La storia di Bill Holland, l’ex operaio diventato milionario che poteva andare in pensione a 32 anni ma continua ancora a lavorare

Alessandro Nuzzo

8 Luglio 2026 - 22:50

A 67 anni continua ancora a lavorare anche se a 32 aveva già racimolato una ricchezza ingente: la storia di Bill Holland.

La storia di Bill Holland, l’ex operaio diventato milionario che poteva andare in pensione a 32 anni ma continua ancora a lavorare

Nella vita c’è chi passa un’intera carriera a inseguire l’indipendenza economica e c’è chi, invece, la raggiunge a 32 anni, ma decide comunque di continuare a lavorare per altri 30. Questa è la storia di Bill Holland, oggi sessantasettenne, ex amministratore delegato di CI Financial, una delle più grandi società di gestione patrimoniale del Canada.

Eppure il percorso di Holland è comune a quello di altri grandi imprenditori e personaggi di successo nel mondo del business e dell’economia: non è stato lineare, ma inizialmente pieno di problemi e passaggi complicati. Laureatosi alla York University di Toronto, prima di trovare la sua strada ha collezionato una serie di impieghi che lui stesso ha definito «lavoretti»: ha consegnato bibite, ha lavorato in fabbrica e ha fatto il buttafuori in un bar della città.

La svolta è arrivata a 27 anni, quando ha ottenuto un posto come addetto al servizio clienti alla Mackenzie Financial Corp. Era un lavoro impegnativo, che richiedeva di gestire circa 120 telefonate al giorno. Eppure, nel giro di cinque anni, cavalcando il boom dei fondi comuni di investimento, Holland aveva già accumulato abbastanza denaro da potersi ritirare per sempre. Un successo che lui stesso ha attribuito più alla fortuna che al talento. «Molte delle persone che hanno un successo sproporzionato, in fondo, sono persone normali, e se sono oneste ti diranno che sono state fortunate. Io sono stato fortunato», ha detto.

Eppure, invece di fermarsi e andare in pensione da giovane, ha rilanciato. È entrato in una piccola società di investimento con 50 milioni di dollari in gestione. Quell’azienda sarebbe diventata CI Financial, di cui Holland è diventato amministratore delegato nel 1999 e poi presidente esecutivo nel 2010. L’anno scorso la società è stata acquisita e resa privata dal fondo sovrano degli Emirati Arabi Uniti, con 140 miliardi di dollari in gestione al momento della cessione.

Il patrimonio preciso è incerto

Il patrimonio esatto di Holland non è noto pubblicamente, ma negli anni ha accumulato una fortuna considerevole attraverso la sua permanenza nella società. Nel 2011 la sua quota in CI Financial era stimata in 260 milioni di dollari, partecipazione poi ceduta interamente lo scorso anno. Nonostante questo, la sua routine è rimasta sorprendentemente invariata: invece di ritirarsi a una vita di lusso, ha continuato a recarsi nel suo ufficio di Toronto cinque giorni a settimana, per di più utilizzando i mezzi pubblici.

Oggi si dedica ancora agli investimenti, perché quella è una passione che difficilmente va in pensione, e gestisce l’ufficio filantropico della sua famiglia, attraverso cui ha già donato oltre 100 milioni di dollari in beneficenza nel corso degli anni.

Holland non è un caso isolato, perché tra le persone più ricche del mondo esistono abitudini che sembrano contraddire lo stereotipo del lusso sfrenato. L’esempio più noto è Warren Buffett, considerato il più grande investitore al mondo, che ha sempre rivendicato di essere sostanzialmente un taccagno nella vita privata. Alla veneranda età di 95 anni, Buffett vive ancora nella stessa casa comprata nel 1958 per 31.500 dollari, che oggi ne vale circa 1,3 milioni. È lì che ha cresciuto i suoi tre figli insieme alla moglie, oggi scomparsa.

Questo atteggiamento riflette anche la consapevolezza che il successo raramente nasce dal solo impegno personale. Diversi imprenditori hanno sempre sostenuto che il successo duraturo deriva dalla capacità di riconoscere alcuni vantaggi, soprattutto nella fase iniziale, e di saperli sfruttare senza darli mai per scontati. Non si può dire che il successo di queste persone sia dovuto soltanto alla fortuna, perché la fortuna può andarti bene una volta, ma nel corso della vita può anche girare e andare nella direzione opposta.