La crisi energetica nascosta che potrebbe travolgere le azioni Eni ed Enel

Tommaso Scarpellini

7 Maggio 2026 - 17:44

Confindustria lancia l’allarme su una crisi energetica che potrebbe costare €21 miliardi all’Italia. Per Eni ed Enel potrebbe non essere una buona notizia, ma il mercato sembra non accorgersene ancora

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Lo scorso 27 aprile 2026, durante l’audizione sul Documento di finanza pubblica, il direttore del Centro Studi di Confindustria Alessandro Fontana ha pronunciato una frase che è passata quasi inosservata tra le pieghe delle cronache parlamentari. Eppure, quella frase potrebbe cambiare il modo in cui guardare alle azioni energetiche italiane nei prossimi mesi. Ha detto che se la guerra dovesse durare fino a fine anno, potremmo rischiare la crisi energetica.

Il dubbio che può sorgere ad un investitore medio è quindi: se hai Eni, Enel o utility italiane in portafoglio, e questo non è un dettaglio, cosa ha senso aspettarsi davvero da questi titoli? E la crisi energetica è un bene o un male?

Partiamo dai numeri, perché sono questi che definiscono il perimetro del rischio. Se la guerra nello stretto di Hormuz terminasse oggi, l’impatto varrebbe tra 0,1 e 0,3 punti percentuali di mancata crescita per l’Italia secondo il direttore (al 27 aprile). Per come si potrebbe interpretare noi retail? Direi gestibile, in altre parole. Ma se il conflitto dovesse protrarsi fino a dicembre 2026, l’Italia potrebbe trovarsi di fronte alla crisi energetica più grave degli ultimi anni. [...]

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