La teoria finanziaria suggerisce che quando il divario di valore tra azioni e obbligazioni raggiunge livelli estremi, gli investitori devono riequilibrare i loro portafogli, riducendo l’esposizione a titoli azionari costosi e aumentando gli acquisti di Treasury.
L’indicatore chiave in questa valutazione è il premio per il rischio azionario (Equity Risk Premium, ERP), che misura la differenza tra il rendimento degli utili dell’indice S&P 500 e il rendimento dei Treasury decennali.
In condizioni normali, l’ERP è positivo, offrendo una remunerazione per il rischio associato agli investimenti azionari rispetto ai titoli di Stato considerati privi di rischio.
Tuttavia, oggi le condizioni sono ben lontane dalla normalità. Nonostante la Federal Reserve abbia iniziato a ridurre i tassi di interesse, i rendimenti obbligazionari a lungo termine stanno salendo. Questa dinamica è alimentata da un’inflazione persistente e da preoccupazioni per il crescente debito pubblico statunitense.
Parallelamente, l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale ha sostenuto la crescita delle mega-cap tecnologiche, portando le valutazioni complessive del mercato a livelli raramente visti. Questa combinazione ha ridotto drasticamente l’ERP, che secondo alcune metriche è al punto più basso degli ultimi venticinque anni e, in certi casi, addirittura negativo.
Il team di Societe Generale avverte che se il rendimento dei Treasury a dieci anni raggiungesse il 5,00%, l’ERP scenderebbe ulteriormente in territorio critico. Tuttavia, sostengono che un segnale di acquisto netto per i bond si manifesterà solo quando il rendimento si allineerà alla crescita nominale di tendenza, stimata intorno al 5,2%.
Determinare il momento giusto per ribilanciare i portafogli tra azioni e obbligazioni non è semplice. Oltre al rendimento dei Treasury, gli investitori devono valutare una serie di variabili, inclusi gli sviluppi politici sotto l’amministrazione Trump e le prossime mosse della Federal Reserve. Inoltre, il comportamento dell’ERP dipende dalle forze che lo influenzano e dal contesto macroeconomico generale.
Gli esempi del passato offrono indicazioni importanti. Nel marzo 2009, l’ERP ha raggiunto il 7% quando i rendimenti obbligazionari erano vicini allo zero, segnalando un punto di minimo per il mercato azionario. Un picco simile si è verificato nell’aprile 2020, durante il crollo dei rendimenti causato dalla pandemia di COVID-19.
L’attuale divergenza tra rendimenti obbligazionari e valutazioni azionarie non è sostenibile. I rendimenti potrebbero dover calare per giustificare i prezzi azionari attuali, o il mercato azionario potrebbe subire una correzione per riflettere tassi più elevati.