Lavori in casa fai da te: permessi e detrazioni

Ristrutturare casa in proprio: le detrazioni fiscali spettano anche a chi effettua lavori fai da te? Ecco le regole previste e quali permessi bisogna richiedere.

Lavori in casa fai da te: permessi e detrazioni

Fare lavori in casa è negli ultimi anni molti conveniente grazie alla possibilità di beneficiare delle detrazioni previste dal bonus ristrutturazioni.

Quando si decide di ristrutturare casa si hanno a disposizione diverse possibilità.

Si può decidere di rivolgersi a delle imprese edili oppure di procedere in autonomia alla ristrutturazione del proprio immobile. Questa potrebbe essere una soluzione per operare una miglioria alla propria abitazione risparmiando sulla manodopera.

Per effettuare dei lavori in proprio però ci sono delle regole che vanno comunque seguite al fine di evitare sanzioni e la sospensione dei lavori.

Cerchiamo di capire cosa si intende per lavori in proprio, quali permessi occorrono per procedere con la ristrutturazione e quali detrazioni sono previste per questi tipi di interventi.

Cosa si intende per lavori in proprio?

I lavori in proprio, anche detti lavori “in economia”, sono quegli interventi di ristrutturazione fai da te che si effettuano su un immobile.
Il proprietario di casa infatti se decide di ristrutturare, apportare migliorie o piccole modifiche alla sua proprietà può decidere di farlo in prima persona.

Trattandosi di lavori di modesta entità non sono previsti oneri sulla sicurezza, inoltre il proprietario di casa non dovrà presentare il Documento Unico di Regolarità Contributiva, obbligatorio per tutte le imprese e i lavoratori autonomi.

Non sono definibili lavori in economia quelli in cui si incarica un’impresa per svolgere interamente un lavoro, anche se di modesta entità, perché questo si configura sempre e comunque come un appalto.

Lavori in proprio: le detrazioni previste

Anche chi decide di eseguire dei lavori in economia nella propria abitazione ha diritto ad usufruire del bonus ristrutturazione che prevede una detrazione Irpef del 50% da calcolare sulle spese per l’acquisto dei materiali.

È stata proprio l’Agenzia delle Entrate a chiarire che la detrazione delle spese per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio compete anche a chi esegue in proprio i lavori sull’immobile, limitatamente alle spese sostenute per l’acquisto dei materiali utilizzati.

Per fruire della detrazione Irpef al 50% basta indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile su cui si sono realizzati gli interventi. Inoltre bisognerà necessariamente pagare le spese con bonifico bancario o postale da cui risultino:

  • la causale del versamento, con riferimento alla norma (articolo 16 -bis del Dpr 917/1986)
  • il codice fiscale del beneficiario della detrazione (per gli interventi realizzati sulle parti comuni condominiali, è necessario indicare il codice fiscale del condominio e quello dell’amministratore o di altro condomino che effettua il pagamento)
  • il codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.

Lavori a casa fai da te: quali permessi servono?

Per effettuare i lavori in economia sul proprio immobile non sarà necessario inviare nessuna comunicazione poiché gli interventi che si vanno ad effettuare non intaccano la struttura dell’edificio.

Se si vuole risistemare il bagno oppure la cucina cambiando le piastrelle o i pavimenti non si dovrà avvisare nessuno.
Volendo però si può decidere, per educazione, di avvisare l’amministratore di condominio e i condomini dei lavori che si vogliono iniziare all’interno dell’immobile, affiggendo un messaggio in portineria, onde evitare inutili discussioni.

Non è quindi più necessario comunicare l’inizio dei lavori al Comune e quindi ricevere la sua autorizzazione per procedere con i lavori di ristrutturazione ordinaria.

La manutenzione ordinaria

I lavori in economia rientrano negli interventi di manutenzione ordinaria.

Sono considerati interventi di manutenzione ordinaria:

  • interventi sulle finiture esterne come gli interventi sulla facciata degli edifici come il ripristino di tinteggiature, intonaci e rivestimenti, la riparazione di serramenti tra cui porte e finestre, la riparazione di grondaie, di ringhiere e di recinzioni e l’installazione di grate, finestre e tende da sole, nonché il rifacimento di pavimentazione esterni di balconi ecc.
  • interventi sulle finiture interne alle abitazione che riguardano il rifacimento di pavimentazioni interne, compreso l’eventuale rinforzo dei solai, con rete elettrosaldata o rifacimento del massetto, il rifacimento di intonaci, tinteggiature e rivestimenti e la riparazione o sostituzione di porte e finestre.
  • interventi sugli impianti tra cui la sostituzione di apparecchi igienico sanitari e le riparazioni dell’impianto idrico, la manutenzione obbligatoria periodica di caldaie e impianti di riscaldamento e la riparazione dell’impianto elettrico o integrazione con nuovi punti luce.

Per i lavori più impegnativi che invece rientrano tra quelli di manutenzione straordinaria sarà necessario richiedere le opportune autorizzazioni e, molto probabilmente, affidarsi a dei professionisti del settore.

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