Nel variegato panorama degli strumenti d’investimento quotati messi a disposizione dal gruppo Intesa Sanpaolo, la gamma di ETF YIS gestiti da Eurizon Capital attraverso la SICAV lussemburghese YourIndex SICAV si conferma una delle soluzioni più efficienti e trasparenti per chi desidera ottimizzare il binomio rischio-rendimento.
Questi comparti, tutti classificati come ETF UCITS a replica fisica con campionamento ottimizzato, sono stati lanciati progressivamente nel corso del 2025, in molti casi attraverso operazioni di fusione da precedenti fondi Eurizon, e si caratterizzano per tracking error tra i più bassi del mercato, costi di gestione contenuti e una struttura che permette di calibrare con precisione l’esposizione al rischio in base alle diverse esigenze degli investitori.
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Come stanno andando gli ETF azionari?
I dati aggiornati al 28 febbraio 2026 offrono un quadro molto dettagliato delle performance e delle metriche di rischio. Partendo dai comparti azionari, il YIS MSCI Europe Selection UCITS ETF EUR (Acc) (ISIN LU2976312335, ticker YIEUS) rappresenta uno dei prodotti più interessanti della gamma. Lanciato il 24 giugno 2025, al 28 febbraio 2026 presentava un patrimonio di 287 milioni di euro, un NAV di 11,731 euro e un TER dello 0,19%.
Dal lancio ha registrato un rendimento cumulato del 17,31% contro il 17,41% del benchmark MSCI Europe Selection, con uno scostamento minimo che si traduce in un tracking error volatility di soli 0,14 punti percentuali. Da inizio 2026 il comparto ha segnato un +8,25% (benchmark +8,31%), nel mese di febbraio un +4,36% (benchmark +4,39%) e nei tre mesi un +10,54% (benchmark +10,62%). La volatilità annualizzata si è attestata intorno al 10,35%, mentre l’indicatore sintetico di rischio SRRI è pari a 4 su 7.
Il portafoglio, orientato verso large e mid cap europee con criteri di selezione ESG che escludono settori controversi, mostra un price/earnings medio di 18,94 e un dividend yield del 2,78%, con le prime posizioni occupate da titoli come ASML (7,43%), AstraZeneca (4,25%) e HSBC (4,24%). Questo profilo combina una crescita solida con una volatilità contenuta rispetto ad altri ETF azionari globali, rendendolo particolarmente efficace per la componente growth di un portafoglio.
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Gli altri comparti disponibili
Accanto a questo, altri comparti azionari della stessa famiglia YIS Eurizon ampliano le opzioni disponibili. Il YIS MSCI World Universal UCITS ETF, lanciato a maggio 2025, ha chiuso il 2025 con un rendimento intorno al 10,07% e nei primi mesi del 2026 ha continuato a mostrare performance in linea con l’indice di riferimento, mantenendo un TER competitivo e un’efficienza replicativa elevata.
Analogamente, i comparti focalizzati su aree geografiche specifiche come YIS MSCI USA Universal o YIS MSCI Canada Universal offrono esposizioni mirate con tracking error sistematicamente inferiori allo 0,20% e costi di gestione che in molte classi istituzionali scendono fino allo 0,10-0,19%. Tutti questi prodotti sono classificati SFDR Articolo 8 e replicano fisicamente gli indici MSCI Universal o Selection, garantendo un allineamento stretto tra performance del fondo e del benchmark.
Le performance degli ETF obbligazionari
Passando alla componente obbligazionaria, che rappresenta il cuore della parte difensiva dell’offerta ETF di Intesa Sanpaolo, i dati confermano un’eccellente capacità di preservare il capitale con rendimenti stabili e volatilità bassissime. Il YIS 1-3 Year Italian Government Bond UCITS ETF (lancio settembre 2025), al 28 febbraio 2026 gestiva un patrimonio di circa 626 milioni di euro con un NAV di 10,110 euro. Nel periodo da inizio anno ha registrato un rendimento dello 0,58% (benchmark 0,60%), con un +0,26% nell’ultimo mese e un cumulato dal lancio intorno all’1,10%.
La volatilità annualizzata a un anno si è fermata a soli 0,48%, con un tracking error volatility di appena 0,05%. Il portafoglio, composto prevalentemente da titoli di Stato italiani a breve scadenza, presenta una duration di circa 1,80 anni, un rating medio BBB+, uno yield to worst del 2,14% e un numero limitato di emissioni (circa 20). Questo comparto, con indicatore di rischio pari a 2 su 7, si rivela estremamente efficiente per chi cerca stabilità e flussi prevedibili all’interno di un portafoglio bilanciato.
Altri comparti obbligazionari della gamma, come quelli dedicati ai titoli di Stato EMU a scadenza 1-10 anni o 5+ anni, completano l’offerta con profili di rischio leggermente crescenti ma sempre molto contenuti. I dati mensili evidenziano tracking error sistematicamente inferiori allo 0,10%, duration comprese tra 4 e 7 anni a seconda della scadenza e rendimenti cumulati dal lancio nell’ordine dell’1-3% nei primi mesi di operatività, a fronte di volatilità annualizzate che rimangono sotto il 2% per le scadenze brevi e intorno al 5-7% per quelle più lunghe. Tutti questi ETF YIS mantengono costi di gestione molto competitivi e una replica fisica ottimizzata che minimizza gli scostamenti dall’indice di riferimento.
Cosa comprare in base al rischio-rendimento?
Analizzando il rischio-rendimento complessivo della gamma, emerge una gerarchia chiara e misurabile. Per gli investitori conservativi, i comparti obbligazionari a breve scadenza governativa italiana o EMU offrono il miglior compromesso: rendimenti positivi stabili, volatilità inferiore all’1%, tracking error prossimi allo zero e costi bassissimi, con un rapporto rischio-rendimento particolarmente favorevole grazie all’assenza di oscillazioni significative.
Per chi invece punta a una componente di crescita più marcata, il YIS MSCI Europe Selection UCITS ETF si posiziona in testa tra gli azionari per il mix di rendimento cumulato dal lancio superiore al 17% e volatilità contenuta intorno all’11%, con un tracking error tra i più bassi del settore. I comparti “Universal” (Europa, Mondo, USA) offrono un’alternativa con universo investibile più ampio ma caratteristiche di efficienza replicativa analoghe.
La forza dell’intera proposta ETF YIS di Eurizon per Intesa Sanpaolo risiede proprio nella combinazione di questi elementi: replica fisica di altissima qualità, costi contenuti, tracking error minimi (spesso tra 0,05% e 0,14%), classificazione SFDR Articolo 8 e rendiconti mensili trasparenti che permettono un monitoraggio costante. I dati al 28 febbraio 2026 dimostrano che, nonostante la storia relativamente breve di molti comparti, le performance nette di commissioni sono state molto vicine ai benchmark di riferimento, confermando l’efficacia della struttura passiva low-cost.
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