Licenziati per aver controllato i tagli del personale. Questa famosa azienda fa discutere

Ilena D’Errico

6 Febbraio 2026 - 20:53

Questi ingegneri sono stati licenziati per aver controllato i tagli del personale in modo improprio. Ecco cos’è successo.

Licenziati per aver controllato i tagli del personale. Questa famosa azienda fa discutere

Chiedere trasparenza al datore di lavoro è fondamentale, soprattutto in caso di licenziamenti di massa, ma ci sono comunque dei limiti da rispettare. Limiti che questi indipendenti hanno forse superato, sviluppando addirittura uno strumento interno per analizzare i tagli al personale, finendo per essere licenziati. La decisione drastica di questa famosa azienda fa discutere, incrementando ulteriormente le domande sulla recente attività di riorganizzazione aziendale.

Parliamo infatti di Pinterest, che ha annunciato proprio all’inizio dell’anno un taglio del 15% della forza lavoro. Numeri importanti, sebbene in linea con l’andamento del settore tecnologico nell’ultimo periodo, anche perché pure per Pinterest c’è lo zampino dell’intelligenza artificiale. Quest’ultima è diventata non solo uno strumento utile per le aziende ad automatizzare i processi e ridurre i costi, tagliando i posti di lavoro, ma pure per i clienti che grazie a chatbot e IA generative gratis fanno a meno di tanti servizi. I licenziamenti di alcuni lavoratori, almeno due, non c’entrano nulla però con questa faccenda. Come anticipato, tutto è dovuto alla curiosità per i tagli. Ecco cosa sappiamo.

Licenziati per aver controllato i tagli del personale

Verso la fine di questo gennaio Pinterest ha annunciato che avrebbe ridotto il personale del 15% nell’ambito di un ampio piano di ristrutturazione, convogliando maggiori risorse nell’intelligenza artificiale. Per quanto si tratti di una percentuale importante corrisponde nei fatti a circa 700 lavoratori, motivo per cui l’operazione dovrebbe concludersi già entro settembre 2026. Prima di avviare le procedure Pinterest ha quindi informato il personale, senza tuttavia chiarire pubblicamente quali dipendenti o almeno settori sarebbero stati coinvolti.

Tutta l’azienda è stata così colta da forti preoccupazioni, tanto che due ingegneri hanno deciso di approfondire la questione. Per farlo hanno sviluppato uno strumento software interno che ha permesso loro di tracciare i licenziamenti attraverso un codice informatico personalizzato. Un sistema assai funzionale e pratico, durato finché non sono stati scoperti e licenziati dall’azienda. In base alle informazioni che sono trapelate sappiamo che questo software generava degli avvisi quando i dipendenti venivano rimossi da chat e altri sistemi aziendali, sostanzialmente incrociando le informazioni e rilevando i lavoratori mancanti.

Così posta la questione non sembrerebbero esserci violazioni, quantomeno non gravi, commesse dal personale. Le informazioni disponibili al personale potevano essere incrociate liberamente e anche autonomamente, senza l’uso del software, sebbene con maggiore tempo e impegno. I portavoce di Pinterest hanno tuttavia spiegato che per riuscire in questo scopo i due ingegneri hanno forzato l’accesso a dati aziendali riservati, peraltro diffondendoli su larga scala senza un minimo di riservatezza. In questo modo hanno violato sia la policy aziendale che la privacy dei colleghi ed ex-colleghi, motivo per cui la sanzione del licenziamento appare giustificata. Ovviamente, non possiamo pronunciarci senza conoscere la versione dei lavoratori, che magari si opporranno al provvedimento. I lavoratori in questione sono al momento anonimi, ma Pinterest ha riportato a CBCC quanto segue:

Un confronto sano e il dissenso sono attesi, è così che prendiamo le nostre decisioni. Ma c’è una linea chiara tra il dibattito costruttivo e un comportamento ostruzionistico.

Si aggiungono così alla lunghissima lista di dipendenti che perdono il posto nel settore tech, che ha subito la perdita di oltre 700.000 lavoratori negli ultimi 4 anni. Amazon, per esempio, ha licenziato circa 16.000 lavoratori soltanto nella scorsa settimana, oltretutto dopo il taglio di 14.000 dipendenti nel mese di ottobre. Simili provvedimenti sono stati presi anche da Meta, Google e Microsoft, preoccupando anche gli investitori che temono la perdita di consenso tra utenti e di conseguenza anche sponsor.

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