La Legge Iori spiegata in 7 punti dagli addetti ai lavori

Simone Micocci

20 Dicembre 2017 - 13:10

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Approvata alla Camera dei Deputati la Legge Iori: Money.it ne ha parlato con il presidente nazionale di APEI Alessandro Prisciandaro. Ecco cosa cambierà per educatori e pedagogisti.

La Legge Iori è stata finalmente approvata dalla Camera dei Deputati come emendamento alla Legge di Bilancio.

Per l’entrata in vigore della Legge bisognerà attendere l’approvazione della manovra finanziaria ma ormai non ci sono più dubbi: da oggi alle professioni di educatore e pedagogista viene dato il pieno riconoscimento professionale con l’introduzione di una regolamentazione chiara per la tutela della professione.

Oggi quindi è un giorno molto importante, anche perché l’approvazione della Legge Iori era a rischio visto l’avvicinarsi inesorabile della scadenza della legislatura.

La nuova legge è stata accolta con soddisfazione da parte delle maggiori associazioni rappresentative di educatori e pedagogisti ed è proprio a loro che noi di Money.it abbiamo chiesto delucidazioni su cosa cambierà con l’entrata in vigore della riforma Iori.

È stato il presidente nazionale di APEI - Alessandro Prisciandaro - a dedicarci il suo tempo rispondendo alle nostre domande sulla nuova legge. Un’intervista interessante dove risalta la soddisfazione del presidente di APEI (Associazione Pedagogisti Educatori Italiani) per l’approvazione in extremis della Legge Iori.

Salve sig. Prisciandaro, prima di iniziare la ringraziamo per il tempo che ci ha dedicato. Per lei, così come per tutti gli educatori e i pedagogisti, oggi è un giorno molto importante. Eppure fino all’ultimo momento sembrava che questa svolta non dovesse arrivare; qual è stato secondo lei il motivo che ha fatto sì che la situazione si sbloccasse?

Solo una grande associazione di professionisti può fare la differenza e tradurre in leggi dello Stato le conquiste culturali del lavoro educativo sul territorio.

La manifestazione del 4 dicembre a Roma ha fatto scaturire una catena di eventi che ha portato al ritiro degli emendamenti da parte di tutti i senatori, con il preciso obiettivo di accelerare i tempi di approvazione. Purtroppo l’aver ritardato in maniera irresponsabile la discussione in VII Commissione ha messo in grave rischio anni di lotta e di giusta rivendicazione lavorativa e professionale, portando ad una provvidenziale decisione di introdurre (a salvaguardia del risultato) un emendamento in finanziaria che contenesse i punti essenziali del progetto di legge nato nel movimento e proseguito nel dibattito parlamentare.

Se dovesse fare il nome di una persona alla quale si deve il raggiungimento di questo importante traguardo quale farebbe?

Grande e determinante è stato il ruolo della Onorevole Vanna Iori, che non ha mai perduto entusiasmo e forza propositiva nel puntare all’obiettivo: una legge di riconoscimento professionale per educatori e pedagogisti.

Provvido e fruttuoso è stato il viaggio a Roma del 30 luglio 2013 in cui abbiamo proposto come APEI all’Onorevole Iori di scrivere un testo di legge che potesse accogliere le istanze di centinaia di migliaia di educatori.

Di grande intelligenza politica e condivisione professionale fu la scelta dell’Onorevole Iori di dare avvio ad un percorso parlamentare che ci vede qui oggi, a poche ore dall’approvazione di una norma legislativa che cambierà dalle fondamenta la Pedagogia professionale.

Alla fine per l’approvazione della Legge Iori si è dovuto ricorrere ad un emendamento alla Legge di Bilancio. Qual è la sua opinione in merito?

Non poche sono state le critiche mosse alla forzata accelerazione dei tempi causati dal intenzionale ritardo della commissione, ma forte è stata - ed è - la nostra determinazione nel considerare questa legge un punto di partenza e sicuramente non di arrivo.

Tuttavia restiamo convinti, che se ci fossero stati i tempi necessari sarebbe stato più opportuno l’approvazione in sede deliberante nella settima commissione cultura.Prendiamo atto che i ritardi, voluti o necessari, hanno prodotto una situazione d’eccezionale urgenza, tale da rendere necessario l’inserimento in finanziaria dell’emendamento.

Nonostante della Legge Iori se ne parli da diversi mesi, ci sono arrivate molte richieste di chiarimento da parte di educatori e pedagogisti. Chi se non meglio di lei può rispondere ai loro dubbi; può spiegarci nel dettaglio cosa cambia con la riforma?

Nel testo vengono mantenute le principali richieste del movimento che in piazza ha rivendicato il suo diritto al lavoro e precisamente:

  1. Viene stabilito, il nesso diretto tra titolo accademico e professionalità educative;
  2. L’educatore socio-pedagogico viene distinto nettamente dal sanitario con l’obbligo della classe L19, in rapporto dialettico con le disposizioni del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65;
  3. La qualifica di pedagogista viene direttamente connessa al 3+2 e diventa abilitante: il pedagogista viene riconosciuto come professionista di livello apicale;
  4. Vengono stabilite norme transitorie con un chiaro limite temporale, le quali daranno il tempo necessario ad acquisire il titolo, senza creare situazioni di disagio lavorativo ai senza titoli, e proponendo un percorso accademico di almeno un anno e 60 CFU (con una chiara distinzione tra titolo accademico e qualifica professionale);
  5. Saranno garantiti tutti gli ambiti sociali, socio-assistenziali e socio-educativi che diventano di esclusiva pertinenza professionale dell’educatore socio-pedagogico e del pedagogista;
  6. L’ambito sanitario diventa di esclusiva pertinenza degli educatori sanitari;
  7. Il socio-sanitario, non essendo stato definito per legge, sarà legato alle normative locali e alla diretta capacità di intervento dei rappresentanti di imporsi con le loro riflessioni in ambito del piano di zona.

Il testo rappresenta una svolta epocale per le professioni pedagogiche, che mette le basi per la costruzione di un reale movimento di risveglio culturale in ambito professionale e accademico.

Da oggi inizia una nuova epoca per la pedagogia professionale che ci vedrà impegnati a successive precisazioni e migliorativi nei decreti attuativi che seguiranno l’approvazione del testo in finanziaria.

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