La guerra ibrida del Fentanyl: ecco cosa c’è dietro

Roberto Vivaldelli

28/11/2023

Dietro l’emergenza nazionale del Fentanyl negli Usa non c’è solo il cinismo di Big Pharma ma anche lo scontro geopolitico e la guerra ibrida tra potenze.

La guerra ibrida del Fentanyl: ecco cosa c’è dietro

Dallo scoppio della crisi in Ucraina è emersa una nuova forma di guerra ibrida. Gli scontri militari si sono intrecciati con battaglie in aree politiche, finanziarie, tecnologiche, cyberspaziali e cognitive. È quanto ha affermato, lo scorso marzo, dal generale Wang Haijiang, comandante del Teatro occidentale dell’Esercito popolare di liberazione (Pla) cinese, in un editoriale scritto per Study Times.

Ben prima di Wang Haijang furono i colonnelli Qiao Liang e Wang Xiangsu, nel 1999, a definire il concetto di guerra ibrida in un saggio fondamentale pubblicato anche in italiano (Guerra senza limiti. L’arte della guerra asimmetrica fra terrorismo e globalizzazione, Led Edizioni, con prefazione di Fabio Mini). Diversamente dal passato, secondo Qiao Liang, viviamo in un’epoca di conflitti nei quali “la prima regola della guerra senza restrizioni è che non ci sono regole, che nulla è vietato”. Uno dei “filoni” internazionali di questa guerra ibrida è costituito dal traffico internazionale di oppioidi, anche in forma sintetica come il Fentanyl.

La crisi degli oppioidi negli Stati Uniti alimentata dall’estero

Gli oppioidi costituiscono una vera e propria emergenza nazionale negli Stati Uniti. L’abuso e la dipendenza dagli oppioidi, compresi quelli sintetici come il Fentanyl, sono responsabili di decine di migliaia di morti all’anno. Si tratta di sostanze, infatti, che agiscono sul sistema nervoso dell’organismo o su specifici recettori nel cervello per ridurre l’intensità del dolore. Il numero di decessi per overdose da oppioidi, compreso il Fentanyl, nel 2021 è stato 10 volte superiore a quello del 1999, secondo i dati del Centers for Disease Control and Prevention, National Center for Injury Prevention and Control. Le overdosi da oppioidi hanno ucciso più di 80.000 persone nel 2021, e quasi l’88% di questi decessi ha riguardato oppioidi sintetici.

La causa principale e predominante di questa crisi è stata senza dubbio la speculazione da parte di aziende farmaceutiche senza scrupoli ben descritta e raccontata anche in popolari serie tv come Dopesick - Dichiarazione di dipendenza (ispirata al libro bestseller scritto da Beth Macy Dopesick: Dealers, Doctors and the Drug Company that Addicted America) e nella serie Netflix Painkiller. Ma sebbene tale crisi sia responsabilità, in maniera predominante, di Big Pharma e di aziende farmaceutiche che hanno anteposto il profitto alla salute delle persone, tale emergenza nazionale è stata alimentata, come nota l’Atlantic Council, dalla fornitura illegale di Fentanyl che ne ha aumentato l’accessibilità per i tossicodipendenti e la redditività per gli spacciatori. 

La Cina ha alimentato la crisi dal 2013

Dal 2013, sottolinea il think-tank, la Cina ha alimentato questa crisi, agendo come primo fornitore di Fentanyl illegale e di sostanze chimiche precursori di tale sostanza negli Stati Uniti. Mentre nel 2019 la Cina ha imposto norme sul Fentanyl che hanno ridotto le spedizioni dirette negli Stati Uniti, i precursori dell’oppioide sintetico continuano ad arrivare negli Usa attraverso il Messico. Secondo un rapporto del Brookings Institution, infatti, sia l’amministrazione Obama che quella di Donald Trump hanno investito un notevole capitale diplomatico per convincere Pechino a dare un giro di vite alle forniture di Fentanyl dalla Cina verso gli Stati Uniti, fino al divieto annunciato nel 2019.

Tuttavia, le industrie farmaceutiche e chimiche cinesi coinvolgono decine di migliaia di aziende e centinaia di migliaia di impianti, e la Cina non dispone di adeguate capacità di ispezione e monitoraggio. Per rendere efficace il divieto introdotto nell’aprile 2019, servirebbe inoltre una forte cooperazione antidroga con gli Stati Uniti che al momento non c’è date le tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Cina. Pechino può inasprire o allentare i controlli a seconda del momento, in maniera tale da “colpire” il suo rivale strategico alimentando una profonda crisi sanitaria e sociale.

Il divieto dei talebani favorisce il consumo di Fentanyl

In questo quadro complesso di guerra ibrida tra grandi potenze, giocano il loro ruolo anche i Talebani, che hanno riacquisito il controllo del territorio dell’Afghanistan dopo la caotica dipartita degli Usa nel 2021. I Talebani, infatti, come scriveva Politico lo scorso marzo, hanno vietato la coltivazione del papavero nell’aprile del 2022: il raccolto impiega da un anno a 18 mesi per raggiungere il mercato europeo sotto forma di eroina, dando ai governi tempo fino all’anno prossimo prima che l’impatto di questa misura inizi a farsi sentire.

“Se il divieto dei talebani si traduce in una drastica riduzione dell’eroina prodotta dal papavero da oppio, è possibile che si assista a un aumento degli oppioidi sintetici”, ha dichiarato Paul Griffiths, direttore scientifico dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze. “Sembra strano dirlo, ma quasi in termini di sostanze sintetiche, l’alta disponibilità di eroina al momento è probabilmente un fattore protettivo”, ha spiegato Griffiths alla testata. Nel 2001, dopo che i Talebani vietarono per la prima volta la coltivazione del papavero, gli oppioidi sintetici fecero la loro comparsa la prima volta in occidente. E la storia, ancora una volta, potrebbe ripetersi.

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