L’ipotesi primarie, le voci sul Parkinson: Biden è nel caos

Roberto Vivaldelli

9 Luglio 2024 - 17:39

Casa Bianca in subbuglio mentre si rincorrono voci sulle condizioni psico-fisiche del presidente Joe Biden: e c’è chi chiede le primarie

L’ipotesi primarie, le voci sul Parkinson: Biden è nel caos

Dopo il disastroso dibattito con Donald Trump, è sempre più a rischio la candidatura del presidente Joe Biden. Pressato da una parte dei democratici e dall’opinione pubblica liberal, il presidente Usa ha dichiarato di non voler farsi da parte e ha deciso di sfidare «l’élite» del partito che gli ha chiesto di dimettersi. Secondo alcune notizie riportate dai media americani, c’è una nuova (preoccupante) indiscrezione riguardante la salute del presidente Biden.

Il New York Post ha riferito che un neurologo specialista del Walter Reed Medical Center, Kevin R. Cannard, ha visitato la Casa Bianca il 17 gennaio, su invito del medico personale del presidente, Kevin O’Connor. Secondo quanto riportato da Alex Berenson sul suo Substack, Unreported Truths, il neurologo ha visitato la Casa Bianca nove volte tra il 28 luglio 2023 e il 28 marzo 2024. Kevin O’Connor ha successivamente diffuso una lettera nella quale sostiene che il presidente Usa è stato visitato una sola volta e non sono emerse indicazioni che possano far suggerire una malattia come il Parkinson, ma gli interrogativi sullo stato psico-fisico di Biden permangono. L’inquilino della Casa Bianca è in grado di affrontare una campagna elettorale stressante e impegnativa?

L’ipotesi primarie prende piede

Qualora Joe Biden dovesse rinunciare alla candidatura, la favorita a prendere il suo posto sarebbe la vicepresidente Kamala Harris: se Biden dovesse dimettersi prima della convention democratica di agosto, a Chicago, i delegati che hanno sostenuto il presidente Usa alle primarie opterebbero per la sua sostituta designata. Ma all’interno del partito democratico la figura di Kamala Harris non suscita grande entusiasmo e per battere Donald Trump servirebbe un mezzo miracolo. Sulla stampa americana emerge dunque un’altra ipotesi, più suggestiva: organizzare delle «mini primarie» per individuare il sostituto del presidente Usa. Secondo Semafor, due influenti democratici stanno proponendo un piano che prevede il ritiro del presidente Biden come candidato e l’annuncio delle primarie da tenersi prima della convention di agosto. I due proponenti sono la docente di legge presso la Georgetown University, Rosa Brooks, e il venture capitalist Ted Dintersmith. Il piano prevederebbe che Biden si ritiri entro poche settimane e, insieme alla vicepresidente Kamala Harris, annunci delle primarie a cui parteciperebbero «sei candidati» che dovranno contendersi il «maggior numero di voti dai delegati».

Il memo descritto da Semafor prevede che i sei candidati scelti interagiscano con gli elettori attraverso una serie di forum pubblici moderati da «icone culturali» liberal come Oprah Winfrey, Taylor Swift e Stephen Colbert. I delegati userebbero poi un sistema di voto a scelta multipla per scegliere un candidato, al quale Biden, Barack Obama e Bill Clinton passerebbero il testimone alla fine della convention democratica del prossimo mese. L’idea sta prendendo piede: Bill Harris, ex amministratore delegato di Intuit e PayPal, grande donatore del partito democratico, ha promesso di stanziare 2 milioni di dollari per organizzare le suddette «mini-primarie» qualora Biden si ritirasse.

Il voto agli immigrati

Nel caos sulle sue condizioni psico-fisiche, ha fatto molto discutere, nelle ultime settimane, l’annuncio dell’amministrazione Biden in materiale di immigrazione, definita dai repubblicani una vera e propria «amnistia». Si tratta di un percorso che garantirà la cittadinanza a circa 500.000 persone che vivono degli Usa da almeno dieci anni e sono sposate con cittadini statunitensi.«Questo nuovo processo permetterà a determinati coniugi e figli non cittadini di richiedere la residenza permanente legale senza lasciare il paese, uno status per il quale sono già idonei. Queste azioni promuoveranno l’unità familiare e rafforzeranno l’economia, fornendo un beneficio significativo al paese e aiutando i cittadini statunitensi e i loro familiari non cittadini a rimanere insieme. Per essere idonei, i non cittadini devono, al 17 giugno 2024, risiedere negli Stati Uniti da 10 o più anni, essere legalmente sposati con un cittadino statunitense e soddisfare tutti i requisiti legali applicabili. In media, coloro che sono idonei a questo processo risiedono negli Stati Uniti da 23 anni» si legge nell’annuncio di Biden. Il nuovo programma sarà aperto a circa 500.000 coniugi non cittadini di cittadini statunitensi e circa 50.000 figli con un genitore cittadino statunitense.

I repubblicani contestano duramente tale misura. «Biden pensa solo a una cosa: il potere, ed è per questo che sta concedendo un’amnistia di massa e la cittadinanza a centinaia di migliaia di clandestini che sa che alla fine voteranno per lui e per l’Open Border Democrat Party... Biden ha creato un altro invito all’immigrazione illegale attraverso il suo ordine di amnistia di massa» accusa l’ex presidente Donald Trump mentre lo Speaker della Camera, Mike Johnson, accusa il presidente di «pensare che la nostra sicurezza nazionale sia una specie di gioco che può provare a usare per scopi politici, ma gli americani sanno che questo piano di amnistia incentiverà solo più immigrazione clandestina e metterà in pericolo gli americani».