Estée Lauder e il gruppo spagnolo Puig confermano le trattative per una possibile fusione. Se l’accordo andasse in porto nascerebbe uno dei più grandi gruppi globali della bellezza e delle fragranze.
Il settore globale della bellezza potrebbe presto assistere alla nascita di un nuovo gigante. Il gruppo statunitense Estée Lauder Companies e la società catalana Puig hanno confermato di essere in trattative per una possibile fusione delle rispettive attività.
L’operazione, ancora allo stadio preliminare, darebbe vita a un colosso del beauty valutato circa 40 miliardi di dollari e con ricavi combinati superiori ai 17 miliardi.
In una nota diffusa congiuntamente dopo la chiusura dei mercati, le due aziende hanno dichiarato di essere “in trattative relative a una potenziale fusione, nell’ambito della quale le due società potrebbero unire le proprie attività”. I gruppi hanno tuttavia precisato che “non è stata presa alcuna decisione definitiva né è stato raggiunto alcun accordo” e che al momento non esiste alcuna certezza sull’esito dell’operazione.
Verso la nascita di un nuovo gigante beauty: i brand coinvolti
Se la fusione dovesse concretizzarsi, sotto un unico tetto finirebbe un portafoglio di marchi tra i più prestigiosi dell’industria della cosmetica e delle fragranze di lusso. Estée Lauder controlla brand iconici come Tom Ford, Clinique, Aveda e Jo Malone London, oltre al marchio che porta il nome della fondatrice.
Puig, gruppo con sede a Barcellona e storicamente legato al mondo delle fragranze e del make-up di fascia alta, possiede invece marchi molto noti nel settore moda e profumi, tra cui Rabanne, Carolina Herrera, Jean Paul Gaultier e Charlotte Tilbury.
L’eventuale aggregazione permetterebbe di combinare quindi due portafogli altamente complementari, rafforzando soprattutto la presenza nel segmento delle fragranze, uno dei comparti più dinamici del beauty negli ultimi anni. Nel caso di Puig, questo segmento rappresenta oltre il 70% dei ricavi complessivi.
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Una risposta strategica al maxi accordo L’Oréal-Kering
I colloqui tra le due società arrivano pochi mesi dopo un’importante operazione che ha ridisegnato il mercato della bellezza di lusso: l’accordo da 4 miliardi di euro con cui Kering ha affidato a L’Oréal il proprio business beauty. L’intesa ha rafforzato ulteriormente il portafoglio di profumi del gruppo francese, già forte di marchi come YSL, Armani, Prada e Valentino.
In questo contesto competitivo, la possibile fusione tra Estée Lauder e Puig sarebbe anche una risposta strategica per aumentare la scala globale e competere più efficacemente con i leader del settore.
Il mercato delle fragranze, in particolare, continua a essere sostenuto dalla forte domanda delle nuove generazioni. I consumatori della Generazione Z hanno contribuito a trasformare il profumo in un elemento centrale dell’espressione personale e dello stile, spingendo la crescita del comparto negli ultimi anni.
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La reazione dei mercati alla notizia della possibile fusione
La notizia delle trattative ha avuto effetti immediati sui mercati finanziari. Il titolo Estée Lauder ha registrato un calo superiore al 7% a Wall Street, anche se ha poi recuperato terreno nelle contrattazioni after hours. Al contrario, le azioni di Puig hanno chiuso in rialzo alla Borsa di Madrid.
Dal punto di vista industriale, l’operazione rappresenterebbe un passaggio cruciale soprattutto per Puig. Il gruppo catalano, quotato nel 2024 con la più grande IPO spagnola degli ultimi dieci anni, ha superato nel 2025 la soglia dei 5 miliardi di euro di ricavi e sta accelerando il proprio percorso di espansione internazionale.
Anche Estée Lauder sta attraversando una fase di trasformazione, segnata da un piano di rilancio del business e da alcune difficoltà legate al rallentamento della domanda in alcuni mercati. Proprio per questo, un’alleanza con Puig potrebbe offrire nuove sinergie industriali e commerciali.
Per ora, però, la possibile unione resta ancora solo un’ipotesi.
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