Il reddito complessivo degli italiani aumenta, ma si tratta di una crescita diseguale e che amplifica le differenze, invece di colmarle. Negli ultimi dieci anni la forbice dei redditi tra le regioni in cui si percepisce di più e quelle in cui sono bassi si è allargata. E non si tratta dell’unico divario quando si parla dei guadagni degli italiani.
Secondo l’ultimo report del Mef, riferito all’anno d’imposta 2022, gli italiani hanno dichiarato nel 2023 un reddito complessivo di 970 miliardi di euro, per un valore medio di 23.650 euro. Rispetto al 2012, quando era stato di 816 miliardi, il complessivo dichiarato è aumentato del 19%. Ma la crescita degli ultimi dieci anni ha ulteriormente accentuato il distacco tra regioni.
Prendiamo a riferimento i due estremi, che ora come allora sono la Lombardia e la Calabria. Nel 2022 il reddito medio in Lombardia è stato di 27.890 euro, in crescita di quasi il 20% rispetto a dieci anni prima (23.320). Nel 2022 il reddito medio in Calabria è stato invece di 17.160 euro, contro i 14.170 del 2012, in aumento del 21%. Sebbene la crescita dei redditi in Calabria sia stata leggermente superiore in percentuale, lo scarto tra i redditi medi delle due regioni è aumentato: è stato 10.730 euro nel 2022, mentre era di 9.150 euro nel 2012.
Passiamo ora alle differenze in come i redditi vengono dichiarati. A livello nazionale, il 52% dei soggetti che percepiscono tra zero e 5 mila euro non presenta alcuna dichiarazione e quindi il recupero dei dati avviene attraverso le certificazioni uniche (CU) compilate dal sostituto d’imposta. Il modello 730 è utilizzato soprattutto da chi percepisce redditi medi: oltre il 73% degli italiani che guadagnano tra i 20 mila e i 50 mila euro ha presentato questo modello di dichiarazione per l’anno d’imposta 2022. Per chi invece percepisce redditi elevati prevale nettamente il modello Redditi: più del 65% dei contribuenti con redditi tra i 100 mila e i 300 mila euro e oltre l’81% di chi ha redditi superiori ai 300 mila euro ha presentato il modello Redditi per il 2022.
In Italia il modello più diffuso è quello 730, nel 56,6% dei casi, seguito da quello CU (22,5%) e modello Redditi (21%). A livello regionale, invece, si notano alcune peculiarità. Differenze interessanti, perché la maggiore presenza di una tipologia di dichiarazione è molto indicativa della “qualità” di reddito percepito in una regione. Quella con la più alta quota di CU è la Campania, dove sono il 29% sul totale delle dichiarazioni. Le Marche sono la regione nella quale vengono presentati più 730 (62%), mentre la Liguria si distingue per essere quella con la maggior diffusione del modello Redditi (23%).
Dal record della Liguria deriva un altro primato, quello di Portofino, che nel 2023 è stato il comune italiano con il reddito medio dichiarato più alto d’Italia (97 mila euro). Milano è il primo capoluogo di regione per il reddito più alto (37.583), mentre sempre in Lombardia, in provincia di Como, c’è Cavargna, un piccolo borgo di nemmeno 200 abitanti che è tradizionalmente considerato il comune più “povero” d’Italia. Qui il reddito medio dichiarato è di appena 7.402 euro, a causa degli abitanti che lavorano e pagano le tasse in Svizzera, producendo quindi reddito all’estero e non dichiarandolo in Italia.