Sabato è feriale o festivo? Le regole lavorative e cosa spetta in busta paga

Simone Micocci

11 Febbraio 2026 - 15:52

Sabato festivo o feriale? Ecco cosa prevede la legge, quando si è obbligati a lavorare e cosa spetta in busta paga tra straordinari, riposi e permessi.

Sabato è feriale o festivo? Le regole lavorative e cosa spetta in busta paga

Lavorare di sabato è obbligatorio? E soprattutto, come viene pagato in busta paga? Sono domande molto comuni tra i lavoratori, soprattutto in quei settori dove l’orario non è sempre limitato al classico schema dal lunedì al venerdì.

In molti casi, infatti, il lavoro di sabato è previsto direttamente dal Contratto collettivo nazionale di lavoro, o anche dal contratto individuale, mentre in altri contesti l’organizzazione dell’orario è su 5 giorni settimanali, con il sabato libero e la domenica destinata al riposo settimanale obbligatorio.

Va però chiarito un punto fondamentale: secondo le indicazioni del ministero del Lavoro, quando non è previsto come giorno lavorativo, il sabato non è considerato un giorno di riposo, ma una giornata lavorativa a zero ore, il che come vedremo di seguito incide tanto sulla retribuzione quanto sul monte permessi.

Ecco perché è importante capire cosa succede se il datore di lavoro chiede di lavorare di sabato e quando ci si può rifiutare, nonché quali sono le conseguenze su straordinari, riposi e retribuzione.

A tal proposito, in questa guida aggiornata al 2026 vediamo cosa prevede la normativa e cosa spetta davvero in busta paga.

Sabato lavorativo o festivo secondo la legge?

Uno dei dubbi più comuni è se il sabato sia da considerarsi o meno un giorno festivo. La risposta, come già ampiamente anticipato, non lascia spazio ai dubbi: assolutamente no, il sabato è un giorno feriale, a meno che non coincida con una festività riconosciuta.

Dal punto di vista giuridico, quindi, il sabato non è equiparato alla domenica né alle altre festività nazionali: questo significa che, come qualsiasi altro giorno feriale, le attività commerciali e gli uffici pubblici funzionano regolarmente.

D’altronde, se si osserva un calendario si noterà che i giorni festivi sono riportati in rosso e comprendono esclusivamente le domeniche e le festività riconosciute dalla legge. Di conseguenza, salvo specifiche eccezioni, il sabato rimane un giorno feriale a tutti gli effetti.

Chi lavora di sabato

Come visto sopra, proprio perché si tratta di un giorno lavorativo non tutti i lavoratori hanno il sabato libero. Molto dipende dal settore di appartenenza - nonché dal Ccnl applicato - e da come l’azienda per cui si lavora ha strutturato l’orario di lavoro.

In diversi ambiti, infatti, il sabato è un normale giorno di lavoro. È il caso, ad esempio, di chi opera nel commercio, nella ristorazione, nella sanità, nei trasporti, nella logistica o nei servizi alla persona, settori in cui l’attività si svolge abitualmente anche nel fine settimana.

In queste situazioni, l’orario di lavoro è spesso distribuito su 6 giorni settimanali, con il riposo collocato in un giorno diverso dalla domenica oppure organizzato a turni.

Diverso è il caso dei lavoratori con orario su 5 giorni settimanali, generalmente dal lunedì al venerdì. In questi contesti il sabato non è un giorno di lavoro programmato, ma resta comunque una giornata feriale. Questo significa che, in determinate circostanze e nel rispetto delle regole previste dal contratto e dalla legge, il datore di lavoro può richiedere la prestazione anche di sabato.

Ci si può rifiutare di lavorare di sabato (è obbligatorio?)

Visto quanto appena detto è chiaro che il sabato non può essere considerato né come un giorno festivo né come un giorno di riposo per il lavoratore, bensì come qualsiasi altro giorno lavorativo.

Ciò implica che il datore di lavoro, in alcuni casi, può richiedere al dipendente che lavora su un regime di cinque giorni settimanali (dal lunedì al venerdì) di svolgere attività anche il sabato. Da parte sua il dipendente, in linea generale, non può rifiutarsi senza una valida motivazione.

Come funzionano straordinari, riposi, ferie e permessi

Quando si lavora di sabato, le conseguenze in busta paga per retribuzione e riposi dipendono principalmente da come è organizzato l’orario settimanale e da quanto previsto dal Ccnl applicato.

Se il lavoratore è assunto con orario distribuito su 5 giorni settimanali, generalmente dal lunedì al venerdì, il sabato non è una giornata lavorativa programmata. In questo caso, le ore svolte di sabato possono essere considerate lavoro straordinario se comportano il superamento delle 40 ore settimanali previste dal decreto legislativo n. 66/2003.

Lo straordinario, salvo diverse previsioni contrattuali, deve essere retribuito con una maggiorazione, la cui percentuale è stabilita dal contratto collettivo di riferimento. Inoltre, la legge stabilisce che la durata media dell’orario settimanale, comprensiva di straordinari, non può superare le 48 ore su un periodo di riferimento.

Per quanto riguarda i riposi, salvo diverse disposizioni del contratto collettivo, chi lavora anche di sabato non ha diritto al riposo compensativo. Questo è infatti previsto solo per quei lavoratori impiegati su 6 giorni a settimana ai quali viene richiesto, in via eccezionale, di lavorare anche di domenica.

Di conseguenza, lavorare di sabato - rinunciando a uno dei due giorni liberi tipici della settimana corta - non dà automaticamente diritto a un recupero. La legge sull’orario di lavoro garantisce infatti un solo giorno di riposo settimanale di almeno 24 ore consecutive ogni 7 giorni, che di regola coincide con la domenica.

Ovviamente, visto quanto detto in questa guida, per assentarsi di sabato, quando questo rientra tra i giorni lavorativi ordinari, bisogna prendere ferie, permessi o altri istituti previsti dal Ccnl, esattamente come accade per qualsiasi altro giorno di lavoro.

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