La classifica delle società pubbliche più indebitate in Italia

Claudia Cervi

25/01/2025

Inefficienze gestionali e scelte politiche discutibili hanno portato queste aziende sull’orlo del fallimento. Ecco la classifica delle società in condizioni finanziarie critiche.

La classifica delle società pubbliche più indebitate in Italia

La classifica delle società pubbliche più indebitate in Italia mette in evidenza la fragilità strutturale di alcune aziende nate per fornire servizi essenziali ai cittadini e pertanto partecipate da enti pubblici come Comuni, Regioni e Province.

Secondo i dati del Ministero dell’Economia relativi al 2021, le società partecipate sono oltre 5.000, con il 68% controllato dai Comuni. Tuttavia, più di 1.000 di queste sono in liquidazione o soggette a procedure concorsuali, spesso preludio al fallimento, con processi che possono durare anche un decennio.

Tra quelle che resistono, il 41% ha chiuso almeno un bilancio in perdita negli ultimi 5 anni, il 7,6% ha almeno quattro degli ultimi bilanci in rosso, il 22% ha più amministratori che dipendenti e una su tre fattura meno di un milione di euro, considerata la soglia limite prevista dalla legge (D.Lgs. 175/2016).

In generale, il 39% delle partecipate pubbliche non rispetta i requisiti fissati dal Testo unico sulle società a partecipazione pubblica e dovrebbero essere soggette a dismissione o risanate. Questa situazione non solo comporta perdite economiche per lo Stato e i creditori, ma mette in luce problematiche strutturali e politiche che alimentano la crisi.

Società pubbliche partecipate Società pubbliche partecipate Fonte MEF

Ecco la classifica delle società pubbliche più indebitate in Italia e tutte le cause che hanno portato al fallimento di alcune di esse, con conseguenze disastrose per i fornitori e i cittadini.

La classifica delle società pubbliche più indebitate in Italia

In Italia, diverse società partecipate pubbliche (non quotate) hanno accumulato livelli di indebitamento anomali, spesso correlati a inefficienze gestionali e scelte politiche discutibili. Di seguito, alcune delle più rilevanti:

AziendaDescrizione dell’aziendaDebitoSituazione finanziaria
Sogesid Società di ingegneria attiva nel settore ambiente 107 milioni di euro Perdita di 2.175.508 di euro (esercizio 2022)
Sogin Società responsabile dello smantellamento di impianti nucleari e della messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi 805 milioni Utile di 3,6 milioni di euro (esercizio 2023)
Valvitalia Società nel settore delle valvole industriali 226,3 milioni di euro Utile di 1 milione di euro (esercizio 2023)
Amaco S.p.A. Azienda di trasporto pubblico locale operante a Cosenza 20 milioni di euro Fallita nel 2023
Itsart Piattaforma live streaming e on demand per il supporto al patrimonio artistico e culturale italiano 7,5 milioni Fallita nel 2023
Amia partecipata dal Comune di Palermo per la raccolta rifiuti 180 milioni di euro Fallita nel 2018
MessinAmbiente partecipata del Comune per la gestione dei rifiuti 101 milioni di euro Fallita nel 2018
Soakro Distribuzione dell’acqua a Crotone 50 milioni di euro Fallita nel 2016
SEAF e Aeradria Aeroporti di Forlì e di Rimini 60 milioni di euro Fallita nel 2013

Chi paga i debiti?

La gestione delle partecipate pubbliche non è solo un problema locale, ma un tema che coinvolge direttamente lo Stato, come dimostrato dai numerosi ricorsi presentati alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo. I creditori, rimasti senza risarcimenti dopo il fallimento delle partecipate, hanno ottenuto in alcuni casi la condanna dell’Italia, costringendo il governo a intervenire. La vicenda della Mazzei Srl, che vantava un credito di 102.772 euro nei confronti di Soakro, ha creato un precedente importante: la Corte Europea ha stabilito che lo Stato è responsabile dei debiti delle partecipate quando queste agiscono come articolazioni della pubblica amministrazione, condannando l’Italia a ripianare debiti per centinaia di milioni di euro.

Aziende come Valvitalia hanno avviato procedure di risanamento che hanno permesso di appianare il vecchio debito e di rifinanziarsi, grazie all’intervento di Cdpe Investimenti – controllata indirettamente da Cassa Depositi e Prestiti - che nel marzo 2023 è salita nel capitale dal 50% al 75%. Sogin S.p.A. è passata da una perdita di esercizio nel 2022 a un utile di 3,6 milioni di euro, grazie anche al contributo della controllata Nucleco e a una ripresa dell’interesse pubblico sul nucleare civile.

Senza un cambio di rotta deciso, i debiti delle partecipate potrebbero gravare ulteriormente sulle casse pubbliche, con effetti devastanti per l’economia nazionale e la credibilità dello Stato.

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