La strategia segreta di questi fondi per una rendita fino all’80%

Tommaso Scarpellini

04/08/2025

Fondi con rendite settimanali o mensili? Si parla sempre più di ETF buy-write, spesso dimenticando come alcuni di questi riescano a distribuire quasi l’80% l’anno. Questa devi proprio sentirla.

La strategia segreta di questi fondi per una rendita fino all’80%

Dì la verità, ti ha incuriosito. Negli Stati Uniti, e sempre più anche in Europa, stanno nascendo moltissimi ETF a gestione attiva (ma anche passiva) che adottano una strategia ben precisa: puntano a generare rendite distribuite molto frequentemente, in alcuni casi addirittura settimanali, sfruttando una tecnica ben conosciuta dai trader di opzioni, per ottenere flussi di cassa, spesso molto alti: il buy-write, o più comunemente covered call.

Covered call: una strategia che non conosci

Se non hai mai avuto a che fare con un’opzione, può sembrare tutto troppo complesso. In realtà, il concetto è semplice. Un ETF buy-write acquista un paniere di azioni (tipicamente quelle dell’indice che replica), e allo stesso tempo vende opzioni call su quelle stesse azioni.

Cosa significa?

Che in cambio di un premio, il fondo rinuncia (parzialmente o totalmente) a beneficiare di ulteriori rialzi oltre un certo livello.
In pratica: incassa subito un guadagno “assicurato”, ma rinuncia a una parte del potenziale upside.

E quei premi che incassa? Li gira direttamente agli investitori sotto forma di distribuzione. Detto altrimenti: il fondo fa trading con i tuoi soldi.

Un esempio concreto? Il fondo JPMorgan Global Equity Premium UCITS ETF: un prodotto domiciliato in Europa, che utilizza una strategia buy-write su un portafoglio globale, distribuendo premi consistenti. Ha una distribuzione media annua superiore al 7% negli ultimi anni. Ma i fratelli americani, in casi estremi, sfiorano anche il 60–90% annuo di distribuzione, soprattutto in contesti di alta volatilità.

JPM Global Equity Premium Income Active UCITS JPM Global Equity Premium Income Active UCITS Grafico del JPM Global Equity Premium Income Active UCITS. Fonte: baha.com

E qui arriva il momento in cui pensi: «Ok, ho trovato il sacro Graal, vado in pensione domani.»
Fermati un secondo.

Il lato oscuro: quando la rendita è un’illusione

Tutti questi ETF, in particolare quelli che pagano tanto e spesso, hanno un problema nascosto: una parte delle distribuzioni che ricevi non è rendimento reale, ma ROC – Return of Capital. Cos’è? È, di fatto, una restituzione di parte del tuo capitale investito. Una pratica diffusissima negli USA per mantenere costanti i flussi cedolari, anche quando i premi derivanti dalla vendita di call diminuiscono, ad esempio in contesti di bassa volatilità.

Ciò però significa che il NAV del fondo si deteriora nel tempo, perché sta “spremendo” il capitale per distribuire cedole.
In parole povere: ti danno indietro i tuoi stessi soldi e lo chiamano rendimento.

E per continuare a pagare, alcuni ETF ricorrono a leve implicite, opzioni a scadenza giornaliera, o strategie sempre più rischiose, su sottostanti altamente volatili. Il risultato? Un flusso ricco… ma potenzialmente instabile e distruttivo per il valore complessivo del fondo, e un rendimento totale spesso inferiore all’indice su cui costruiscono la strategia ad opzioni.

Interessante sì, ma con il paracadute

È affascinante immaginare di ricevere un flusso settimanale o mensile da un ETF, come fosse uno stipendio automatico. E per alcuni investitori, soprattutto orientati al cash flow, può essere una strategia da tenere in considerazione.
Ma non lasciarti sedurre dai numeri in prima pagina. Dietro quei rendimenti c’è una struttura complessa, una volatilità potenziale molto elevata, e un deterioramento che, se non monitorato, può rovinare il capitale.

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