Lavoro sportivo, novità e chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

Patrizia Del Pidio

11 Agosto 2026 - 11:32

Circolare 7/E 2026 Agenzia Entrate: chiarimenti su lavoro sportivo per ASD e SSD. Guida a soglia 15.000€, volontari, utili, IRAP, IVA e bar sociale.

Lavoro sportivo, novità e chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

Con la circolare 7/E del 7 agosto 2026 l’Agenzia delle Entrate interviene per fare chiarezza su molti dubbi applicativi che hanno fatto seguito alla riforma del lavoro sportivo. Con la circolare le Entrate forniscono indicazioni operative per permettere alle associazioni e alle società sportive dilettantistiche (ASD e SSD) di orientarsi con facilità tra gli adempimenti fiscali e la gestione della contabilità. Vediamo nello specifico i chiarimenti.

Società sportive e divisione degli utili

Uno dei nodi principali che si trovano nella gestione del lavoro sportivo riguarda l’equilibrio che esiste tra le regole previste per gli adempimenti e le agevolazioni fiscali riservate alle società sportive dilettantistiche costituite come società di capitali.

La riforma del 2021 consente alle società sportive una ridotta divisione degli utili. La Circolare 7/E specifica che per continuare a beneficiare delle esenzioni fiscali, lo statuto dell’ente deve espressamente prevedere il divieto di dividere i guadagni.

Le società, quindi, si trovano di fronte a una scelta non facile: dividere gli utili o mantenere le agevolazioni fiscali. Per chi divide gli utili, infatti, i benefici vengono meno poiché la società viene equiparata a un’impresa commerciale.

Compensi e rimborsi: la soglia dei 15.000 euro

La circolare dell’AdE interviene anche sul fronte dei rimborsi e dei compensi. I guadagni da lavoro sportivo sono esentasse fino alla soglia di 15.000 euro l’anno. Confermato questo punto, il documento delle Entrate si occupa della gestione dei rimborsi forfettari per i volontari: non generano reddito fino a 400 euro mensili e vanno comunicati al Registro Nazionale delle Attività Sportive Dilettantistiche.

Il Fisco fa presente, tuttavia, che i rimborsi concorrono al raggiungimento della soglia dei 15.000 euro totali: se un volontario, quindi, supera questa soglia, tutti gli importi successivi diventano soggetti a tassazione ordinaria, anche se si tratta di rimborsi e anche se si mantengono entro il limite dei 400 euro al mese.

Irap e Iva per contratti

L’Agenzia delle Entrate chiarisce anche gli aspetti legati a Irap e Iva. L’esonero Irap viene confermato per i compensi erogati a collaboratori coordinati e continuativi nel dilettantismo entro un limite che non deve superare gli 85.000 euro l’anno.

In ambito Iva, invece, restano esclusi da fatturazione la messa a disposizione degli impianti e dei servizi che sono strettamente legati all’attività sportiva e che sono messi a disposizione degli associati. Se invece si procede al trasferimento del contratto di un atleta a titolo oneroso da un’associazione sportiva a un club professionistico, l’operazione deve essere considerata commerciale a tutti gli effetti: in questo caso è obbligatorio emettere fattura e applicare l’Iva.

Quali entrate sono esentasse?

L’Agenzia delle Entrate nella circolare del 7 agosto definisce il perimetro delle attività secondarie e delle raccolte fondi. Entrate collaterali che arrivano dalla gestione del bar sociale che è ad uso esclusivo dei tesserati rimangono esentasse perché considerate entrate non commerciali.

Allo stesso modo vengono trattate anche quelle derivanti dalla vendita di materiale sportivo marchiato e la formazione per i soci. Queste entrate rimangono esentasse a patto che siano strumentali all’attività sportiva e non siano rivolte a una platea generica di consumatori.

Anche le cene sociali, le vendite di gadget e gli eventi di autofinanziamento restano esentasse a patto che mantengano un carattere occasionale e siano collegati a progetti o celebrazioni specifici.