Leonardo: contratto da 435 milioni di dollari al Pentagono

Leonardo avrà l’incarico di fornire sistemi termici a infrarossi nelle sedi della Difesa USA. Accordo da 435 milioni di dollari

Leonardo: contratto da 435 milioni di dollari al Pentagono

Leonardo firma un accordo da 435 milioni di dollari per lavorare sul quartier generale della Difesa USA.

La società italiana il cui principale azionista è il Ministero dell’economia e delle finanze italiano (30%) avrà infatti l’incarico di fornire sistemi termici a infrarossi al Pentagono.

A rendere nota per prima la circostanza è stato proprio il Pentagono, che giovedì ha annunciato l’intesa con l’azienda presieduta da Gianni Di Gennaro.

Leonardo, mossa verso il Pentagono: sale target price

Quasi in contemporanea con l’accordo è arrivata la conferma del rating buy da parte di Societe Generale. La banca ha inoltre rivisto al rialzo il target price, ora a quota 13 euro.

Ha spiegato che è in atto una vera e propria “ricostruzione della credibilità” in relazione alla comunità finanziaria dopo il calo degli utili del 2017:

“I conti del primo semestre 2018 sono stati ben accolti dal mercato e il management ha alzato la guidance sul free cash flow dell’anno. Gli investitori iniziano a credere nella promessa del gruppo di registrare un flusso di cassa decisamente migliore dal 2020, e questo dovrebbe ridurre il sostanzioso sconto valutativo rispetto ai peer”.

I conti semestrali di Leonardo, resi noti a fine luglio, hanno mostrato un aumento dell’1,7% sul fronte ricavi, passati da 5,5 a 5,59 miliardi di euro; ma il risultato operativo è precipitato dai 423 milioni del 2017 ai 240 milioni di euro attuali.

Secondo quanto segnalato dal Sole 24 Ore, oggi il CdA della società analizzerà il caso Vitrociset. Ultime indiscrezioni di stampa danno Leonardo in testa nella corsa all’azienda che si occupa di difesa e ICT.

L’ad Alessandro Profumo ha tempo fino a sabato 8 settembre per decidere se esercitare il diritto di prelazione sul gruppo, che questa estate aveva ceduto a Fincantieri.

Nei giorni precedenti, Profumo non si è sbilanciato riguardo le intenzioni del Board, spiegando che va valutato se ai prezzi notificati il 9 agosto abbia senso portare avanti l’operazione e precisando anche il legame governativo - visto il 30% detenuto del MEF -che impone di tutelare il Ministero e al contempo stare sul mercato “in modo proattivo”.

Intanto il titolo segna un ribasso dello 0,10% a quota 9,758 euro, reduce dal +1,22% nelle contrattazioni degli ultimi sette giorni.

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