire risorse da un soggetto ad un altro.

Ma dal 2020 cambieranno nuovamente i limiti per pagare in contanti, visto che la soglia massima per pagare cash verrà nuovamente rivista al ribasso.

Abbassare nuovamente il limite per i pagamenti in contante si inserisce nel piano di lotta all’evasione, che ormai sappiamo essere tra gli obiettivi principali del Governo Conte.

La lotta all’evasione attualmente in atto in Italia è dovuta al fatto che siamo tra i Paesi con la pressione fiscale più alta in Europa (circa un centinaio le tasse che il contribuente medio italiano deve pagare annualmente) e, contestualmente, uno dei Paesi in cui l’evasione fiscale raggiunge livelli altissimi.

Stop al contante e incentivi ai pagamenti col bancomat: il piano anti evasione di Conte

Per cercare di far quadrare i conti, il Governo sta procedendo spedito verso una digitalizzazione del Fisco, in modo da rendere la vita più semplice ai contribuenti che pagano le tasse, e un po’ più difficile a chi invece vuole eluderle.

Finora il metodo utilizzato è quello del bastone e della carota: da un lato si porta avanti la lotta al contante, che tutt’ora è il mezzo più utilizzato/preferito dalla maggior parte degli italiani (bastone), dall’altro si incentivano i pagamenti tracciabili con strumenti come il cashback (carota).

È in quest’ottica che si inserisce anche la lotteria degli scontrini, la riffa di Stato che partirà dal 1° gennaio 2020 con premi da migliaia di euro ed estrazioni mensili.

Per partecipare basta essere maggiorenni, aver speso più di 1 euro e comunicare il proprio codice fiscale all’esercente.

Sono valide anche le ricevute per le prestazioni d’opera, quindi sia per lavori in casa (idraulico, imbianchino) ma anche parrucchiere e meccanico, sempre con l’indicazione del proprio codice fiscale, così come avviene in Portogallo già da qualche anno.

Chi paga col bancomat, poi, raddoppia le possibilità di vincita (carota).

In questo modo il contribuente non solo sarà più incentivato a chiedere lo scontrino anche per le piccole spese, ma avrà molta più voglia di pagare con metodi tracciabili che aumenteranno le sue chances di vincere gli ambiti premi in denaro, che saranno esentasse (ancora carota).

Bastonata in arrivo invece per i commercianti che non permetteranno ai propri clienti di partecipare alla lotteria degli scontrini non accettando e trasmettendo il loro codice fiscale.

Per loro infatti sono previste sanzioni che vanno dai 100 ai 500 euro, anche se ad oggi non è prevista alcuna norma che li obblighi a trasmettere il codice fiscale dei propri clienti al Fisco (oltre al fatto che ancora non sono state diffuse ufficialmente informazioni su come dovrebbe avvenire tale trasmissione).

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