Lasciare il cane da solo in casa: quando scatta il reato di abbandono?

21 agosto 2020 - 16:09 |
21 agosto 2020 - 16:12 |

Può capitare di dover lasciare il cane da solo in casa, ma questa non deve essere una pratica abituale e prolungata. Infatti potrebbe scattare la denuncia per abbandono e maltrattamento di animali. Ecco cosa dice la legge.

Lasciare il cane da solo in casa: quando scatta il reato di abbandono?

Lasciare il cane in casa da solo per molte ore o giorni interi in alcuni casi costituisce un reato, anzi più di uno: potrebbe scattare l’accusa di abbandono, maltrattamenti e anche disturbo della quiete qualora l’animale continuasse ad abbaiare.

Questo perché il reato di abbandono non si realizza soltanto con l’allontanamento fisico del cane dalla propria abitazione ma anche mediante una condotta abituale di indifferenza e negligenza nei confronti delle esigenze fisiche e affettive dell’animale.

Nessuna legge vieta di lasciare i cani da soli in casa, in balcone o in giardino (naturalmente con cibo e acqua a disposizione), ma bisogna comportarsi con buonsenso: un conto è lasciare il cane in casa mentre si è al lavoro o a fare delle commissioni, un altro è partire per un weekend al mare lasciando l’animale chiuso in appartamento.

Lasciare il cane a casa può essere reato: cosa dice la legge

Stabilire quando si può e quando, invece, è vietato lasciare il cane da solo in casa non è semplice poiché la legge non dà indicazioni precise in merito. Tuttavia nel corso degli anni la giurisprudenza ha elaborato una serie di linee guida per individuare quando questa condotta è illecita.

I cani possono stare a casa da soli - sempre se abituati - per un lasso di tempo non significativo e che assicuri le uscite per i bisogni e l’approvvigionamento di cibo e acqua. Senza contare le esigenze emotive dell’animale: costringere il cane a stare da solo in casa per ore ed ore o addirittura per giorni interi potrebbe provocargli gravi conseguenze psicofisiche e traumi.

Al riguardo citiamo la pronuncia della Corte di cassazione (sentenza n. 18892 del 2011) nella quale è stabilito che:

“Il concetto di abbandono ricomprende non soltanto il distacco totale e definitivo, ma anche l’indifferenza, la trascuratezza, la mancanza di attenzione e il disinteresse verso l’animale.”

Per fare qualche esempio pratico non è reato lasciare il cane a casa mentre si è al lavoro o durante una gita fuori porta ma potrebbe diventarlo se questa condotta risultasse abituale, reiterata e se il periodo di assenza dei padroni fosse di uno o più giorni. Molto dipende anche dall’ampiezza della casa (è rilevante la presenza di un giardino) e dalla possibilità di fornire cibo e acqua a sufficienza.

Quali sono i rischi della condanna per abbandono di animali

Se un conoscente o un vicino di casa abbandona per un tempo prolungato il proprio animale ci sono i termini per sporgere una denuncia penale. Se il padrone viene riconosciuto colpevole trova applicazione l’articolo 727 del Codice penale che prevede l’arresto fino ad un anno o l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro. La stessa pena si applica anche nei confronti di chi:

“detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze.”

Se le condizioni del cane dovessero essere tanto critiche da far scattare il reato di maltrattamento le pene previste aumentano sensibilmente: tale condotta è punita con la reclusione da tre a diciotto mesi o la multa da 5.000 a 30.000 euro.

Inoltre se il cane poiché solo e spaventato non cessa di abbaiare arrecando notevole disturbo al vicinato, il padrone è responsabile anche dell’eventuale accusa di disturbo della quiete pubblica.

Argomenti:

Reato Animali Denuncia

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