Legge di Bilancio 2027, tutte le misure per le famiglie allo studio del Governo

Flavia Provenzani

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Bonus mamme più ricco, conferma di bonus nuovi nati e nido, Carta Dedicata a te e aiuti sulle bollette. Ecco le misure per le famiglie che il governo valuta per la Legge di Bilancio 2027.

Legge di Bilancio 2027, tutte le misure per le famiglie allo studio del Governo

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Alle famiglie dovrebbe andare la fetta più grande della Legge di Bilancio 2027. Il Documento programmatico di bilancio (Dpb), approvato dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre e trasmesso il 15 alla Commissione europea e al Parlamento, assegna alla voce «Politiche per la famiglia e spesa sociale» lo 0,21% del Pil nel 2027, circa 5 miliardi di euro su una manovra lorda da circa 23,5 miliardi. Nessun’altra voce pesa altrettanto, con le risorse aggiuntive per la difesa che valgono lo 0,19% del Pil e il sostegno alle imprese lo 0,14%.

Quali misure riempiranno quei 5 miliardi previsti nella manovra del prossimo anno lo stabilirà il disegno di legge di bilancio, atteso in Consiglio dei ministri con qualche giorno di ritardo rispetto al termine del 20 ottobre. Oggi sul tavolo ci sono le priorità indicate da governo e maggioranza, alcune misure che la legge di Bilancio 2026 ha già finanziato anche per il 2027 e una serie di proposte ancora senza copertura. In questa guida le distinguiamo una per una.

Quanto vale il capitolo famiglie nella manovra 2027

Il Dpb non riporta cifre in euro ma solo percentuali del Pil e i circa 5 miliardi destinati a famiglie e spesa sociale sono quindi una stima, calcolata su un Pil nominale 2027 di circa 2.400 miliardi ricavabile dalle tavole del documento. La dote non resta costante nel triennio, ma è prevista scendere allo 0,12% del Pil nel 2028 e allo 0,11% nel 2029. La voce, inoltre, comprende sia maggiori spese sia minori entrate e può quindi includere anche sconti fiscali per le famiglie. Nel documento il governo indica come priorità della politica di bilancio la tutela del potere di acquisto delle famiglie, con particolare attenzione a quelle più fragili.

Sul fronte delle coperture, il Dpb prevede circa 10,3 miliardi tra nuove entrate e risparmi, con un contributo del settore finanziario vicino ai 5 miliardi, la revisione della spesa dei ministeri e interventi sui giochi. Il resto della manovra, quasi 13 miliardi, andrà in maggiore deficit. Lo stesso Mef avverte che la definizione puntuale degli interventi dipenderà dal confronto ancora in corso con Bruxelles sulla clausola di salvaguardia per energia e difesa, su cui l’Ecofin si esprimerà il 9 novembre.

Le misure per le famiglie nella Legge di Bilancio 2027 (e non solo)

La tabella riepiloga gli strumenti per le famiglie da tenere d’occhio nel 2027. Alcuni, come il bonus mamme o la tredicesima agevolata, dipendono dalle scelte che il governo farà nel disegno di legge di bilancio, mentre altri, come la Carta Dedicata a te, il bonus nuovi nati e i fringe benefit, sono già coperti dalle leggi in vigore e restano operativi anche senza un nuovo intervento. Nella colonna centrale è indicato cosa prevede oggi la normativa, in quella a destra cosa potrebbe cambiare il prossimo anno, sulla base delle ipotesi circolate fino al 19 ottobre 2026.

Misura Situazione oggi Ipotesi per il 2027
Bonus mamme 60 euro al mese, scade il 31/12/2026 80 euro al mese (960 euro l’anno)
Esonero contributivo madri con almeno due figli Partenza rinviata al 2027 Importi e modalità da definire
Esonero totale madri con tre o più figli Scade il 31/12/2026 Esonero parziale, anche per autonome e a termine, con reddito fino a 40.000 euro
Bonus nuovi nati 1.000 euro, misura strutturale Nessun intervento necessario
Bonus asilo nido Da 1.500 a 3.000 euro l’anno secondo l’Isee, fino a 3.600 per i nati dal 2024 con fratello under 10 Conferma
Salvadanaio previdenziale nuovi nati Non esiste Avvio, dettagli da definire
Carta Dedicata a te 500 milioni già stanziati per il 2027 Già rinnovata
Contributo straordinario bollette Introdotto nel 2026 per i beneficiari del bonus sociale Rinnovo non indicato nel Dpb
Tredicesima agevolata Aliquote ordinarie 15% fino a 15.000 euro di reddito, in bilico
Fringe benefit 1.000 euro, 2.000 con figli, fino al 2027 Nessun intervento necessario

1) Bonus mamme 2027

La misura più concreta tra quelle annunciate riguarda il bonus mamme, che nel 2026 vale 60 euro al mese, fino a 720 euro l’anno, ed è riconosciuto alle lavoratrici dipendenti e autonome con almeno due figli e un reddito da lavoro non superiore a 40.000 euro. Spetta fino al mese in cui il secondo figlio compie 10 anni, oppure fino ai 18 anni del più piccolo per chi ha tre o più figli.

Per il 2027 il governo punta a portarlo a 80 euro al mese, cioè 960 euro l’anno, con un guadagno di 240 euro rispetto a oggi e requisiti che dovrebbero restare invariati. La conferma, però, non è scontata. Il bonus scade il 31 dicembre 2026 e va rifinanziato con la nuova manovra.

Il bonus era nato come misura ponte in attesa dell’esonero contributivo parziale per le madri lavoratrici, introdotto dalla legge di Bilancio 2025 e rinviato due volte, l’ultima dalla legge di Bilancio 2026, che ne ha fissato la partenza al 1° gennaio 2027. Lo sgravio riguarderà la quota dei contributi previdenziali a carico della lavoratrice, nel limite di spesa di 300 milioni di euro l’anno. Spetterà alle dipendenti, esclusi i rapporti di lavoro domestico, e alle autonome iscritte alle gestioni previdenziali obbligatorie, comprese casse professionali e gestione separata, mentre resta fuori chi è in regime forfettario. Serviranno almeno due figli e l’esonero durerà fino al mese in cui il più piccolo compie 10 anni, limite che sale a 18 anni per le madri di tre o più figli. La retribuzione o il reddito imponibile ai fini previdenziali non dovrà superare 40.000 euro l’anno e l’aliquota con cui si calcola la pensione resterà invariata. La misura dello sconto e le modalità operative devono però ancora essere fissate da un decreto dei ministeri del Lavoro e dell’Economia, e la manovra dovrà chiarire come il nuovo sgravio si coordinerà con il bonus.

Il passaggio pesa soprattutto sulle madri di tre o più figli: fino al 31 dicembre resta in vigore per loro l’esonero totale introdotto dalla legge di Bilancio 2024, che azzera i contributi a carico della lavoratrice fino a 3.000 euro l’anno ma è riservato alle dipendenti a tempo indeterminato. Dal 2027 l’agevolazione si estende anche alle dipendenti a termine e alle autonome, ma diventa parziale e introduce il tetto di 40.000 euro e chi lo supera ne resterà esclusa.

Nuovi nati, asilo nido e salvadanaio previdenziale

Per i bonus legati alla nascita nel 2027, il governo ha indicato la linea della conferma. Il bonus nuovi nati riconosce 1.000 euro una tantum per ogni figlio nato, adottato o in affidamento preadottivo dal 2025, con un Isee non superiore a 40.000 euro. È una misura strutturale e non richiede un nuovo intervento.

Rientra tra gli strumenti da mantenere anche il bonus asilo nido, il cui importo dipende dall’Isee minorenni ed è erogato in 11 mensilità. Con un Isee fino a 25.000 euro spettano fino a 3.000 euro l’anno, circa 272,73 euro al mese. Tra 25.001 e 40.000 euro il tetto scende a 2.500 euro, circa 227,27 euro al mese, mentre sopra i 40.000 euro o senza Isee si arriva fino a 1.500 euro, circa 136,37 euro al mese. Per i bambini nati dal 1° gennaio 2024 il contributo sale fino a 3.600 euro l’anno, circa 327,27 euro al mese, se l’Isee minorenni non supera 40.000 euro e nel nucleo c’è un altro figlio con meno di 10 anni.

La novità sarebbe l’avvio del cosiddetto salvadanaio previdenziale per i nuovi nati. L’idea più dettagliata finora è quella del presidente dell’Inps Gabriele Fava, un libretto alimentato dallo Stato con un versamento di 1.000 euro l’anno per ogni bambino, a cui le famiglie potrebbero aggiungere contributi volontari, così da costruire una posizione previdenziale fin dalla nascita. Importo, durata dei versamenti e costo per lo Stato non sono però stati fissati e non è chiaro se nel primo anno la misura partirà in forma sperimentale.

Assegno unico, la rivalutazione 2027 arriva in automatico

L’Assegno unico e universale non dipende dalla manovra, perché importi e soglie Isee vengono rivalutati ogni anno in base all’inflazione. Le prime stime indicano un adeguamento intorno al 2,9%. L’importo massimo per ogni figlio minorenne passerebbe così da 203,80 a circa 209,70 euro al mese, e la soglia Isee per ottenerlo da 17.468,51 a circa 17.975,10 euro. I valori definitivi arriveranno con la circolare Inps di inizio anno.

Sul fronte dell’Isee, la legge di Bilancio 2026 ha già introdotto una maggiorazione della scala di equivalenza in base al numero dei figli. Ha anche alzato la franchigia sulla prima casa per l’accesso ad Assegno unico, bonus nido, bonus nuovi nati e Assegno di inclusione. Tra i temi in discussione c’è una possibile ulteriore revisione dei criteri di calcolo, ma non esiste ancora una proposta definita.

Misure 2027 per le famiglie a basso reddito (Carta Dedicata a te, Adi e bollette)

Per i nuclei più fragili il Dpb non annuncia nuove misure, ma elenca tra le risposte alle raccomandazioni europee alcuni interventi già adottati. Tra questi c’è l’estensione dell’Assegno di inclusione a categorie prima escluse, come anche il rinnovo della Carta Dedicata a te, il contributo per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità destinato alle famiglie con Isee fino a 15.000 euro. La Carta ha già una dotazione di 500 milioni anche per il 2027, stanziata dalla legge di Bilancio 2026, e il decreto attuativo per il biennio è stato approvato in estate.

Allo stesso elenco appartiene il contributo straordinario ai beneficiari del bonus sociale, che il documento cita tra gli strumenti con cui nel 2026 è stato ridotto il costo di luce e gas, introdotti con il decreto-legge n. 21 del 20 febbraio 2026, ma non ne indica il rinnovo per il prossimo anno. Un eventuale rafforzamento dei bonus sociali nel 2027 dipenderà da quanta parte della flessibilità chiesta per l’energia potrà andare ai consumatori. Si tratta di risorse fino allo 0,3% del Pil l’anno nel 2027 e nel 2028, circa 7 miliardi. Nel Dpb, però, gli interventi per la sicurezza energetica riguardano soprattutto la rete ferroviaria, le infrastrutture pubbliche e il sostegno alle imprese. Il ministro Giancarlo Giorgetti ha chiesto in audizione di poter usare quelle risorse anche per le famiglie, definendo sbagliata l’eventuale scelta europea di escluderle.

Sempre sul fronte energetico si parla di una nuova dotazione per il reddito energetico, il contributo per installare impianti fotovoltaici domestici. Oggi è destinato ai nuclei con Isee sotto i 15.000 euro, o sotto i 30.000 euro con almeno quattro figli a carico. A favore delle famiglie con persone non autosufficienti, infine, il Consiglio dei ministri ha già approvato un piano nazionale da oltre 1,5 miliardi, che dal 1° gennaio 2027 prevede l’apertura dei punti unici di accesso nelle Case di comunità.

Novità in Legge di Bilancio 2027 per tredicesima, Irpef e giovani

Tra le richieste della maggioranza con un impatto diretto sui bilanci familiari c’è la detassazione della tredicesima. La versione più contenuta è stata proposta dal presidente della commissione Finanze della Camera, Marco Osnato e prevede un’imposta del 15% al posto dell’Irpef per i redditi fino a 15.000 euro, con un costo di circa 500 milioni e un risparmio stimato tra 200 e 500 euro netti. Antonio Tajani ha parlato di azzerare il prelievo per le famiglie con l’Isee più basso. Secondo le ultime ricostruzioni, però, la misura ha perso terreno per mancanza di risorse.

Lo stesso vale per l’estensione dell’aliquota Irpef del 33% fino a 60.000 euro, che costerebbe tra 2,6 e 2,7 miliardi e potrebbe essere sacrificata a favore di interventi più mirati. Restano invece da prorogare l’imposta del 5% sugli aumenti contrattuali e quella del 15% su notturni, festivi e turni, entrambe in scadenza a fine anno, per un costo complessivo intorno al miliardo. Non serve alcun intervento per i fringe benefit poiché la soglia esentasse di 1.000 euro, che sale a 2.000 euro per chi ha figli a carico, è già prevista fino al 2027.

Per i più giovani si valutano una flat tax del 5% sugli aumenti di stipendio degli under 35 e una no tax area per chi ha meno di 30 anni. Quest’ultima è stata presentata come uno strumento per agevolare chi inizia a lavorare e vuole formare una famiglia. Soglie di reddito e platea non sono state ancora definite.

Ristrutturazioni, ecobonus e mobili

Senza un intervento, dal 1° gennaio 2027 la detrazione per le ristrutturazioni scenderà dal 50% al 36% sull’abitazione principale e dal 36% al 30% sugli altri immobili. Il viceministro Maurizio Leo ha proposto di mantenere il 50% per la prima casa. Per l’ecobonus si valuta invece un ritorno al 65% per gli interventi di efficienza energetica sull’abitazione principale, finanziabile con le risorse della clausola per l’energia. Il bonus mobili, la detrazione del 50% su un massimo di 5.000 euro di spesa, vale solo per gli acquisti fatti entro il 31 dicembre 2026 e senza proroga sparirà.

Card sanitaria, figli e canone Rai

Nelle ultime ore è comparsa l’ipotesi di una card per le spese sanitarie destinata ad anziani e persone economicamente fragili. Anticiperebbe almeno in parte il beneficio delle detrazioni, che oggi si recupera solo con la dichiarazione dei redditi. Potrebbe coprire prestazioni non garantite dal Servizio sanitario nazionale, come cure dentistiche, visite oculistiche e farmaci costosi, e non si esclude un’estensione alle famiglie con figli a carico. Importo, limiti di reddito ed età dei beneficiari restano da definire.

Si discute anche di nuovi meccanismi fiscali che diano più peso al numero dei figli. Sulle spese per le attività sportive dei ragazzi l’orientamento è di continuare a passare per le detrazioni familiari, senza un bonus dedicato. Tra le ipotesi c’è infine un intervento sul canone Rai in bolletta.

Quando si saprà cosa entra davvero nella manovra 2027?

Il disegno di legge di bilancio dovrebbe essere approvato dal Consiglio dei ministri intorno al 23 ottobre e arrivare alle Camere il 28, con qualche giorno di ritardo rispetto al termine ordinario del 20 ottobre. A pesare sui tempi è il confronto con la Commissione europea, che l’8 ottobre ha raccomandato al Consiglio di autorizzare l’Italia ad attivare la clausola di salvaguardia.

Il 21 ottobre Eurostat notificherà i dati sul deficit italiano, il 9 novembre l’Ecofin esaminerà la clausola e il 24 novembre Bruxelles pubblicherà il proprio parere sulla manovra. Novembre e dicembre saranno dedicati all’esame parlamentare e agli emendamenti, con il voto finale entro il 31 dicembre per evitare l’esercizio provvisorio.

Nota al lettore
Le misure descritte in questo articolo sono proposte e ipotesi aggiornate al 19 ottobre 2026. Nessuna è definitiva finché non sarà approvato il testo della legge di Bilancio 2027 e per molte serviranno anche i decreti attuativi. Le stime in euro sono calcolate sulle percentuali di Pil indicate dal Documento programmatico di bilancio e su elaborazioni di stampa, e potranno cambiare con il testo del disegno di legge.

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