L’energia nucleare generata in Ue è ai minimi dal 1990

Alberto De Pasquale

07/02/2024

Il principale produttore europeo è la Francia, con 295 mila gigawattora nel 2022 (-22,3% sul 2021). Pesa lo stop della Germania alle sue ultime tre centrali.

L’energia nucleare generata in Ue è ai minimi dal 1990

A livello internazionale c’è chi considera il rilancio dell’energia nucleare un fattore chiave per ridurre le emissioni di gas serra. Ma intanto, i numeri dicono che negli ultimi trent’anni la produzione delle centrali europee non è mai stata così bassa come nel 2022. Inoltre, su 27 paesi che compongono l’Unione Europea, solamente 12 oggi producono energia nucleare: alcuni hanno abbandonato o ridotto l’attività proprio di recente.

All’ultima Cop 28 di Dubai oltre venti paesi, tra cui Stati Uniti, Giappone e Regno Unito, hanno aderito alla Declaration to Triple Nuclear Energy, un accordo finalizzato a triplicare la capacità di produzione di energia nucleare globale entro il 2050. Anche diversi esponenti del governo Meloni si sono più volte espressi a favore di un possibile ritorno della produzione di energia nucleare in Italia che, come noto, in seguito agli esiti di un referendum del 1987, ha cessato l’attività delle sue quattro centrali nucleari nel 1990. E come dicevamo, la produzione di energia nucleare in Europa ha toccato nel 2022 i livelli più bassi proprio da quel 1990.

Nel 2022 la produzione di energia nucleare nell’Unione Europea è stata di 609.255 gigawattora (GWh), il 16,7% in meno rispetto al 2021. Risultati ben lontani da quelli del 2004, quando in Europa si raggiunse il picco della produzione recente, con l’attuale record di 928 mila GWh annui. Bisogna considerare che la produzione non è costante di anno in anno; tuttavia, il livello fatto segnare nel 2022 spicca particolarmente nella serie storica, appunto perché per trovare un risultato più basso bisogna tornare indietro di oltre trent’anni.

Il principale produttore di energia nucleare in Europa è di gran lunga la Francia, che conta 58 reattori operativi per un totale di 19 centrali nucleari e una produzione che nel 2022 ha toccato i 295 mila gigawattora (-22,3% rispetto al 2021). Di fatto, la Francia produce quasi la metà dell’energia nucleare totale in Europa.

Il secondo paese europeo per produzione è la Spagna, che vanta cinque centrali nucleari e una produzione di 58 mila gigawattora nel 2022, in aumento - caso quasi unico, in quell’anno - del 3,6% sul 2021. Il terzo produttore è la Svezia (51 mila gigawattora nel 2022), il quarto il Belgio (44 mila) e il quinto la Germania, che con appena 34.700 gigawattora generati nel 2022 ha fatto segnare nel 2022 il principale calo produttivo in Europa al confronto con il 2021 (-49,8%).

Il 15 aprile 2023 la Germania ha spento gli ultimi tre reattori nucleari ancora attivi nel paese. La decisione venne presa nel 2011, anche in seguito al disastro di Fukushima, dall’allora cancelliera Angela Merkel. Gli ultimi tre reattori tedeschi fornivano alla Germania circa il 6,5% del proprio fabbisogno energetico. Mentre vent’anni fa, quando contava 19 centrali, la Germania otteneva dal nucleare un terzo della propria energia elettrica.

Lo stop tedesco sarebbe dovuto essere operativo entro la fine del 2022, ma poi è stato posticipato per mitigare gli effetti della guerra in Ucraina e della crisi energetica. In ogni caso, il pesante calo di produzione nel 2022 ha preannunciato la chiusura definitiva degli ultimi reattori, arrivata appunto pochi mesi dopo. Nonostante i recenti numeri bassi, l’energia nucleare resta fondamentale per diversi paesi europei. Soprattutto per la Francia, che è in assoluto la nazione più dipendente dall’elettricità prodotta con il nucleare: le sue centrali generano il 63% dell’elettricità totale nel Paese.