Aerei e crisi carburante: ecco l’elenco delle compagnie aeree più colpite dalla carenza di cherosene con l’avvicinarsi dell’estate
Sarà Wizz Air la compagnia aerea più colpita dalla crisi del carburante per aerei che sta colpendo il settore europeo, secondo gli analisti di Morningstar, mentre Ryanair e International Consolidated Airlines Group (IAG), proprietaria tra le altre di British Airways, godono di una buona posizione per affrontare la crisi di approvvigionamento che minaccia di sconvolgere i piani di viaggio del continente nell’estate 2026.
Ma andiamo con ordine. Le compagnie aeree con margini di profitto più solidi, accompagnati da un’ottimizzata copertura del rischio carburante e una minore esposizione operativa diretta al Medio Oriente sono quelle che dovrebbero resistere meglio alla crisi del settore viaggi ormai in arrivo. Lo scrive Loredana Muharremi, analista sull’azionario in Morningstar, in una nota pubblicata mercoledì:
“In Europa, questo indica Ryanair tra le compagnie aeree low-cost e IAG tra le compagnie di linea. Al contrario, Wizz Air è la più esposta, data la minore protezione offerta dalle coperture per l’intero anno, una maggiore quota dei costi del carburante e un margine di sicurezza più debole”.
Perché Wizz Air è la compagnia più a rischio oggi
Ma l’analista avverte che anche le compagnie aeree meglio protette sono solo “parzialmente al riparo” dall’impennata dei prezzi del carburante. Secondo i dati di Morningstar, la compagnia aerea ungherese low-cost Wizz Air, quotata alla borsa di Londra, ha la copertura più bassa per l’intero anno 2026, pari a circa il 55%, un margine di sicurezza “molto basso”.
Ryanair, al contrario, ha una copertura all′80%, mentre quella di IAG - che possiede British Airways, Iberia, Aer Lingus e Vueling - arriva al 62%. La tedesca Lufthansa è coperta al 77%, la compagnia aerea low cost EasyJet al 70%.
È importante ricordare tra il 25% e il 35% del carburante per aerei consumato a livello globale transita attraverso lo Stretto di Hormuz, che ormai sappiamo essere una rotta marittima cruciale in Medio Oriente, rimasta in gran parte chiusa dall’inizio delle ostilità tra gli Stati Uniti e i loro alleati e l’Iran a partire dal 28 febbraio.
L’Europa sta per finire il carburante per aerei?
La scorsa settimana l’Agenzia Internazionale dell’Energia ha avvertito che l’Europa potrebbe rimanere senza carburante per aerei entro sei settimane. Nonostante la proroga del cessate il fuoco annunciata dal presidente statunitense Donald Trump martedì sera, la tenuta del corridoio marittimo rimane instabile, fattore che mantiene elevati i prezzi del petrolio e che limita le forniture di carburante per aerei.
L’analista sottolinea che le compagnie aeree europee hanno affrontato la crisi con una protezione relativamente buona, ma avverte che le coperture sui prezzi del carburante sono “concentrate all’inizio e si stanno esaurendo rapidamente”.
“Dallo scoppio del conflitto, i prezzi del carburante per aerei sono raddoppiati rispetto a un aumento di circa un terzo del prezzo del petrolio greggio, quindi anche le compagnie aeree che si sono coperte bene dai rischi sono solo parzialmente protette”,
ha chiarito l’analista Muharremi a CNBC.
Le compagnie aeree europee hanno già ridotto la capacità sui voli a corto raggio per aprile e maggio; le tre principali compagnie di rete della regione europea - Lufthansa, Air France-KLM e IAG - hanno tagliato la capacità transatlantica, secondo un’analisi di Bank of America.
“Dal punto di vista operativo, l’impatto è reale ma disomogeneo e l’esposizione diretta ai ricavi del Medio Oriente rimane relativamente limitata per la maggior parte delle compagnie aeree europee”, ha affermato Muharremi. “Il problema maggiore è rappresentato dai cambi di rotta, che spesso aggiungono da una a tre ore ai voli tra Europa e Asia, aumentando il consumo di carburante, riducendo l’utilizzo degli aeromobili e complicando la pianificazione degli equipaggi”.
Aumenta la pressione sui costi dei biglietti aerei
La scorsa settimana EasyJet ha avvertito che la volatilità dei prezzi del petrolio inciderà sui costi nei prossimi mesi.
Danni Hewson, responsabile dell’analisi finanziaria presso AJ Bell, è convinto che le pressioni sui costi continueranno nel corso dell’anno e che sia improbabile che le compagnie aeree stipulino nuovi contratti di copertura sul carburante agli attuali prezzi elevati, dato il clima di incertezza.
Ciò causerà dei costi elevati, di fatto, già previsti per i mesi a venire, spiega Hewson. L’incognita principale al momento riguarda la disponibilità di carburante e le modalità con cui potrebbe evolversi la concorrenza per l’approvvigionamento:
“Per le compagnie aeree, tutto ruota intorno ai passeggeri a bordo: vogliono voli pieni in entrambe le tratte del viaggio per compensare l’aumento dei costi. I margini di profitto delle compagnie aeree low cost sono sempre ristretti e il carburante rappresenta una voce di spesa sproporzionata, il che significa che sono già messe a dura prova dallo shock energetico. Le cancellazioni creano attrito e l’attrito aumenta i costi in molti modi”.
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