Legge di Bilancio: ritardi e cambiamenti in vista dinanzi alla nuova crisi?

La Legge di Bilancio 2021 non è ancora arrivata in Parlamento. L’aggravarsi della pandemia ha causato ritardi e decisioni economiche nuove: la manovra cambierà per affrontare la crisi?

Legge di Bilancio: ritardi e cambiamenti in vista dinanzi alla nuova crisi?

La manovra approvata salvo intese il 18 ottobre e dal valore di 40 miliardi di euro potrebbe subire ritardi e riformulazioni.

Da quanto la Legge di Bilancio 2021 è stata definita, infatti, l’Italia ha cambiato decisamente scenario economico: la pandemia si è aggravata e le misure imposte al Paese sono state più restrittive.

Con la definizione delle zone rosse, arancioni e gialle di fatto si stanno attivando lockdown più soft, ma comunque impattanti sulle attività commerciali e produttive.

Il Governo è stato costretto a intervenire con il Decreto Ristori bis e ora le indiscrezioni parlano della necessità di aumentare le risorse e, eventualmente, richiedere un ennesimo scostamento dal decifit.

La Legge di Bilancio 2021, negli auspici del ministro Gualtieri, dovrebbe arrivare in Parlamento entro la fine di questa settimana. Il testo sarà modificato?

Manovra: in arrivo nuove risorse per le imprese?

L’iter di approvazione entro il 31 dicembre 2020 della Legge di Bilancio sta già subendo ritardi a causa delle contingenze legate alla pandemia.

La situazione Covid cambia di giorno in giorno e il mese di novembre è iniziato all’insegna di un rinnovato allarme non solo per l’emergenza sanitaria, ma anche per quella economica.

Per questo, si paventano novità e cambiamenti anche per l’entità della manovra. Oltre, ovviamente, a dover rivedere i tempi di approvazione del testo, che ancora non è arrivato in Parlamento.

Il ministero dell’Economia, secondo fonti del Messaggero, starebbe studiando dei ritocchi delle risorse già previste nella legge di Bilancio, al fine di attualizzarla alla crisi economica diventata più grave dopo le ultime disposizioni del DPCM.

L’idea, per esempio, è di aumentare a 5 miliardi di euro il fondo di indennizzo già previsto per le imprese (ora fermo a 4 miliardi) e di lasciare il resto del testo com’è. Ci sarebbe, in questo caso, un maxi emendamento successivo per contenere ulteriori riformulazioni e, soprattutto, la richiesta di un altro scostamento dal deficit.

Oppure, l’ipotesi è di sfilare il fondo per i ristori alle imprese dalla manovra e inserirlo nel decreto sugli indennizzi come un emendamento.

La preoccupazione sulle sorti economiche del Paese è tornata a crescere in queste ultime settimane. Gli 8 miliardi stabiliti con i due decreti Ristori si sono aggiunti agli oltre 100 miliardi stanziati in deficit tra aprile e maggio.

Inoltre, la Commissione UE ha ricordato che il PIL italiano potrebbe scendere del 9,9% entro l’anno (e non del 9,0% come previsto dal Governo). Il rimbalzo del 6% auspicato nel 2021 è destinato a diminuire drasticamente se gli strascichi delle restrizioni di oggi si allungheranno, come probabile, nell’anno nuovo.

Salvare le imprese: il piano del Governo

Uno degli obiettivi della manovra e dell’esecutivo in questo momento è facilitare le imprese, affinché evitino il fallimento.

Per questo, la vice ministro dell’Economia Laura Castelli ha lanciato un nuovo pacchetto ad hoc da inserire proprio in manovra che sostenga le aziende in difficoltà.

Nel piano dovrebbero rientrare le seguenti misure:

  • estendere la moratoria su prestiti e mutui;
  • dare più tempo per ristrutturazioni e concordati;
  • fornire più garanzie statali per la liquidità

Evitare fallimenti a catena è la parola d’ordine, anche perché lo Stato ha garantito finora prestiti per oltre 100 miliardi di euro tramite Sace e Medio Credito Centrale. Se ci fossero bancarotte a catena, aumenterebbe il debito e il deficit statale.

La manovra, quindi, è alle prese con le nuove turbolenze economiche: come e quando arriverà il testo in Parlamento?

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