La Cina ha adottato una nuova linea guida per promuovere lo sviluppo e la disponibilità di farmaci innovativi, migliorando aspetti quali la gestione dei prezzi, degli investimenti e dei finanziamenti per dare slancio al settore farmaceutico.
Un settore che sarà sempre più fondamentale per Pechino, visto che la popolazione cinese, formata da oltre 1,4 miliardi di persone, rappresenta già un mercato sostanziale per le aziende farmaceutiche. Entro il 2050, infatti, circa il 26% dei cinesi, ovvero circa 366 milioni di individui, avrà più di 65 anni. Questo cambiamento demografico sottolinea dunque la crescente necessità di prodotti sanitari e farmaceutici all’avanguardia, sia realizzati da aziende interamente cinesi che da società internazionali desiderose di investire oltre la Muraglia.
Il China Daily ha scritto che “affrontare i colli di bottiglia nei prezzi, nei pagamenti e il predominio dell’innovazione incrementale” sono passaggi cruciali affinché la Cina possa liberare il pieno potenziale del suo settore farmaceutico.
I numeri lasciano intendere che l’intero ambito sia in fermento. Dal 2022 alla fine dello scorso maggio, la National Medical Products Administration ha concesso approvazioni per un totale di «82 farmaci innovativi» e «138 dispositivi medici innovativi». Servono però finanziamenti e investimenti per alimentare, migliorare, rendere ancora più efficiente un settore chiave.
I segreti di un mercato chiave
Secondo Pwc, la Cina sta emergendo come un attore chiave nella R&S farmaceutica, con una spesa in R&S che ha raggiunto il 2,4% del pil nel 2020. L’incoraggiamento attivo del governo all’innovazione sanitaria offre alle aziende – cinesi e straniere - l’opportunità di sviluppare e testare nuovi farmaci in questo mercato dinamico.
Non solo: il governo cinese ha riformato i processi di approvazione dei farmaci, riflettendo il suo impegno per l’innovazione sanitaria. Solo nella prima metà del 2023, 24 farmaci innovativi sono stati approvati per il lancio sul mercato, dimostrando un approccio semplificato alla revisione e all’approvazione dei prodotti medici.
A differenza dei territori di Europa e Stati Uniti, la Cina presenta un panorama in rapida evoluzione, pieno di sfide e prospettive sui generis. Le dinamiche di mercato in loco, inoltre, sono modellate dai modelli di business del Paese, profondamente radicati nel suo specifico ecosistema culturale e sanitario e da strategie fatte su misura per la domanda interna.
L’infrastruttura digitale e il panorama IT sono avanzati, e rendono necessario l’adattamento alle piattaforme e alle tecnologie digitali locali. Inoltre, le autorità svolgono un ruolo fondamentale nell’assistenza sanitaria, influenzando le iniziative di politica, regolamentazione e salute pubblica. Comprendere questi aspetti è fondamentale per una penetrazione di mercato di successo.
Il ruggito del pharma cinese
La biotecnologia cinese è ancora dominata dalle multinazionali ma il panorama potrebbe presto cambiare. Come ha spiegato una ricerca di Imd, stiamo lentamente assistendo all’ascesa globale di attori radicati al di là della Muraglia.
Un esempio? Hengrui Pharmaceuticals, la più grande azienda farmaceutica in Cina, sta lasciando il segno sulla scena internazionale stringendo una partnership con Elevar per commercializzare il suo cosiddetto «cocktail contro il cancro al fegato» e creando la sussidiaria Luzsana Biotechnology per commercializzare la sua vasta pipeline di farmaci made in China.
La base di questo e altri sviluppi è un’industria biotech in forte espansione, che sta anche attirando l’attenzione e gli investimenti delle case farmaceutiche straniere. AstraZeneca, Roche e Pfizer, per fare altri esempi, hanno stretto accordi alla ricerca di farmaci innovativi e stanno affidando sempre più la commercializzazione di alcuni prodotti in Cina a società nazionali.
Servirà del tempo, ma il Dragone intende padroneggiare anche il mercato dei farmaci. E non solo quello dei singoli ingredienti necessari per realizzare ciascun prodotto pharma.