L’impatto delle elezioni del 2024 potrebbe alterare gli equilibri del mercato del 2025

Redazione Finance

10 Dicembre 2024 - 15:12

Le elezioni globali del 2024, specialmente quelle statunitense ed europee hanno mostrato un segnale di cambiamento rispetto al passato. In che modo questo potrebbe riflettersi sulle borse nel 2025?

L’impatto delle elezioni del 2024 potrebbe alterare gli equilibri del mercato del 2025

Le elezioni del 2024 hanno rappresentato uno spartiacque per il panorama politico internazionale, con implicazioni che si riverbereranno sugli equilibri economici globali nel 2025.

L’Europa ha assistito a un’avanzata delle forze di destra e a un’astensione significativa in alcuni Paesi, segnale di una polarizzazione politica sempre più marcata. Dall’altra parte dell’Atlantico, il ritorno di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti ha riacceso un dibattito su nazionalismo, protezionismo e rapporti con le istituzioni internazionali.

Questi cambiamenti stanno già rimodellando il modo in cui le nazioni interagiscono tra loro e stanno iniziando a influenzare il comportamento dei mercati. Ha senso aspettarsi un totale cambiamento degli equilibri borsistici il prossimo anno?

Le elezioni europee del 2024: un panorama frammentato e polarizzato

Le elezioni europee dell’8 e 9 giugno 2024 hanno mostrato una crescente frammentazione politica. Fratelli d’Italia, guidato da Giorgia Meloni, ha consolidato la propria leadership con il 28,8% dei voti.

In Germania, la CDU/CSU ha mantenuto il primato con il 30%, ma l’ascesa dell’Alternativa per la Germania (AfD), che ha raggiunto il 15,9%, evidenzia un trend euroscettico in crescita. In Francia, il Rassemblement National di Marine Le Pen ha ottenuto una vittoria storica, spingendo il presidente Macron a convocare nuove elezioni. Anche in Austria, il Partito della Libertà d’Austria (FPÖ) ha raggiunto una posizione dominante.

Questi risultati riflettono una tendenza comune in molte parti d’Europa: la crescente influenza delle forze di destra e la difficoltà dei partiti tradizionali nel mantenere il consenso. Nonostante questa polarizzazione, Ursula von der Leyen è stata rieletta presidente della Commissione Europea il 18 luglio 2024.

Con 401 voti favorevoli, la sua rielezione rappresenta una volontà di stabilità istituzionale, ma la nuova composizione del Parlamento Europeo preannuncia un periodo di negoziazioni complesse. L’ascesa della destra potrebbe infatti influenzare in modo significativo le politiche europee, in particolare su temi come immigrazione, sicurezza e sovranità nazionale.

ETF come il Vanguard FTSE Europe ETF (VGK) restano al centro dell’attenzione degli esperti, per comprendere come questi cambiamenti politici possano riflettersi sui mercati finanziari nel corso del 2025.

Gli Stati Uniti: il ritorno di Donald Trump

Le elezioni presidenziali del 2024 negli Stati Uniti hanno riportato Donald Trump alla Casa Bianca, inaugurando una nuova fase di leadership repubblicana. La sua campagna elettorale, incentrata sulla retorica «America First», ha fatto leva sul malcontento verso l’amministrazione democratica uscente, capitalizzando su questioni come l’immigrazione, il commercio e la sicurezza nazionale.

Il ritorno di Trump riflette una volontà da parte di una larga fetta dell’elettorato americano di ritornare a politiche protezionistiche e nazionaliste, con un focus sul rafforzamento delle industrie nazionali e sul contenimento delle influenze esterne.

Sul fronte internazionale, la presidenza Trump potrebbe comportare un inasprimento delle relazioni commerciali con la Cina, continuando la guerra tariffaria che aveva caratterizzato il suo primo mandato. Allo stesso tempo, il ritiro o il ridimensionamento degli impegni verso istituzioni internazionali come NATO e ONU potrebbe ridisegnare l’architettura geopolitica globale, lasciando maggior spazio a dinamiche bilaterali.

Convergenze tra Europa e USA: l’ascesa della destra

L’avanzata delle forze di destra in Europa e la presidenza Trump creano un terreno fertile per convergenze ideologiche e strategiche tra le due sponde dell’Atlantico. Entrambi i movimenti condividono una forte enfasi sulla sovranità nazionale, una diffidenza verso le istituzioni sovranazionali e un approccio più rigido sull’immigrazione. Questo clima politico potrebbe portare a un allineamento su politiche che favoriscono un maggiore controllo delle frontiere e una riduzione della dipendenza economica da altri Paesi.

La lotta al cambiamento climatico potrebbe essere un altro punto di convergenza, o meglio di divergenza rispetto agli approcci tradizionali. Sia Trump sia molti partiti di destra europei hanno manifestato scetticismo verso politiche ambientali restrittive, privilegiando lo sviluppo economico a breve termine rispetto a misure di sostenibilità. Questo atteggiamento potrebbe tradursi in un indebolimento degli impegni globali per la riduzione delle emissioni, con implicazioni significative per l’ambiente e per i settori economici legati alla transizione energetica.

Gli ETF come SPDR S&P Oil & Gas Exploration & Production ETF (XOP) potrebbero beneficiare di politiche meno restrittive in campo ambientale, mentre i fondi legati all’energia rinnovabile, come iShares Global Clean Energy ETF (ICLN), potrebbero subire rallentamenti a causa di un disimpegno nei confronti degli obiettivi climatici globali.

Impatto sul mercato del 2025

I cambiamenti politici globali avranno ripercussioni profonde sui mercati, influenzando settori chiave dell’economia. Le politiche meno restrittive in materia ambientale potrebbero favorire le industrie del petrolio e del gas, portando a un aumento degli investimenti in questi settori. Allo stesso tempo, l’incremento della spesa militare, una priorità per molti governi di destra, potrebbe avvantaggiare le aziende attive nella difesa e nell’aerospaziale.

La manifattura e l’industria pesante potrebbero trarre beneficio da politiche protezionistiche, volte a incentivare la produzione locale e ridurre la dipendenza dalle importazioni. Tuttavia, alcuni settori potrebbero risentire negativamente delle nuove dinamiche. Le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina potrebbero penalizzare le aziende tecnologiche con catene di approvvigionamento globali, mentre l’imposizione di dazi sulle importazioni potrebbe aumentare i costi per i produttori europei che esportano negli Stati Uniti.

Gli ETF legati all’industria manifatturiera e alla difesa, come SPDR S&P Aerospace & Defense ETF (XAR) e iShares U.S. Industrials ETF (IYJ), potrebbero trarre vantaggio dall’aumento della spesa militare e dalle politiche di reshoring. Tuttavia, le aziende tecnologiche con catene di approvvigionamento globali, rappresentate da ETF come Invesco QQQ Trust (QQQ), potrebbero risentire delle restrizioni commerciali.

Anche l’industria dei beni di lusso potrebbe affrontare sfide significative. Le incertezze economiche e le tensioni geopolitiche potrebbero ridurre la domanda in mercati chiave come gli Stati Uniti e la Cina, costringendo le aziende europee a ripensare le proprie strategie di espansione.